La manifestazione
Nell’area verde spunta un nuovo distributore
È il terzo impianto in via Cisanello, protestano i residenti: «Aria e rumori inquinanti» Il Comune: «Nella norma la distanza della stazione di servizio dalle abitazioni»
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PISA. Per quasi quarant’anni avevano creduto che prima o poi, al posto di quella vegetazione selvaggia e abbandonata a sé stessa che nascondeva e al tempo stesso riparava le loro case dal costante e rumoroso viavai di auto di via Cisanello, sarebbe sorta un’area verde più ordinata e pulita, magari contornata da una pista ciclabile.
Così, quantomeno, aveva fatto sperare loro una convenzione stipulata nel 1977 fra il Comune e il signor Mecocci, il proprietario di quella striscia di terreno incolto che per tanto tempo aveva separato i loro giardini da una delle principali arterie stradali di Pisa. Secondo questa convenzione, infatti, il Comune sarebbe dovuto entrare in possesso di un terreno più ampio, di 1.586 mq, ricevendone a titolo gratuito strade interne e parcheggi e acquistandone, a prezzo di mercato, l’area a verde da destinare successivamente a verde pubblico. E invece le aspettative dei residenti di via Campania sono state disattese, poiché i lavori che da circa un mese vanno avanti nella zona non lasciano spazio a dubbi: su via Cisanello si sta costruendo un altro distributore di carburante.
«L’ennesimo», lamentano gli abitanti della zona, che a fine giugno si sono rivolti al Difensore civico della Toscana per chiederle di valutare «la condotta del Comune di Pisa riguardo alla costruzione in oggetto».
«Siamo un gruppo di cittadini preoccupati per il prevedibile aggravamento dell'inquinamento atmosferico ed acustico - si legge nella lettera indirizzata alla dottoressa Lucia Franchini - dovuto all'impianto attualmente in costruzione in una zona delicata della periferia pisana: esso va infatti ad inserirsi a breve distanza fra due impianti analoghi preesistenti, Agip e Total Erg, e in prossimità di una rotatoria, oltre che a collocarsi a ridosso di elevati palazzi condominiali siti in via Campania».
All’oscuro dei confinanti, infatti, nel Regolamento urbanistico del 2001, la destinazione urbanistica di area verde di 1200 mq di superficie era stata modificata in quella di area idonea a distributori di carburante. Alla fine del 2015, poi, come spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli, un’azienda in possesso di un terreno già destinato a distributore e adiacente a quello interessato dalla convenzione chiede le autorizzazioni per costruire il nuovo impianto, il che sblocca lo «stallo» lamentato dai residenti, anche se in direzione totalmente opposta rispetto alle loro aspettative. A dicembre del 2016 il Comune ottiene a titolo gratuito non solo strade interne e parcheggi, ma anche una parte di area verde, in cambio di altri 334 mq “venduti” al loro proprietario.
«Un affare per l’amministrazione, che da questo compromesso ha incassato 20mila euro, così come per il proprietario del lotto», riconoscono i cittadini. Che, tuttavia, non possono fare a meno di sentirsi martirizzati, e in allarme per la loro salute. «La distanza dell’impianto dalle abitazioni prevista dalla normativa viene rispettata», prova a tranquillizzare Serfogli che, pur esprimendo «massima comprensione nei confronti dei residenti», si appella alla «poca autorevolezza di un’amministrazione comunale di fronte alle conseguenze del libero mercato».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Così, quantomeno, aveva fatto sperare loro una convenzione stipulata nel 1977 fra il Comune e il signor Mecocci, il proprietario di quella striscia di terreno incolto che per tanto tempo aveva separato i loro giardini da una delle principali arterie stradali di Pisa. Secondo questa convenzione, infatti, il Comune sarebbe dovuto entrare in possesso di un terreno più ampio, di 1.586 mq, ricevendone a titolo gratuito strade interne e parcheggi e acquistandone, a prezzo di mercato, l’area a verde da destinare successivamente a verde pubblico. E invece le aspettative dei residenti di via Campania sono state disattese, poiché i lavori che da circa un mese vanno avanti nella zona non lasciano spazio a dubbi: su via Cisanello si sta costruendo un altro distributore di carburante.
«L’ennesimo», lamentano gli abitanti della zona, che a fine giugno si sono rivolti al Difensore civico della Toscana per chiederle di valutare «la condotta del Comune di Pisa riguardo alla costruzione in oggetto».
«Siamo un gruppo di cittadini preoccupati per il prevedibile aggravamento dell'inquinamento atmosferico ed acustico - si legge nella lettera indirizzata alla dottoressa Lucia Franchini - dovuto all'impianto attualmente in costruzione in una zona delicata della periferia pisana: esso va infatti ad inserirsi a breve distanza fra due impianti analoghi preesistenti, Agip e Total Erg, e in prossimità di una rotatoria, oltre che a collocarsi a ridosso di elevati palazzi condominiali siti in via Campania».
All’oscuro dei confinanti, infatti, nel Regolamento urbanistico del 2001, la destinazione urbanistica di area verde di 1200 mq di superficie era stata modificata in quella di area idonea a distributori di carburante. Alla fine del 2015, poi, come spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli, un’azienda in possesso di un terreno già destinato a distributore e adiacente a quello interessato dalla convenzione chiede le autorizzazioni per costruire il nuovo impianto, il che sblocca lo «stallo» lamentato dai residenti, anche se in direzione totalmente opposta rispetto alle loro aspettative. A dicembre del 2016 il Comune ottiene a titolo gratuito non solo strade interne e parcheggi, ma anche una parte di area verde, in cambio di altri 334 mq “venduti” al loro proprietario.
«Un affare per l’amministrazione, che da questo compromesso ha incassato 20mila euro, così come per il proprietario del lotto», riconoscono i cittadini. Che, tuttavia, non possono fare a meno di sentirsi martirizzati, e in allarme per la loro salute. «La distanza dell’impianto dalle abitazioni prevista dalla normativa viene rispettata», prova a tranquillizzare Serfogli che, pur esprimendo «massima comprensione nei confronti dei residenti», si appella alla «poca autorevolezza di un’amministrazione comunale di fronte alle conseguenze del libero mercato».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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