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Pisa

Bimba morta a Calambrone, la Procura chiede l'ergastolo e l'isolamento per il patrigno

Bimba morta a Calambrone, la Procura chiede l'ergastolo e l'isolamento per il patrigno

Sotto processo Tonino Krstic, accusato dell'omicidio della piccola Samantha, trovata morta un anno fa in una baracca a Calambrone

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PISA. Ergastolo e la pena da scontare in isolamento diurno. E' questa la richiesta del pm Giancarlo Dominijanni alla Corte d'assise del tribunale di Pisa che dovrà emettere la sentenza di primo grado su Tonino Krstic. L'uomo, 33 anni, è accusato dell'omicidio della piccola Samantha Castagnino, la bambina di tre anni e mezzo trovata morta il 27 aprile 2016 in una baracca a Calambrone. 

Secondo l'accusa, per mesi l’uomo, che da tempo aveva stretto una relazione con la madre della bimba Juana Francisca De Olmo (condannata lunedì in abbreviato a dieci anni di reclusione per maltrattamenti), subissò di botte e violenze la minore, e impedì alla madre di farla curare fino a procurarne il decesso. Inizialmente accusato di maltrattamenti aggravati dall'aver causato il decesso della vittima, nel corso del dibattimento Dominijanni ha chiesto di aggiungere anche il capo di imputazione dell'omicidio volontario. Determinanti per confermare quest'accusa - secondo il pm - è stata la perizia medico legale con cui il professor Alessandro Bassi Luciani ha stabilito un nesso di causa-effetto fra le percosse e le lesioni cerebrali riscontrate al momento dell'autopsia e poi la ricostruzione delle ultime ore di vita di Samantha, un racconto fornito proprio dalla madre della piccola nella sua deposizione in aula. [[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.15283262:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2017/05/03/news/rapiti-dalle-solitidini-digitali-della-rete-abbiamo-sepolto-samantha-nell-indifferenza-1.15283262]]

Secondo quel racconto, nel primo pomeriggio del 26 aprile, Krstic avrebbe avuto la possibilità di salvare la bambina ma sviò i soccorsi. Chiamando il 118 chiese cosa avrebbe dovuto fare con una bambina con la febbre a 32,5 (era iniziata l'ipotermia), ma a chi lo implorò di fornire il luogo dove poter inviare l'ambulanza, lui fornì un indirizzo di un appartamento in centro a Pisa. Prima che partisse la seconda chiamata verso i soccorsi passarono poi alcune ore, fatali per il peggioramento delle condizioni di Samantha, ormai stremata da giorni e giorni di pestaggi.

 

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