Sicurezza
Logli investito, udienza rinviata
Il marito di Roberta Ragusa ha querelato un fotoreporter per lesioni a una gamba
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PISA. È stato rinviato a dicembre il processo contro il fotoreporter Roberto Cappello, querelato da Antonio Logli per lesioni.
Ieri mattina davanti al giudice di pace si sono presentati l’imputato con il suo legale, Nicodemo Gentile e l’avvocato dell’elettricista della Geste, Roberto Cavani.
Il giudice ha fissato a dicembre l’udienza in cui sarà citata come responsabile civile, secondo quanto chiesto dall’avvocato Cavani, l’assicurazione dell’auto guidata da Cappello al momento dell’episodio contestato dal marito di Roberta Ragusa.
La vicenda risale al marzo 2013. Secondo la querela Logli venne investito dalla macchina condotta dal fotoreporter che lo stava seguendo per catturare immagini esclusive del marito di Roberta con la sua compagna, Sara Calzolaio. Dopo aver seguito l’auto di Antonio con Sara al suo fianco, Cappello si fermò al semaforo tra la Lungomonte e la Statale Abetone Brennero a San Giuliano Terme. Logli si accorse di quell’auto che gli stava dietro. Bloccò la corsa della sua macchina e scese per fotografare con il telefonino il conducente del veicolo che lo stava pedinando e che aveva cercato di fare a lui e a Sara delle foto senza autorizzazione. È in quel momento che le versioni dell’elettricista e del fotografo divergono. All’avvicinarsi di Logli scattò il verde e Cappello, secondo la querela, ingranò la marcia centrando il ginocchio sinistro del pedone arrivato davanti alla macchina per identificare il fotografo-pedinatore. Un urto tradotto in 36 giorni di prognosi certificati dal pronto soccorso. «Stavo lavorando e non ho messo sotto nessuno» è la difesa del fotografo. (p.b.)
Ieri mattina davanti al giudice di pace si sono presentati l’imputato con il suo legale, Nicodemo Gentile e l’avvocato dell’elettricista della Geste, Roberto Cavani.
Il giudice ha fissato a dicembre l’udienza in cui sarà citata come responsabile civile, secondo quanto chiesto dall’avvocato Cavani, l’assicurazione dell’auto guidata da Cappello al momento dell’episodio contestato dal marito di Roberta Ragusa.
La vicenda risale al marzo 2013. Secondo la querela Logli venne investito dalla macchina condotta dal fotoreporter che lo stava seguendo per catturare immagini esclusive del marito di Roberta con la sua compagna, Sara Calzolaio. Dopo aver seguito l’auto di Antonio con Sara al suo fianco, Cappello si fermò al semaforo tra la Lungomonte e la Statale Abetone Brennero a San Giuliano Terme. Logli si accorse di quell’auto che gli stava dietro. Bloccò la corsa della sua macchina e scese per fotografare con il telefonino il conducente del veicolo che lo stava pedinando e che aveva cercato di fare a lui e a Sara delle foto senza autorizzazione. È in quel momento che le versioni dell’elettricista e del fotografo divergono. All’avvicinarsi di Logli scattò il verde e Cappello, secondo la querela, ingranò la marcia centrando il ginocchio sinistro del pedone arrivato davanti alla macchina per identificare il fotografo-pedinatore. Un urto tradotto in 36 giorni di prognosi certificati dal pronto soccorso. «Stavo lavorando e non ho messo sotto nessuno» è la difesa del fotografo. (p.b.)
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