Gioco
«Dall’Europa i fondi per la busvia stazione-Cisanello»
di Francesco Loi
Il sindaco Marco Filippeschi: lascerò una città che guarda al futuro e capace di attrarre investimenti dall’estero
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PISA. «Vogliamo mantenere la credibilità di città dinamica e metropolitana. Il messaggio all’Europa e alla Regione è che la nostra storia non finisce con i Piuss, ma che abbiamo le idee chiare per lo sviluppo ulteriore di Pisa, hub della Toscana costiera per i suoi servizi di eccellenza e che come tale ha un ruolo di motore per l’intera regione». Il sindaco Marco Filippeschi è entrato nella fase finale del suo secondo mandato a Palazzo Gambacorti. L’incontro di domani alla Camera di Commercio su “Strategie di crescita, progetti strategici” è l’occasione per definire una visione di città, un “ponte” tra presente e futuro. Quasi un primo bilancio di legislatura, con suggerimenti diretti al successore.
Sindaco, perché questo incontro e in questo momento?
«Perché è in discussione il Piano di Sviluppo Regionale, che contiene anche le strategie per l’area vasta e la piattaforma costiera. Noi vogliamo avere un ruolo forte nel confronto con la giunta regionale sulla base dei meriti inequivocabili acquisiti sul campo. Sappiamo cosa serve a Pisa dal punto di vista delle infrastrutture, e sono opere che servono a tutta la Toscana. Sono infrastrutture strategiche e senza i costi enormi previsti per la portualità. Anche per questo chiediamo attenzione, subito».
Quali sono queste opere strategiche?
«La tangenziale di Nord-Est, a servizio di un polo ospedaliero di riferimento regionale e nazionale. Un collegamento dedicato, busvia o altro, tra la stazione ferroviaria e l’ospedale di Cisanello, ovvero tra la città vecchia e la città nuova. La connessione con Firenze e l’alta velocità, potenziando la linea ferroviaria con il capoluogo. Su questo ci giochiamo il futuro della città. Aggiungo i lavori già fatti e in corso per fluidificare il traffico sull’Aurelia nel tratto cittadino eliminando i semafori e costruendo rotatorie. E l’importanza anche per Pisa della realizzazione della Tirrenica, completamento del collegamento stradale verso Roma».
Quale idea di città sta dietro a questo ragionamento?
«Un’idea di città metropolitana, hub della costa toscana per i servizi di eccellenza che offre, dalla sanità all’alta istruzione, caratterizzata dall’elevata presenza di aziende innovative. Lungo l’asta dell’Arno, l’asse Pisa-Firenze costituisce un’area metropolitana dello sviluppo e dell’innovazione. Con vista diretta sull’Europa. E gli studi più recenti, firmati dall’Irpet, lo confermano».
Lei punta molto sul tema dell’innovazione…
“È la nostra ricchezza, che si ricollega direttamente alla diffusione della conoscenza attraverso Università e centri di ricerca. In tempi di crisi il settore pubblico ha saputo investire sulla città, oltre ogni ostacolo. Ora tira di nuovo il vento degli investimenti privati. L’area di Montacchiello ne è un esempio. Chiederemo al governatore Rossi di aiutarci a modernizzare l’Emilia con rotatorie per le zone produttive».
Il rapporto con l’Europa è l’altra grande partita…
«All’incontro in Camera di Commercio ci sarà anche l’eurodeputato David Sassoli. Lo rincontreremo a Bruxelles il 26 settembre. In quell’occasione faremo un rendiconto del masterplan 2009. Dimostreremo la capacità di spesa e di sviluppo del territorio, a partire dagli investimenti sull’aeroporto: allungamento delle piste, delocalizzazione delle case di via Cariola, People Mover. Questo ci consente di sperare nel sostegno dell’Unione Europea per il progetto di collegamento tra la stazione e Cisanello».
È preoccupato dei piani di sviluppo dell’aeroporto Galilei? Toscana Aeroporti vuole aspettare che si sblocchi la vicenda della pista di Firenze per poi procedere in parallelo…
«Confermiamo tutte le aspettative sull’ampliamento del terminal. E chiediamo un’attenzione forte sui servizi al volo. In più cominciamo a vedere l’obiettivo nuovo dei voli low cost internazionali. È chiaro che in questo scenario gli investimenti, People Mover in primis, ce li ritroviamo».
Difende a spada tratta il People Mover nonostante tutte le difficoltà?
«È strategico e lo diventerà sempre di più. Va fatto crescere e maturare. Finora le indicazioni sulla funzione di collegamento tra aeroporto e stazione sono positive. Invece sulla dimensione di servizio urbano, attraverso l’uso dei parcheggi scambiatori, occorre fare di più».
Si parla di grandi progetti e una delle critiche è che l’amministrazione non presta la stessa attenzione ai quartieri…
«Questa è una città che deve guardare al futuro ed evitare di scadere nel minimalismo. Ritengo sbagliata la contrapposizione tra grandi progetti e il resto. Sono le infrastrutture che servono per la città. E rivendico anche la capacità di investire nei quartieri».
Ci faccia qualche esempio…
«Stiamo aspettando che ci chiamino da Roma per formalizzare il finanziamento da 42 milioni di euro per il progetto “periferie degradate”. Dentro ci sono interventi per la stazione, con particolare riferimento alla sicurezza, per San Giusto-San Marco e Sant’Ermete. Ricordo poi i 7 milioni per i Passi. Sono sicuro: nessuno ha mai messo in campo una progettualità del genere per i quartieri. Senza dimenticare gli investimenti attuali sull’edilizia sociale: anche in questo caso non vedo precedenti. Più tutti i contributi dati dalla Fondazione Pisa per i recuperi».
Cosa lascia al suo successore?
«Questa visione di città. Penso di lasciare soprattutto una base valida ed efficace per attrarre a Pisa ulteriori fondi europei ed i grandi investitori esteri. È la strada per lo sviluppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sindaco, perché questo incontro e in questo momento?
«Perché è in discussione il Piano di Sviluppo Regionale, che contiene anche le strategie per l’area vasta e la piattaforma costiera. Noi vogliamo avere un ruolo forte nel confronto con la giunta regionale sulla base dei meriti inequivocabili acquisiti sul campo. Sappiamo cosa serve a Pisa dal punto di vista delle infrastrutture, e sono opere che servono a tutta la Toscana. Sono infrastrutture strategiche e senza i costi enormi previsti per la portualità. Anche per questo chiediamo attenzione, subito».
Quali sono queste opere strategiche?
«La tangenziale di Nord-Est, a servizio di un polo ospedaliero di riferimento regionale e nazionale. Un collegamento dedicato, busvia o altro, tra la stazione ferroviaria e l’ospedale di Cisanello, ovvero tra la città vecchia e la città nuova. La connessione con Firenze e l’alta velocità, potenziando la linea ferroviaria con il capoluogo. Su questo ci giochiamo il futuro della città. Aggiungo i lavori già fatti e in corso per fluidificare il traffico sull’Aurelia nel tratto cittadino eliminando i semafori e costruendo rotatorie. E l’importanza anche per Pisa della realizzazione della Tirrenica, completamento del collegamento stradale verso Roma».
Quale idea di città sta dietro a questo ragionamento?
«Un’idea di città metropolitana, hub della costa toscana per i servizi di eccellenza che offre, dalla sanità all’alta istruzione, caratterizzata dall’elevata presenza di aziende innovative. Lungo l’asta dell’Arno, l’asse Pisa-Firenze costituisce un’area metropolitana dello sviluppo e dell’innovazione. Con vista diretta sull’Europa. E gli studi più recenti, firmati dall’Irpet, lo confermano».
Lei punta molto sul tema dell’innovazione…
“È la nostra ricchezza, che si ricollega direttamente alla diffusione della conoscenza attraverso Università e centri di ricerca. In tempi di crisi il settore pubblico ha saputo investire sulla città, oltre ogni ostacolo. Ora tira di nuovo il vento degli investimenti privati. L’area di Montacchiello ne è un esempio. Chiederemo al governatore Rossi di aiutarci a modernizzare l’Emilia con rotatorie per le zone produttive».
Il rapporto con l’Europa è l’altra grande partita…
«All’incontro in Camera di Commercio ci sarà anche l’eurodeputato David Sassoli. Lo rincontreremo a Bruxelles il 26 settembre. In quell’occasione faremo un rendiconto del masterplan 2009. Dimostreremo la capacità di spesa e di sviluppo del territorio, a partire dagli investimenti sull’aeroporto: allungamento delle piste, delocalizzazione delle case di via Cariola, People Mover. Questo ci consente di sperare nel sostegno dell’Unione Europea per il progetto di collegamento tra la stazione e Cisanello».
È preoccupato dei piani di sviluppo dell’aeroporto Galilei? Toscana Aeroporti vuole aspettare che si sblocchi la vicenda della pista di Firenze per poi procedere in parallelo…
«Confermiamo tutte le aspettative sull’ampliamento del terminal. E chiediamo un’attenzione forte sui servizi al volo. In più cominciamo a vedere l’obiettivo nuovo dei voli low cost internazionali. È chiaro che in questo scenario gli investimenti, People Mover in primis, ce li ritroviamo».
Difende a spada tratta il People Mover nonostante tutte le difficoltà?
«È strategico e lo diventerà sempre di più. Va fatto crescere e maturare. Finora le indicazioni sulla funzione di collegamento tra aeroporto e stazione sono positive. Invece sulla dimensione di servizio urbano, attraverso l’uso dei parcheggi scambiatori, occorre fare di più».
Si parla di grandi progetti e una delle critiche è che l’amministrazione non presta la stessa attenzione ai quartieri…
«Questa è una città che deve guardare al futuro ed evitare di scadere nel minimalismo. Ritengo sbagliata la contrapposizione tra grandi progetti e il resto. Sono le infrastrutture che servono per la città. E rivendico anche la capacità di investire nei quartieri».
Ci faccia qualche esempio…
«Stiamo aspettando che ci chiamino da Roma per formalizzare il finanziamento da 42 milioni di euro per il progetto “periferie degradate”. Dentro ci sono interventi per la stazione, con particolare riferimento alla sicurezza, per San Giusto-San Marco e Sant’Ermete. Ricordo poi i 7 milioni per i Passi. Sono sicuro: nessuno ha mai messo in campo una progettualità del genere per i quartieri. Senza dimenticare gli investimenti attuali sull’edilizia sociale: anche in questo caso non vedo precedenti. Più tutti i contributi dati dalla Fondazione Pisa per i recuperi».
Cosa lascia al suo successore?
«Questa visione di città. Penso di lasciare soprattutto una base valida ed efficace per attrarre a Pisa ulteriori fondi europei ed i grandi investitori esteri. È la strada per lo sviluppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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