Finanza
il caso FERIE
«Poco un infermiere? Sì, ma c’è il medico»
PISA. «Poco un infermiere in Pediatria per i letti? Credo ci sia del giusto in tutte e due le posizioni». Antonio Boldrini, direttore del dipartimento Materno Infantile del Santa Chiara, non si...
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PISA. «Poco un infermiere in Pediatria per i letti? Credo ci sia del giusto in tutte e due le posizioni». Antonio Boldrini, direttore del dipartimento Materno Infantile del Santa Chiara, non si schiera. Non totalmente al fianco dei sindacati, che hanno lanciato l’allarme sul reparto rimasto con una sola infermiera per 6 letti dall’inizio di luglio a causa del piano ferie, ma certo non con l’Azienda ospedaliero-universitaria. E mentre l’Aoup torna a rassicurare sostenendo che «il rapporto di 1 infermiere su 6 posti letto, nel turno di notte delle degenze, è del tutto congruo anche perché sono presenti, sul medesimo piano dell’edificio (in un altro reparto, ndr), altri due colleghi disponibili per qualsiasi necessità», lui ammette che sì, «è vero, gli infermieri sono pochi, risicati, anche se gli standard prevedono 1 infermiere ogni 8 o ogni 20 per i reparti di degenza ordinaria». E ancora: «C’è sempre da sperare che nessuno di loro si ammali, ma non si parla mai del fatto che al fianco degli infermieri c’è un medico di guardia, che naturalmente interviene in caso di emergenza». Secondo il Nursind in Pediatria è «in gioco la vita dei bambini» e l’Aoup mette a rischio le cure poiché la logica aritmetica della salvaguardia normativa (secondo cui nei reparti di degenza ordinaria il rapporto di sicurezza medio è di 1 infermiere ogni 10 letti) non poteva essere applicata ai più piccoli. «I bambini non sono adulti in miniatura», dicono i sindacati. Al fianco degli infermieri si è schierato anche il primario della Pediatria, Diego Peroni. Il prof aveva indirizzato una lettera ai vertici aziendali per chiedere di mantenere inalterati i due infermieri ed i 10 posti letto in dotazione all’unità operativa, dunque assumendo personale per ovviare alle ferie. L’Aoup invece torna precisa: per effetto del piano ferie a luglio, su un totale di 1.019 letti, Cisanello e Santa Chiara perderanno 168 letti, cioè il 16,5% dei posti, e ad agosto 323, il 31,7%, cioè salteranno 3 letti su 10. A settembre il policlinico dovrà fare a meno di 93 letti. Solo la cardiologia 1 passa da 13 a 8 ad agosto, mentre i posti letto cardiologici in totale rimangono in tutto il periodo estivo 29 su un totale di 35. L’Endocrinochirurgia scende da 38 a 30 dal 17 luglio al 5 agosto, poi resta con soli 2 letti fino al 20 agosto per tornare poi a 16 fino al 27 agosto, risalire a 28 fino al 3 settembre e poi tornare alla normalità. Non è la Medicina d’urgenza a venir azzerata dal 12 al 27 agosto, ma la Medicina interna universitaria. Infine, i tagli ai posti letto in estate, «lasciando in sicurezza l’ospedale, sono funzionali alle ferie. Ferie che il personale smaltisce al 90%». Dunque il cumulo di arretrati è di 3-4 giorni l’anno per medico e non a 60 giorni per medico» come sostenuto dal sindacato dei medici Anaao.
(m.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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