Il Tirreno

Pisa

ROMBI dal passato

di Carlo Venturini
ROMBI dal passato

PISA. La più importante gara di moto d'epoca, la Milano-Taranto, fa tappa a Pisa, ma Piazza dei Miracoli gli è interdetta nonostante il programma originario. Oltre duecento motociclisti provenienti...

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PISA. La più importante gara di moto d'epoca, la Milano-Taranto, fa tappa a Pisa, ma Piazza dei Miracoli gli è interdetta nonostante il programma originario. Oltre duecento motociclisti provenienti anche da Giappone e Australia, a bordo di moto che sanno di strade polverose e piene di pozzanghere, avrebbero voluto fermarsi sotto la Torre per la classica foto di rito.

La Milano-Taranto è una carovana bellissima, che ha un po’ il gusto dell'altro mito su bicicletta che è l'Eroica. «Miliardi e miliardi di curve, fatte di notte, concentrazione massima. Le Apuane sono insidiosissime», dice uno dei partecipanti, Alessandro Zanullo di Padova, proprietario di una rossissima Triumph del 1961. E la concentrazione non basta perché Zanullo ad una rotonda è sciovolato. La pedivella dell'avviamento e la staffa della moto hanno ceduto ma è arrivato subito il chirurgo della carovana, un tale Ivone Caldogno, meccanico, che rimedia a colpi di chiave inglese e di pedate. «La mia gara sarebbe finita qui se non ci fosse lui», ha detto Zanullo, che sulla sua moto fa ben 10mila chilometri all'anno, estate ed inverno.

È un po' questo lo spirito della Milano-Taranto, mettersi alla prova godendo e soffrendo durante la prova stessa, far capire che l'equilibrio su due ruote è sempre instabile. La corsa nacque, con il nome di “Freccia del Sud” nel 1919, un raid motociclistico da Milano a Caserta che nel 1932 diventò Milano-Napoli e nel 1937 “Milano-Roma-Taranto”. Si correva tutta d'un fiato, con la manetta del gas tirata sempre al massimo. Soste solo per il rifornimento e l'assistenza. Una maratona contro il tempo, massacrante, difficile e impegnativa. L'ultima edizione nel 1956 fu vinta da Pietro Carissoni, poi il tragico incidente nel comune di Guidizzolo durante la Mille Miglia del 1957 (con nove morti, di cui 5 bambini) segnò la fine delle competizioni stradali. Da 31 anni, tuttavia, la Mi-Ta rivive grazie all'impegno e alla passione di Franco Sabatini, patron del Moto Club Veteran San Martino di San Martino in Colle (Pg). I chilometri complessivi da percorrere nelle sei tappe dell’edizione 2017 sono 1.709, giusto per non far mancare otto-dieci ore di sella al giorno.

Tra gli oltre 200 partecipanti alla gara c’è anche un manipolo di trenta degustatori, motociclisti con il palato fine che durante le soste emetteranno un giudizio enogastronomico sulle prelibatezze dello Stivale.

Nonostante la gara beneficiasse del patrocinio del Comune di Pisa, i partecipanti non hanno potuto sfilare sotto la Torre. Il permesso c'era anche dalla Sovrintendenza, ma non dalla Prefettura, che ha negato il consenso per motivi di sicurezza pubblica.

Stamani la carovana farà tappa al museo Piaggio e poi spediti verso le spiagge di Principina a Mare in quel di Grosseto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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