Il Tirreno

Pisa

Per lei la Luminara ha significato danni «E ora chi me li paga?» 

di Renata Viola
Per lei la Luminara ha significato danni «E ora chi me li paga?» 

La protesta di una commerciante di frutta e verdura nell’area delle Vettovaglie. Forse un camion il responsabile 

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PISA. Non è la prima volta che Alessandra Tredici, proprietaria di un banco di frutta e verdura in via Cavalca, nell’area di piazza delle Vettovaglie, denuncia atti vandalici che le impediscono di lavorare con la dovuta tranquillità.

Stavolta, però, dietro il suo sfogo ci sarebbe l’ultima edizione della Luminara. Il risveglio dopo i fuochi di artificio per lei pare sia stato drammatico.

«Non so davvero cosa sia successo intorno ai miei banchi quella sera – ha detto – perché ho trovato più di un danno. A cominciare da uno dei pali che sostengono i tendoni, è stato inclinato almeno di trenta gradi. È ormai fuori asse e tende a inclinarsi sempre di più, specialmente con il peso della pioggia dei giorni scorsi, causando un concreto pericolo per noi che ci lavoriamo e per i nostri clienti. Inoltre, forse a causa di un camion, è stato divelto un grosso tubo del gas e semi-tranciato un filo elettrico che avevamo posizionato ben in alto, a nostre spese, proprio per non dar fastidio a nessuno».

Per la Tredici, ultima di due generazioni di un banco storico, è stato davvero troppo.

«I pali sono del Comune – ha reclamato – ed è giusto che sia l’ente a rimettere in sesto quello inclinato. Io che pago le tasse regolarmente ho diritto anche al ripristino del filo elettrico e del tubo del gas e alla loro messa in sicurezza».

A dire il vero l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli si era recato a verificare i danni ed aveva provveduto a far riparare il tubo del gas, ma si attende ancora il lavoro definitivo.

«Chiedo – ha aggiunto la Tredici – che dai filmati delle telecamere si risalga a chi ha prodotto il danno e che quindi lo ripaghi. Il filo elettrico è ancora ciondoloni, devo pagare di nuovo io?».

Ma non è tutto. La signora Tredici ha reclamato più volte per la concorrenza sleale di un ambulante, un venditore abusivo di frutta, che vende la merce a poca distanza senza permesso e spesso ignaro anche delle regole igieniche. «Lui va e torna e noi vediamo passare i clienti sotto il naso, certamente attratti dal costo inferiore della merce».

Ma il problema più sentito in Vettovaglie resta quello del decoro e della pulizia. «La mattina – ha raccontato Tredici – quando apriamo all'alba, siamo invasi da puzzo di vomito e di urina. Il lavaggio della strada è palesemente insufficiente. Perché al posto delle macchinine che lavano non si procede con gli idranti, all'orario di chiusura? Fanno così nelle altre città».

Ultimo, ma non meno sentito , il problema delle biciclette. Gli studenti durante la notte le ancorano ai pali dei tendoni e al mattino non si riesce ad aprire i banchi. Bisogna chiamare i vigili perché vengano a tagliare le catene, poi arrivano addirittura le lamentele dei proprietari. «In definitiva – conclude Tredici – chiediamo più rispetto per la gente che lavora, non si può respirare aria malsana per tutto il giorno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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