Toscana
Le nozze nel bosco? Ora si può anche a Pisa, nella pineta di Lillatro
Si chiama “matrimonio all’americana”: cerimonie “minimaliste” dove il verde fa da unica scenografia
PISA. Fiori d’arancio... sotto i pini. No, non è un errore grave di botanica né una stranezza della natura. È, più banalmente, il via libera, atteso da un anno, alla possibilità di dichiararsi amore eterno con rito civile in mezzo al verde del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Per la precisione nell’area boschiva in località Lillatro, un’oasi a qualche centinaio di metri dalle sponde dell’Arno e non lontano dal Podere del Boschetto.
Il bosco di pino domestico di circa 130 anni – e per questo motivo la pineta più antica della Tenuta – è dentro la zona protetta della Tenuta sottoposta a regolamentazione speciale: vi si può accedere tramite il sistema delle strade bianche del Parco solo su specifica autorizzazione e al seguito di una guida abilitata. Insomma un habitat particolarmente delicato dal fascino unico - sembra di passeggiare in una cattedrale edificata dalla natura - ritenuto, comunque, compatibile con l’organizzazione di cerimonie nuziali nel rispetto, si intende, di tutta una serie di regole.
Anche per la definizione dei modi con i quali poter organizzare matrimoni nel bosco – i così detti matrimoni all’americana perché è da oltre oceano che arriva questa moda – e delle regole da rispettare è stato necessario attendere così a lungo per il via libera del Parco che arriva oltre un anno dopo la proposta avanzata in questo senso dal Comune di Pisa. In quell’occasione l’amministrazione comunale e l’Ufficio di Stato Civile avevano dato la possibilità a svariati soggetti di proporsi come sedi alternative della “Casa Comunale” per lo svolgimento di cerimonie di nozze. E in quel contesto oltre all’ipotesi dell’area parco venne autorizzata la celebrazione di matrimoni con rito civile anche nell’area del Porto di Pisa.
Ma un conto, comprensibilmente, è mettere su un evento, magari anche all’aperto, in un’area più o meno urbanizzata dove non mancano strade, asfaltate, corrente elettrica e così via. Un altro è allestire quanto è necessario per una cerimonia, ancorché civile, in mezzo alla natura. Intanto perché al Parco spetta in primis la tutela dell’ambiente prima ancora della possibilità di farne un palcoscenico per coppie di innamorati. E poi perché, una volta autorizzata la fruizione dell’area protetta occorre garantire la sicurezza delle persone. Insomma: se nel bel mezzo della cerimonia una pigna casca in testa a un invitato chi ne deve rispondere?
A tutti questi aspetti ha, ovviamente, pensato l’ente Parco che ha stabilito intanto le modalità di accesso all’area mettendo al bando i mezzi privati (con i quali possono accedere solo gli sposi o eventualmente gli ospiti con difficoltà motorie): alla pinetina si arriva in treno o col calesse. Le cerimonie si possono tenere nel parco nel periodo primaverile ed estivo dal 15 maggio al 30 settembre. In caso di maltempo l’ente mette a disposizione come location alternativa per gli sposi la villa del Gombo ma esclusivamente l’area esterna coperta.
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