Italia
I medici pisani avrebbero 127 anni di ferie da smaltire
di Carlo Venturini
Il conto all’Azienda ospedaliera lo presenta il sindacato Anaao: sono stati accumulati ben 46.496 giorni di riposo arretrati
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PISA. «Abbiamo 127 anni di ferie da smaltire. O si tagliano i servizi o si va dal giudice del lavoro o si aumenta il personale».
L'Anaao, il sindacato dei medici, da sempre denuncia il cronico taglio di posti letto e servizi nel periodo estivo, ed anche a questa sigla sindacale, come alla Cgil, non è arrivata alcuna comunicazione da parte della direzione dell'Azienda ospedaliero-universitaria circa riduzioni di personale ed accorpamenti di reparti nel periodo estivo. Da un conto fatto dal sindacato Anaao, i medici hanno accumulato qualcosa come 46.496 giorni di riposo arretrati. «Immaginate che cosa succederebbe se dovessimo prenderle tutte», dice Gerardo Anastasio dell'Anaao. Cinque anni fa, in piena spending review, l’Azienda prese la palla al balzo e mandò ai medici una e-mail in cui si leggeva che, «come già in più occasioni comunicato, le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore, non sono monetizzabili e devono essere fruite nel corso di ciascun anno solare». Il problema del taglio di tre posti letto ogni dieci, di cui ha scritto ieri Il Tirreno, non sorprende minimamente il sindacato dei medici. «La coperta è corta. Da un lato tutti devono fare le ferie. Dall'altro i malati e le malattie non vanno in ferie. Che cosa si deve fare? Ovviamente si decide di tagliare i posti letto e di innescare un domino di spostamenti ed accorpamenti di reparti», dice Anastasio, il quale lavora a Cardiologia, dove verrà chiuso il reparto di cardioangiografia con sei posti letto. Per l'Anaao i problemi più rilevanti sono nel settore infermieristico «perché, in base alla legge, ci deve essere almeno un turno completo di infermieri ogni 18 posti letto. E quindi si va a blocchi, a moduli di 18 in 18».
I dati “estivi” parlano chiaro. I posti a pieno regime in tutto l’ospedale sono 1.180 (919 se si escludono tutti quelli dei reparti di urgenza o ad alta intensità di cura come le oncologie e i trapianti in cui le dotazioni rimarranno invariate). A luglio caleranno del 16,5% (-195), ad agosto la sforbiciata raggiungerà il 34% (-402), facendo saltare più di 3 letti su 10 e in qualche caso addirittura azzerando alcune unità operative. A settembre, poi, la “rimodulazione” tornerà a erodere il 15,9% dell’organico. La riduzione ha quasi un unico scopo: consentire a medici e infermieri di smaltire le ferie anche in base alle nuove direttive dell’Unione Europea. A fare le spese di questa drastica cura dimagrante, sono le chirurgie generali, le ortopedie, la psichiatria, la neurochirurgia, la medicina interna e la pediatria. L'Anaao non si sorpende neppure del fatto che le sigle sindacali non abbiano ricevuto alcuna comunicazione scritta. «È come se non ci fosse mai alcun margine di trattativa. Si decide dall'alto e si cala la decisione verso il basso, e cioè sui medici, sugli infermieri, sui pazienti e su chi li assiste. Immaginate il disagio per tutti quanti tutte le volte che c'è un accorpamento di reparti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L'Anaao, il sindacato dei medici, da sempre denuncia il cronico taglio di posti letto e servizi nel periodo estivo, ed anche a questa sigla sindacale, come alla Cgil, non è arrivata alcuna comunicazione da parte della direzione dell'Azienda ospedaliero-universitaria circa riduzioni di personale ed accorpamenti di reparti nel periodo estivo. Da un conto fatto dal sindacato Anaao, i medici hanno accumulato qualcosa come 46.496 giorni di riposo arretrati. «Immaginate che cosa succederebbe se dovessimo prenderle tutte», dice Gerardo Anastasio dell'Anaao. Cinque anni fa, in piena spending review, l’Azienda prese la palla al balzo e mandò ai medici una e-mail in cui si leggeva che, «come già in più occasioni comunicato, le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore, non sono monetizzabili e devono essere fruite nel corso di ciascun anno solare». Il problema del taglio di tre posti letto ogni dieci, di cui ha scritto ieri Il Tirreno, non sorprende minimamente il sindacato dei medici. «La coperta è corta. Da un lato tutti devono fare le ferie. Dall'altro i malati e le malattie non vanno in ferie. Che cosa si deve fare? Ovviamente si decide di tagliare i posti letto e di innescare un domino di spostamenti ed accorpamenti di reparti», dice Anastasio, il quale lavora a Cardiologia, dove verrà chiuso il reparto di cardioangiografia con sei posti letto. Per l'Anaao i problemi più rilevanti sono nel settore infermieristico «perché, in base alla legge, ci deve essere almeno un turno completo di infermieri ogni 18 posti letto. E quindi si va a blocchi, a moduli di 18 in 18».
I dati “estivi” parlano chiaro. I posti a pieno regime in tutto l’ospedale sono 1.180 (919 se si escludono tutti quelli dei reparti di urgenza o ad alta intensità di cura come le oncologie e i trapianti in cui le dotazioni rimarranno invariate). A luglio caleranno del 16,5% (-195), ad agosto la sforbiciata raggiungerà il 34% (-402), facendo saltare più di 3 letti su 10 e in qualche caso addirittura azzerando alcune unità operative. A settembre, poi, la “rimodulazione” tornerà a erodere il 15,9% dell’organico. La riduzione ha quasi un unico scopo: consentire a medici e infermieri di smaltire le ferie anche in base alle nuove direttive dell’Unione Europea. A fare le spese di questa drastica cura dimagrante, sono le chirurgie generali, le ortopedie, la psichiatria, la neurochirurgia, la medicina interna e la pediatria. L'Anaao non si sorpende neppure del fatto che le sigle sindacali non abbiano ricevuto alcuna comunicazione scritta. «È come se non ci fosse mai alcun margine di trattativa. Si decide dall'alto e si cala la decisione verso il basso, e cioè sui medici, sugli infermieri, sui pazienti e su chi li assiste. Immaginate il disagio per tutti quanti tutte le volte che c'è un accorpamento di reparti».
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