Il Tirreno

Pisa

«Blitz aggressivi e continue retate: è un accanimento» 

«Blitz aggressivi e continue retate: è un accanimento» 

I venditori di via Cammeo contestano gli ultimi sequestri «Vendere questa merce è l’unica possibilità per vivere»

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PISA. «Con il “lavoro” che facciamo non possiamo avere ragione. Vendiamo cose che non andrebbero vendute, ma è l’unica attività che ci permette di sopravvivere, la stessa che nelle ultime settimane ci viene strappata con metodi un po’ troppo aggressivi».

Non puntano il dito contro qualcuno. I venditori ambulanti di via Cammeo sono consapevoli e ammettono di non proporre a turisti e passanti merce legale, ma oggetti contraffatti.

Riuniti in presidio nei pressi di Piazza dei Miracoli, una cinquantina di ambulanti denunciano però i metodi repressivi messi in campo dalle forze dell’ordine che, attraverso specifici servizi, cercano di combattere l’abusivismo commerciale e la vendita di prodotti contraffatti.

«Nelle ultime settimane stanno usano metodi un po’ troppo aggressivi», lamenta Moustafa Thiam, 42enne senegalese da 19 anni in Italia, arrivato a Pisa dopo aver lavorato come operaio specializzato in una fabbrica del Nord Italia. «Quasi tutti abbiamo il permesso di soggiorno e una licenza di venditori ambulanti - prosegue -. È vero, non possiamo vendere la merce che offriamo, ma è l’unica possibilità che abbiamo per guadagnare poche decine di euro a settimane e mantenere le nostre famiglie. Non possiamo pretendere di avere ragione, ma chiediamo almeno che le operazioni di polizia non diventino pericolose per noi e per i passanti». Un video, mostrato dagli attivisti di Rebeldìa e Africa Insieme, mostra gli attimi concitati di un sequestro di merce contraffatta eseguito nelle scorse settimane.

Il venditore prova a scappare alla vista degli agenti. Rincorso, cade e viene bloccate sull’asfalto di via Cammeo, tra auto e motorini in corsa. «Un accanimento nei confronti dei venditori ambulanti della zona del Duomo - accusano le due associazioni -. In nome di un non meglio definito “decoro”, si attacca una componente della popolazione in difficoltà economica a causa della crisi e che dopo anni di lavoro regolare cerca di procurarsi da vivere vendendo ai limiti del centro storico. Per più giorni consecutivi, hanno subito “retate” da parte dei vigili urbani e dei carabinieri in borghese. Venerdì scorso, i vigili hanno effettuato l’ennesima “retata”, le cui modalità sono state del tutto sproporzionate rispetto ai presunti illeciti dei venditori. Vendere merce contraffatta è un reato - concludono le due associazioni -, un illecito penale che le forze dell’ordine hanno l’obbligo di perseguire e che tuttavia non comporta una violenza alle persone e alle cose». Rebeldìa e Africa Insieme chiedono alle forze dell’ordine di intervenire quando e dove necessario, ma con «metodi meno aggressivi» e alla politica di convocare un tavolo per iniziare un percorso volto all’individuazione di una soluzione condivisa per i venditori ambulanti regolari. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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