Il Tirreno

Pisa

Ferie in corsia, in Pediatria resta una sola infermiera: «Si gioca sui bimbi»

di Mario Neri
Ferie in corsia, in Pediatria resta una sola infermiera: «Si gioca sui bimbi»

Il reparto passa da 10 a 6 posti, dimezzato il personale di notte Nursind: «Così le cure a rischio, non sono adulti in miniatura». Anche il primario al fianco degli operatori: "Solo a pieno regimo possiamo rimanere un centro di riferimento"

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PISA. Non è solo per i tagli o per la miopia delle tabelle ministeriali. Un infermiere ogni 10 posti letto. «Ogni risorsa in corsia è calibrata su questa proporzione, dunque a Pediatria il rapporto fra dotazione organica e posti disponibili è quello adeguato», spiega l'Azienda ospedaliero-universitaria in questi giorni di torrida rivolta. Nessun errore, nessuno strappo nella rete di assistenza, nessun rischio che il sistema si inceppi proprio laddove dovrebbe essere più sicuro. Un'infermiera per vigilare su 6 bambini ogni notte sarà più che sufficiente per i prossimi tre mesi, provano a raffreddare le proteste i vertici del policlinico. Eppure da giorni il reparto è incendiato di polemiche. Quella logica aritmetica - si sono ribellati gli infermieri - «può compromettere la qualità delle cure sui bimbi».

Perché la Pediatria è uno dei settori che da oggi, sabato 1 luglio, faranno i conti con il piano di riduzioni varato dall'Aoup per consentire a medici e infermieri di smaltire le ferie. Così fra luglio e agosto il terzo piano del padiglione materno-infantile del Santa Chiara passerà da 10 a 6 letti, da 2 a una sola infermiera di notte. «Ciò che l'azienda, con una retorica edulcorante, definisce “rimodulazione” – dice Daniele Carbocci del sindacato Nursind – sono solo tagli per mancanza di personale e in questa unità operativa c’è in gioco la sicurezza sanitaria sui più fragili. “I bambini non sono adulti in miniatura”. È un dogma per chiunque inizi la formazione per le pediatrie. Ma evidentemente l'azienda non è interessata a rispettarlo, e in pericolo c'è la vita dei bimbi». Ma se per la legge la logica aritmetica del rapporto 1 a 10 è in grado di garantire una salvaguardia clinica oltre che normativa, perché quel rapporto non dovrebbe funzionare qui? «In un centro pediatrico di eccellenza – dice Carbocci – si tende a stressare il meno possibile un bambino, rispettando i suoi tempi, soprattutto se deve essere sottoposto a manovre invasive. Anche per un prelievo è necessario parlargli, stargli accanto, e per tutto questo serve tempo. E nel frattempo, chi controlla gli altri pazienti? Per non parlare di emergenze pediatriche come le convulsioni febbrili, problemi respiratori, cheto-acidosi che potrebbero comportare anche l'avvio delle manovre di rianimazione».

Proprio di fronte a eventualità come queste, sono convinti i sindacati, franerebbe il piano-cuscinetto studiato dall'Aoup, secondo cui la pediatria in caso di bisogno dovrebbe chiedere aiuto ai colleghi dell'Oncoematologia pediatrica al piano di sotto. «Cosa dovrebbe fare un'infermiera? Chiamare o procedere con le manovre? E se anche giù si trovassero nel pieno di una urgenza?». Al fianco degli infermieri si è schierato anche il primario Diego Peroni. Che ha scritto al sindacato, e per conoscenza alla direzione medica guidata da Mauro Giraldi e al capo degli infermieri di Cisanello e Santa Chiara, Monica Scateni. «Da diversi mesi – scrive in una lettera il prof – il mio obiettivo è il mantenimento di 8-10 posti letto per il periodo estivo con la presenza di 2 infermiere anche di notte». Peroni dice di averne fatto richiesta ma «la soluzione è sfumata nel momento in cui, a giugno, mi è stato detto che non sarebbe stata assegnata alcuna unità supplementare». Niente assunzioni. Neppure a tempo. Nella sua lettera il primario lancia anche un allarme. Senza quelle dotazioni la Pediatria di Pisa rischia di perdere centralità. Dovrebbe fare da riferimento per le urgenze di tutta l'area vasta della costa nord della Toscana, garantendo un servizio h24. Ma per farlo, per farla diventare una «pediatria di terzo livello», c'è un'unica soluzione, e cioè che «dalla prossima estate si possa aver 10 letti e due infermiere» ed essere così «un riferimento nell'area vasta». L'Aoup la vede diversamente: ha aperto due posti letto pediatrici in pronto soccorso e chiesto agli infermieri una disponibilità a rientrare in emergenza senza che però sia previsto il pagamento della reperibilità. «Con un doppio rischio – dicono i sindacati –: che non riescano a riposare dopo aver fatto il loro turno, esponendosi così ancora di più ad errori; o che si offrano di coprire i buchi addetti provenienti da altri settori, senza esperienza con i bimbi». In un reparto in cui non ci sono adulti in miniatura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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