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Centrodestra, leadership contesa Fdi: una figura forte o primarie

Centrodestra, leadership contesa Fdi: una figura forte o primarie

PISA. «A noi la leadership», aveva aperto le danze Raffaella Bonsangue, coordinatrice provinciale di Forza Italia. «No, spetta a noi perché abbiamo ottenuto i numeri più alti», ha già replicato la...

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PISA. «A noi la leadership», aveva aperto le danze Raffaella Bonsangue, coordinatrice provinciale di Forza Italia. «No, spetta a noi perché abbiamo ottenuto i numeri più alti», ha già replicato la Lega Nord. Il centrodestra cerca l’unità per essere competitivo in vista delle elezioni amministrative a Pisa. Ma la strada non sembra così semplice. «A Cascina il centrodestra ha vinto per 101 voti; a Lucca ha perso per 351 al ballottaggio. Gli unici numeri importanti dai quali partire sono questi. Non c’è bisogno di aggiungere altro su quanto sia essenziale trovare una sintesi tra tutte le forze non di sinistra e non grilline, per costruire l’alternativa vincente dopo almeno due decenni di pessima gestione, con Fontanelli prima e Filippeschi poi. Il vento in poppa l’abbiamo noi. Ma i calci di rigore si possono anche fallire», è invece l’ammonimento che arriva da Fratelli d’Italiua, attraverso il coordinatore comunale Filippo Bedini.

«In questi giorni - dice - abbiamo letto, sia a livello regionale che locale, di prese di posizione su chi debba dirigere l’orchestra. Non ci sembra un buon viatico. Piuttosto, anche considerate le recenti esperienze emerse dalle amministrative di quest’anno, pensiamo sia necessario che ciascuna realtà proceda per le proprie competenze a rafforzarsi ed a definire le proprie priorità sul piano programmatico. I partiti devono farlo, poiché rispondono anche a logiche specifiche, e devono confrontarsi sia al loro interno, sia tra di loro. Le liste civiche, allo stesso modo. Le neonate associazioni, i comitati, i gruppi di cittadini che credono che il centrodestra possa rappresentare l’alternativa al governo di Pisa idem. E questo è il primo passaggio, da fare in tempi strettissimi. Subito dopo, qualcuno dovrà assumersi l’onere di riunire tutte i diversi soggetti intorno ad un tavolo e aprire un confronto chiaro e risolutivo. Noi siamo disponibili. Ma non nascondiamoci dietro un dito: oltre il programma, la questione centrale è quella del candidato sindaco».

Bedini ribadisce: «Rimango dell’opinione che ho espresso già mesi fa. Le alternative sono due: o emerge un profilo di altissimo livello, che oggettivamente può risultare vincente ed essere portatore di un valore aggiunto in termini di consenso, e che in virtù di queste caratteristiche mette d’accordo tutti, oppure l’unica via per fare sintesi tra tutte le ambizioni che certo verranno fuori, legittimamente o meno, è quella delle primarie di coalizione. È da Pisa - conclude - che deve uscire un’indicazione unitaria e forte. Altrimenti finirà che la frantumazione in più liste renderà velleitario ogni tentativo, oppure da Firenze e da Roma arriveranno diktat su una candidatura “paracadutata”, che in questa città ci hanno sempre condannato all’opposizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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