Attenzione
«Siate tutti eretici come l’amico don Armando»
di Carlo Venturini
Don Ciotti ospiti a Pisa interviene in difesa del parroco preso di mira da Forza Nuova
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PISA. «Siate tutti eretici come il mio amico don Armando Zappolini» . Lo dice don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del gruppo Abele, durante la lectio magistralis del master dell’ateneo sul contrasto e prevenzione della criminalità organizzata voluto per il settimo anno consecutivo dal professor Alberto Vannucci. «La mafia annusa la bellezza e qui nella vostra terra ce n’è tanta e quindi l’infiltrazione mafiosa c’è eccome» dice ancora don Ciotti. «Non solo sono solidale con l’amico don Armando ma mi reputo corresponsabile della sua eresia e invito tutti ad esserlo» continua il prete antimafia arrivato al Polo Carmignani sotto scorta.
Don Zappolini due giorni fa è stato bersaglio di un blitz di Forza Nuova che ha affisso uno striscione davanti alla sua abitazione di perignano con la scritta “Zappolini eretico”. «Chi ha scritto quella parola – inizia il suo discorso Ciotti dinnanzi a una platea di studenti – forse non sa che deriva dal greco e significa scelta. Eretico dunque è quella persona che sceglie. L’eretico è colui che più della verità ama la ricerca della verità. L’eresia dei fatti prima di quella delle parole. L’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi. L’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno. Oggi, è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri, chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è». La lotta alla mafia la si fa tutti insieme e da semplici cittadini. «Diffidate dai navigatori solitari. Il problema mafioso è così complesso che ha bisogno dell’unione di tutte le forze degli onesti per farne un’unica forza. E non pensate di dover essere dei super uomini, basta essere dei cittadini nel vero senso della parole di sentirsi parte del fare il ben comune. Non si può infatti essere cittadini ad intermittenza».
Sulla Toscana, Ciotti dice: «Non esistono regioni che possono dirsi immuni alle infiltrazioni mafiose. La Toscana è piena di bellezza, e la mafia annusa sempre la bellezza. Basti ricordare i sequestri di beni mafiosi in Toscana per capire che la mafia, qui, è una presenza storica». La Regione però, è stata tra le prime ad aver istituito l’Osservatorio sui beni confiscati alla criminalità organizzata ed i dati parlano chiaro e cioè che sono stati sequestrati un totale di oltre 400 tra immobili ed aziende. A Pisa, la sezione provinciale di Libera sta conducendo una campagna sulla trasparenza di appalti e sub appalti dell’amministrazione comunale. «Ben venga questa campagna. Fa onore alla politica stessa. La più bella definizione di politica l’ha data Paolo VI quando la definì come la più alta ed esigente forma di carità intendendosi quel mettersi al servizio per il bene comune. Noi dobbiamo chiedere alla politica di fare la vera politica e non il tradimento della stessa e cioè stare lontani dall’impegno quotidiano ed umile. Per cui questa campagna pisana dovrebbe essere fatta in tutte le città». L’associazione Libera ha tra le tante prerogative quella di riscattare i beni dei mafiosi per fini sociali. Qualcosa in questo ultimo decennio si sta inceppando. Solo il 4% dei beni sequestrati viene riutilizzato a fini socialmente utili. «Stiamo aspettando che venga approvato il nuovo testo legislativo. È già passato da molte commissioni. Quindi siamo in fiduciosa attesa». Secondo Ciotti, il problema non è sul riutilizzo dei beni materiali quali ad esempio gli immobili. Il problema vero è con le aziende mafiose. «Spesso dietro queste ditte non c’è nessuno. Sono solo dei paravento. Altre volte, le ditte invece ci sono, sono reali, hanno operai che devono essere salvati e l’impresa dei essere produttiva. Per questo è necessaria una nuova legge che ci aiuti ad essere più efficaci». Don Ciotti tornando al master in svolgimento all’ateneo ha dichiarato: «Il master è conoscenza e la conoscenza è la via maestra del cambiamento e siate sempre assetati di conoscenza». Gli fa eco Vannucci che commenta: «Ciotti si definisce un laureato in scienze confuse, bene, dalla confusione e dalla incertezza nasce la voglia della ricerca». Al master dell’Ateneo, ha partecipato poche settimane fa, il presidente dell’anti corruzione Raffaele Cantone.
Don Zappolini due giorni fa è stato bersaglio di un blitz di Forza Nuova che ha affisso uno striscione davanti alla sua abitazione di perignano con la scritta “Zappolini eretico”. «Chi ha scritto quella parola – inizia il suo discorso Ciotti dinnanzi a una platea di studenti – forse non sa che deriva dal greco e significa scelta. Eretico dunque è quella persona che sceglie. L’eretico è colui che più della verità ama la ricerca della verità. L’eresia dei fatti prima di quella delle parole. L’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi. L’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno. Oggi, è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri, chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è». La lotta alla mafia la si fa tutti insieme e da semplici cittadini. «Diffidate dai navigatori solitari. Il problema mafioso è così complesso che ha bisogno dell’unione di tutte le forze degli onesti per farne un’unica forza. E non pensate di dover essere dei super uomini, basta essere dei cittadini nel vero senso della parole di sentirsi parte del fare il ben comune. Non si può infatti essere cittadini ad intermittenza».
Sulla Toscana, Ciotti dice: «Non esistono regioni che possono dirsi immuni alle infiltrazioni mafiose. La Toscana è piena di bellezza, e la mafia annusa sempre la bellezza. Basti ricordare i sequestri di beni mafiosi in Toscana per capire che la mafia, qui, è una presenza storica». La Regione però, è stata tra le prime ad aver istituito l’Osservatorio sui beni confiscati alla criminalità organizzata ed i dati parlano chiaro e cioè che sono stati sequestrati un totale di oltre 400 tra immobili ed aziende. A Pisa, la sezione provinciale di Libera sta conducendo una campagna sulla trasparenza di appalti e sub appalti dell’amministrazione comunale. «Ben venga questa campagna. Fa onore alla politica stessa. La più bella definizione di politica l’ha data Paolo VI quando la definì come la più alta ed esigente forma di carità intendendosi quel mettersi al servizio per il bene comune. Noi dobbiamo chiedere alla politica di fare la vera politica e non il tradimento della stessa e cioè stare lontani dall’impegno quotidiano ed umile. Per cui questa campagna pisana dovrebbe essere fatta in tutte le città». L’associazione Libera ha tra le tante prerogative quella di riscattare i beni dei mafiosi per fini sociali. Qualcosa in questo ultimo decennio si sta inceppando. Solo il 4% dei beni sequestrati viene riutilizzato a fini socialmente utili. «Stiamo aspettando che venga approvato il nuovo testo legislativo. È già passato da molte commissioni. Quindi siamo in fiduciosa attesa». Secondo Ciotti, il problema non è sul riutilizzo dei beni materiali quali ad esempio gli immobili. Il problema vero è con le aziende mafiose. «Spesso dietro queste ditte non c’è nessuno. Sono solo dei paravento. Altre volte, le ditte invece ci sono, sono reali, hanno operai che devono essere salvati e l’impresa dei essere produttiva. Per questo è necessaria una nuova legge che ci aiuti ad essere più efficaci». Don Ciotti tornando al master in svolgimento all’ateneo ha dichiarato: «Il master è conoscenza e la conoscenza è la via maestra del cambiamento e siate sempre assetati di conoscenza». Gli fa eco Vannucci che commenta: «Ciotti si definisce un laureato in scienze confuse, bene, dalla confusione e dalla incertezza nasce la voglia della ricerca». Al master dell’Ateneo, ha partecipato poche settimane fa, il presidente dell’anti corruzione Raffaele Cantone.
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