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Il grido di Putignano «Basta barriere» 

Il grido di Putignano «Basta barriere» 

«Serve la passerella al posto del muro: pronti a manifestare»

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PISA. Il quartiere di Putignano è pronto a sostenere un’altra “battaglia”. Se storicamente è diviso dal passaggio della linea ferroviaria Pisa-Firenze, e se finalmente qualcosa sembra muoversi per arrivare alla costruzione del sottopasso carrabile (ma serviranno anni), i residenti proprio non possono accettare che un muro divida definitivamente in due il paese. Quel muro che, per ragioni di sicurezza, le Ferrovie faranno costruire dove ora c’è il passaggio a livello. «Basta barriere», è il grido di Putignano, riassunto dalle “sentinelle” di “Caffè Tirreno” radunate in piazza XXV Aprile. «Il muro potrà essere costruito solo quando il nuovo sottopasso carrabile sarà aperto e funzionante, e solo quando una struttura “a scavalco” darà la possibilità ai pedoni di andare oltre il muro», detta la “scaletta” Carlo Scaramuzzino, presidente del circolo Arci di Putignano.

«Siamo pronti ad altre iniziative e striscioni», promettono le “sentinelle” Lisa Chiefa, con il marito Paolo Caroli, e Riccardo Ficini. C’è da crederci. Lisa Chiefa è la residente di Putignano che di fronte all’ondata di furti nel quartiere aveva lanciato la protesta degli striscioni con la scritta: “Ci avete rubato tutto”. «Il consiglio comunale ha approvato il progetto - aggiungono - ma ora deve essere firmata la convenzione con le Ferrovie perché poi si possa passare concretamente alla costruzione del sottopasso: ma quando avverrà questo atto?».

Il parere positivo del consiglio comunale sul progetto definitivo dell’opera pubblica denominata “sottovia carrabile per la soppressione del passaggio a livello di Putignano” era comunque essenziale per passare alla sottoscrizione della convenzione con le Ferrovie. L’assessore Andrea Serfogli in consiglio comunale ha ricordato che «il costo per il sottopasso di Putignano sarà di oltre 2 milioni e 600mila euro, i lavori inizieranno entro la fine dell’anno o nei primi mesi del 2018, entro comunque la fine del mandato». Contestualmente, secondo l’impegno preso dall’amministrazione comunale, dovrà essere svolto uno studio di fattibilità per una passerella dove si trova il passaggio a livello che verrà chiuso.

Scaramuzzino ci accompagna nel punto in cui è previsto il tracciato della nuova strada che porterà al sottopasso. Un tracciato di 7-800 metri da via delle Bocchette a via Ximenes che costringe ad allungare parecchio il tragitto e passare in mezzo ai campi. «Secondo voi gli anziani, e Putignano è per larga parte un paese di anziani, soprattutto d’inverno, faranno tutta questa strada per andare ai negozi, alla chiesa o alla Posta», s’interroga Scaramuzzino. «Nessun’altra barriera dovrà dividerci, ci sono le attività commerciali oltre il passaggio a livello già in sofferenza», fanno notare Lisa e Paolo. Ma quale potrebbe essere una soluzione? Scale con ascensori su entrambi i lati, ad esempio. Oppure una scala mobile. «Non è compito nostro stabilirlo, ma è chiaro quello di cui abbiamo bisogno». E su questo Putignano non mollerà, lo ribadisce Ficini: «Tante promesse, ma fatti concreti ancora niente».

Riguardo alle problematiche della viabilità, aggiunge Ficini, «il problema più grande resta quello del senso unico in via di Putignano che crea molti disagi. Le strade sono sempre in pessima condizione, soprattutto via Ximenes». Il senso unico è nel tratto di via Putignano prima che diventi via dell’Arginone. Da lì passano anche gli autobus. La strada è stretta, ancor più per i posti auto su un lato. Si cercano suggerimenti e soluzioni.

Il paese, dopo la protesta degli striscioni, ha riscoperto il suo orgoglio. Un forte senso civico. Vanno fieri, ad esempio, della “biancheria” della Luminara che ha illuminato le Bocchette. «Non siamo solo una periferia, siamo uno degli ingressi della città. Abbiamo gestito la “biancheria” con soddisfazione e particolare attenzione: credo si sia visto che era l’unica con le fiammelle accese di tutte le “biancherie” poste fuori dal centro storico». I residenti parlano del loro impegno «come di un esempio di cittadinanza attiva, di cui l’amministrazione comunale deve saper approfittare nel modo giusto». Più che un consiglio.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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