Sicurezza
Bancarelle, gli ambulanti: «Comune, fai una proposta»
Confesercenti: l’amministrazione ci porti un’ipotesi e apriamo la discussione I commercianti: la situazione in piazza Manin è immorale per un lavoratore
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PISA. «La vicenda delle bancarelle del Duomo è la dimostrazione di come a Pisa sia impossibile coniugare il giusto rispetto per i monumenti con la salvaguardia del posto di lavoro di tante famiglie. Siamo amareggiati dal fatto che il Comune abbia deciso di avere in questa storia un ruolo di comprimario delegando ad altri le scelte». A parlare è Giulio Garzella, coordinatore dell’Anva Confesercent e rappresentante dell’associazione al tavolo di concertazione con il Comune sul nuovo piano del commercio su aree pubbliche.
«Ci troviamo di fronte all’ennesimo veto della Sovrintendenza - dice ancora - su una soluzione, quella del Santa Chiara, proposta da Confesercenti e soprattutto dagli ambulanti. E l’amministrazione cosa fa? È vero che alla Sovrintendenza spetta il compito di individuare le aree in cui il commercio ambulante possa risultare non compatibile per la presenza dei monumenti, ma è altrettanto vero che questa lista di aree deve essere individuata d’intesa con Regione e Comune. E ci sembra che il Comune in questa fase sia l’anello debole».
Garzella fa riferimento in particolare al ruolo all’interno del comitato interistituzionale per il decoro istituito dopo l’intesa tra Sovrintendenza, Regione e Comune proprio per l’individuazione delle aree off limits. «Un comitato che da mesi sta discutendo senza ancora arrivare a niente - attacca il coordinatore Anva -. Il Comune dovrebbe essere il soggetto forte e soprattutto quello in grado di proporre alternative».
Al di là delle decisioni finali del comitato, rimane il no della Sovrintendenza al Santa Chiara che arriva in piena concertazione tra associazioni e amministrazione comunale. Ancora Garzella: «Vorremmo sapere per quale motivo il nostro progetto per il Santa Chiara, lo stesso approvato nel 1997 dalla Sovrintendenza, oggi non vada più bene. Ci spieghino le eventuali criticità e discutiamone. Noi puntiamo a riportare i bancarellai in Piazza dei Miracoli, ma insieme a loro avevamo indicato il Santa Chiara come soluzione temporanea; soluzione gradita in attesa di quella finale, condivisa, anche alternativa alla piazza. Intanto nelle riunioni di concertazione il Comune non fa una proposta, ma si limita a chiedere eventuali disponibilità». Ad esempio, per largo Cocco Griffi. «Ora basta - conclude il coordinatore Anva Pisa -. Il Comune ci porti il proprio progetto per le bancarelle e da quel momento apriamo la discussione».
I bancarellai ieri hanno incontrato nella sede della Confesercenti il loro avvocato Stefano Verità per fare il punto della situazione. «Siamo ormai alla disperazione - è il commento di Michele Puschi e Gianmarco Boni -. La situazione in piazza Manin è immorale per un lavoratore. Le strutture, create per una soluzione temporanea, sono lì ormai da quattro anni e lavorare al loro interno è impossibile. Lavorare per modo di dire, visto che gli affari calano a picco».
Francesco Loi
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ci troviamo di fronte all’ennesimo veto della Sovrintendenza - dice ancora - su una soluzione, quella del Santa Chiara, proposta da Confesercenti e soprattutto dagli ambulanti. E l’amministrazione cosa fa? È vero che alla Sovrintendenza spetta il compito di individuare le aree in cui il commercio ambulante possa risultare non compatibile per la presenza dei monumenti, ma è altrettanto vero che questa lista di aree deve essere individuata d’intesa con Regione e Comune. E ci sembra che il Comune in questa fase sia l’anello debole».
Garzella fa riferimento in particolare al ruolo all’interno del comitato interistituzionale per il decoro istituito dopo l’intesa tra Sovrintendenza, Regione e Comune proprio per l’individuazione delle aree off limits. «Un comitato che da mesi sta discutendo senza ancora arrivare a niente - attacca il coordinatore Anva -. Il Comune dovrebbe essere il soggetto forte e soprattutto quello in grado di proporre alternative».
Al di là delle decisioni finali del comitato, rimane il no della Sovrintendenza al Santa Chiara che arriva in piena concertazione tra associazioni e amministrazione comunale. Ancora Garzella: «Vorremmo sapere per quale motivo il nostro progetto per il Santa Chiara, lo stesso approvato nel 1997 dalla Sovrintendenza, oggi non vada più bene. Ci spieghino le eventuali criticità e discutiamone. Noi puntiamo a riportare i bancarellai in Piazza dei Miracoli, ma insieme a loro avevamo indicato il Santa Chiara come soluzione temporanea; soluzione gradita in attesa di quella finale, condivisa, anche alternativa alla piazza. Intanto nelle riunioni di concertazione il Comune non fa una proposta, ma si limita a chiedere eventuali disponibilità». Ad esempio, per largo Cocco Griffi. «Ora basta - conclude il coordinatore Anva Pisa -. Il Comune ci porti il proprio progetto per le bancarelle e da quel momento apriamo la discussione».
I bancarellai ieri hanno incontrato nella sede della Confesercenti il loro avvocato Stefano Verità per fare il punto della situazione. «Siamo ormai alla disperazione - è il commento di Michele Puschi e Gianmarco Boni -. La situazione in piazza Manin è immorale per un lavoratore. Le strutture, create per una soluzione temporanea, sono lì ormai da quattro anni e lavorare al loro interno è impossibile. Lavorare per modo di dire, visto che gli affari calano a picco».
Francesco Loi
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