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Pisa

Aggressione con l’acido, condanna confermata 

Aggressione con l’acido, condanna confermata 

Sei anni e 8 mesi in appello all’uomo che aggredì col coltello e poi con l’acido Fabio Misuri

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PISA. La corte di Appello di Firenze ha confermato la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione nei confronti di Alberto Mennucci, 40 anni di Pisa, che ora sconta la pena nella Rems di Volterra, che il 21 giugno 2013 aveva aggredito per fare un atto dimostrativo, Fabio Misuri. Il malvivente, che all’epoca risultava seguito dal Sert e dai servizi sociali anche se in realtà viveva in condizioni di totale abbandono, colpì Misuri con cinque coltellate. Voleva compiere un gesto eclatante contro la società, contro un sistema “colpevole” a suo dire di non seguirlo come avrebbe dovuto, stando a quanto poi il suo difensore ha detto al processo, nel tentativo di trovare un movente a tanta violenza. Ci fu una colluttazione e il bandito, prima di darsi alla fuga, lanciò dell’acido in faccia a Misuri che per tutta la vita poterà i segni di quella rapina. Tanto che oggi Misuri è tra i fondatori dell’Unione nazionale vittime (di cui è presidente Paola Radaelli) che chiede di modificare il disegno di legge già approvato dalla Camera sulla legittima difesa. E soprattutto si propone di portare avanti le legittime istanze di chi ha subito un grave reato e non può neppure avere un risarcimento de danno. Nel caso del rapinatore di Pisa il tribunale lo ha condannato a risarcire la parte civile, stabilendo una provvisionale che l’imputato non potrà mai pagare. I giudici non gli hanno riconosciuto le attenuanti generiche e lo hanno ritenuto una persona socialmente pericolosa tant’è che ancora nei suoi confronti resta applicata una misura di sicurezza.

Misuri, assistito dagli avvocati Muriel Petrucci e Max Marescalchi per la parte penale e Stefania Rosin per la parte civile, ha sempre seguito le udienze del processo di primo e secondo grado. Una storia che ha profondamente segnato la vita di Misuri e della sua famiglia. «Anche per questo ho deciso di impegnarmi nell’associazione che si batte per la tutela delle vittime di reati violenti. Vogliamo dialogare con tutti proprio perché speriamo che i nostri problemi possano essere compresi e di aiutare persone che come me sono state vittime di rapine», conclude Misuri.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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