Il Tirreno

Pisa

Visite record nel 650esimo  della Certosa 

di Enza Chiappone

Oltre centomila presenze in 15 mesi di eventi «Ora biglietto unico con Pisa e più mezzi pubblici»

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CALCI. Quasi 150 eventi in 15 mesi ed oltre 100mila visitatori. Non può che dirsi positivo il bilancio fatto dall’amministrazione comunale di Calci all’indomani della chiusura dei festeggiamenti per i 650 anni della sua Certosa.

Era infatti il 30 maggio del 1366 quando venne deciso di costruire alle pendici dei monti pisani, in Val Graziosa, l’ex monastero certosino che oggi ospita il Museo di storia naturale dell’Università di Pisa e quello nazionale della Certosa, ed il 30 maggio dell’anno dopo quando iniziarono i lavori per la sua edificazione. Un compleanno importante, festeggiato con ben quindici mesi di iniziative che dal 25 marzo 2016 al 25 giugno 2017 hanno reso la Certosa di Calci il secondo polo museale più visitato della provincia di Pisa dietro a quelli del capoluogo. Conferenze, concerti e convegni sui temi più disparati, ma anche tornei sportivi e corsi di fotografia: tanti gli eventi organizzati grazie allo sforzo sinergico fatto da tutti i soggetti impegnati nella tutela e nella valorizzazione del prezioso complesso, «molti dei quali – commenta il sindaco Massimiliano Ghimenti – avrebbero potuto svolgersi in qualsiasi altro luogo, ma che abbiamo portato alla Certosa proprio per incoraggiarne la sua promozione». Il primo cittadino calcesano è infatti ben consapevole delle ricadute positive che il grande afflusso di visitatori, quantificato in oltre 100mila presenze, ha avuto sull’economia del suo comune «che investe nell’associazionismo e nelle politiche culturali nonostante in quanto a risorse sia tra i più penalizzati di tutta l’area pisana». La strada intrapresa è dunque quella giusta. Ma cosa succederà adesso che sulla Certosa si sono spenti i riflettori accesi in occasione del suo seicentocinquantesimo? Attraverso un comunicato stampa l’amministrazione comunale rende noto che tutti i partecipanti al “Tavolo dei 650anni” si sono impegnati a continuare a lavorare per la promozione del complesso. Per quanto riguarda il Comune, l’assessore alla cultura Anna Lupetti fa sapere che in settimana verrà lanciato il «ricco programma del luglio calcesano», con l’ex monastero ancora protagonista grazie al “Certosa Festival”, mentre il sindaco si impegna a promuoverlo anche al di fuori del contesto toscano, ad esempio alla prossima Fiera del turismo di Rimini. Al tempo stesso, però, Ghimenti non nasconde un certo malessere in relazione alle scelte fatte, o meglio, non fatte da chi si occupa della gestione dei musei. Scelte che, a detta del sindaco, tengono le mani legate all’amministrazione calcesana: «Se ci fosse un biglietto unico che permettesse ai milioni di turisti che ogni anno invadono Piazza dei Miracoli di visitare anche la nostra Certosa, sicuramente le presenze registrate in questi mesi salirebbero ulteriormente», spiega il primo cittadino, puntualizzando però che «chi viene a Calci per vedere la Certosa non sempre è anche chi poi vi rimane a dormire». Come confermano infatti gli albergatori e i proprietari di bed and breakfast del paese, chi sceglie di pernottare a Calci lo fa soprattutto per la sua posizione strategica rispetto alle più turistiche città toscane, oppure per la sua articolata sentieristica. Vero è, tuttavia, che la Certosa rimane comunque il biglietto da visita più prezioso per i calcesani, ed un “ponte” tra questa e i monumenti del capoluogo un obiettivo sicuramente appetibile, sebbene per Ghimenti «non facilmente raggiungibile nel breve termine, anche a causa della riduzione delle corse degli autobus tra Pisa e Calci che contraddistingue il fine settimana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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