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«Un centro di aggregazione in corte Sanac»

PISA. Porta a Mare non è più la stessa. In particolare dopo la costruzione della Corte Sanac e del complesso “Ville Urbane”, tra l’Aurelia, via Livornese e l’Incile, compreso l’arrivo del...

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PISA. Porta a Mare non è più la stessa. In particolare dopo la costruzione della Corte Sanac e del complesso “Ville Urbane”, tra l’Aurelia, via Livornese e l’Incile, compreso l’arrivo del supermercato Coop. Da quartiere industriale e post-industriale (dove c’è “Ville Urbane” c’erano strutture della Saint-Gobain) la svolta è in residenziale, commerciale ed uffici. Soprattutto la presenza della Coop ha spostato gli interessi e le attenzioni su quel versante dell’Aurelia rispetto ai negozi tradizionali di quartiere. Un cambiamento visto in modo positivo dai residenti, che però vorrebbero queste colate di cemento accompagnate da interventi che facessero, di quel nuovo centro, un riferimento anche sociale della zona. «Ci sono per ora più uffici che appartamenti abitati - fanno notare - e questo significa che alle cinque del pomeriggio quella zona, vivace fino a quel momento, è come se chiudesse. E dove si lasciano troppi spazi, poi si rischia che vengano occupati da frequentazioni poco gradite».

I cittadini di Porta a Mare propongono allora, rivolgendosi in particolar modo all’amministrazione comunale e al Ctp 2, di prendere dei locali, ad esempio in Corte Sanac, mettendoli a disposizione della popolazione. C’è chi suggerisce di farci «un distaccamento del Ctp, che ha la sede al Cep, una realtà da qui assai diversa e distante». Un altro suggerimento è per «l’apertura di un centro socio-culturale, con iniziative che coinvolgano e vedano protagoniste le persone del quartiere e le associazioni dal pomeriggio e fino alla sera». Porta a Mare chiede, in pratica, che arrivi una spinta alla socialità e all’aggregazione, di fatto una “piazza” che rappresenti un vero punto di riferimento per i residenti. In questo senso un’altra indicazione o, meglio, una richiesta già formalmente avanzata, è quella dell’attivazione di un fontanello di acqua potabile. «Potrebbe essere collocato vicino alle scuole».

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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