Proteste
Nuove regole per il Gioco
di Daniele Benvenuti
L’annuncio del comandante generale Veronese: «Il Consiglio degli Anziani ne discuterà con le Parti»
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PISA. «Nelle prossime riunioni del Consiglio degli Anziani affronteremo la questione delle antiestetiche scarpe utilizzate dai combattenti sul ponte. In accordo ovviamente con le Parti. faremo il possibile affinché questo accessorio non sia più presente nell’edizione 2018». La netta presa di posizione è di Antonio Veronese, comandante generale del Gioco del Ponte, all’indomani della sfida di sabato tra Tramontana e Mezzogiorno. In molti, anche sui social, avevano infatti evidenziato come queste scarpe con altissime zeppe introdotte negli ultimi anni diano davvero una brutta immagine del Gioco e soprattutto dei suoi principali protagonisti, i combattenti. Scarpe con zeppe che servono a facilitare la spinta posizionando meglio il piede; ma, proprio per le loro dimensioni sempre maggiori, costringono in certi casi i combattenti a salire sul ponte addirittura all’indietro e con movimenti goffi. Ancora Veronese: «L’argomento era già stato affrontato prima del Gioco. Vedere atleti, come ormai sono i nostri combattenti, presentarsi sul ponte con questa mobilità atipica dà sicuramente una brutta immagine della sfida. Era però impensabile vietarle per l’edizione 2017 visto che ormai le squadre si erano allenate tutto l’anno con questo accessorio. Crediamo però che debba esserci una regolamentazione e, in accordo con Tramontana e Mezzogiorno, studieremo il modo di eliminarle. Va detto, oltretutto, che se negli ultimi due anni il Gioco è stato vinto da tutte e due le Parti, è la dimostrazione che queste scarpe non favoriscono qualcuno a dispetto di altri».
Il Consiglio degli Anziani affronterà anche alcune questioni legate al regolamento tecnico, regolamento che forse risulta datato rispetto ad un Gioco in continua evoluzione. Spiega il comandante generale: «Già nelle settimane scorse l’assessore Federico Eligi aveva affrontato la questione di un nuovo regolamento al passo con la crescita del Gioco. L’episodio del ritardo con cui i Leoni sono saliti sul carrello ha evidenziato come qualcosa debba essere rivisto. Il Consiglio degli Anziani affronterà quindi anche eventuali correzioni sempre di concerto con le Parti. L’obiettivo è di non lasciare alcun aspetto senza una precisa norma, soprattutto applicabile in tempo reale dai giudici».
Al di là delle scarpe o della polemica sul quarto combattimento, l’edizione 2017 del Gioco va in archivio con un bilancio più che soddisfacente. Non solo per lo spettacolo offerto sia dal corteo che dai combattimenti, ma anche per un rispetto della scaletta dei tempi che non si ricordava da anni. Tutti ricorderanno le ultime edizioni concluse abbondantemente oltre la mezzanotte; da una parte per una durata dei combattimenti, ma dall’altra per ritardi e tempi morti soprattutto prima del via alle sfide. «Effettivamente l’edizione di sabato scorso è stata perfetta dal punto di vista degli orari – dice ancora Veronese – Avevamo lavorato molto con le Parti ed in particolare con i loro responsabili civili perché il corteo scorresse senza intoppi e soprattutto non ci fossero i classici tempi morti che alla fine dilatavano la durata dell’intera manifestazione rischiando di annoiare il pubblico. Tutto invece è andato bene e quindi un merito ai responsabili di Mezzogiorno e Tramontana». E pensare che l’avvio della manifestazione era stato posticipato alle 19.15. «Un ritardo dettato da due motivi – spiega il comandante generale – Innanzitutto il caldo che avrebbe influito maggiormente su una partenza anticipata. Poi un rispetto verso i commercianti visto che il Gioco si svolge di sabato. Le 19.15 è un orario che crea comunque minori disagi. Effettivamente il sincronismo delle Parti è stato rispettato, tanto da rientrare nelle rispettive piazze alle 20. 45. Poi trenta minuti per la chiamata a battaglia e la sfida degli alfieri, con il primo combattimento alle 21.15. In questa maniera – conclude Antonio Veronese – il Gioco scorre via molto meglio e la presenza di tanta gente sui lungarni è la migliore testimonianza».
Il Consiglio degli Anziani affronterà anche alcune questioni legate al regolamento tecnico, regolamento che forse risulta datato rispetto ad un Gioco in continua evoluzione. Spiega il comandante generale: «Già nelle settimane scorse l’assessore Federico Eligi aveva affrontato la questione di un nuovo regolamento al passo con la crescita del Gioco. L’episodio del ritardo con cui i Leoni sono saliti sul carrello ha evidenziato come qualcosa debba essere rivisto. Il Consiglio degli Anziani affronterà quindi anche eventuali correzioni sempre di concerto con le Parti. L’obiettivo è di non lasciare alcun aspetto senza una precisa norma, soprattutto applicabile in tempo reale dai giudici».
Al di là delle scarpe o della polemica sul quarto combattimento, l’edizione 2017 del Gioco va in archivio con un bilancio più che soddisfacente. Non solo per lo spettacolo offerto sia dal corteo che dai combattimenti, ma anche per un rispetto della scaletta dei tempi che non si ricordava da anni. Tutti ricorderanno le ultime edizioni concluse abbondantemente oltre la mezzanotte; da una parte per una durata dei combattimenti, ma dall’altra per ritardi e tempi morti soprattutto prima del via alle sfide. «Effettivamente l’edizione di sabato scorso è stata perfetta dal punto di vista degli orari – dice ancora Veronese – Avevamo lavorato molto con le Parti ed in particolare con i loro responsabili civili perché il corteo scorresse senza intoppi e soprattutto non ci fossero i classici tempi morti che alla fine dilatavano la durata dell’intera manifestazione rischiando di annoiare il pubblico. Tutto invece è andato bene e quindi un merito ai responsabili di Mezzogiorno e Tramontana». E pensare che l’avvio della manifestazione era stato posticipato alle 19.15. «Un ritardo dettato da due motivi – spiega il comandante generale – Innanzitutto il caldo che avrebbe influito maggiormente su una partenza anticipata. Poi un rispetto verso i commercianti visto che il Gioco si svolge di sabato. Le 19.15 è un orario che crea comunque minori disagi. Effettivamente il sincronismo delle Parti è stato rispettato, tanto da rientrare nelle rispettive piazze alle 20. 45. Poi trenta minuti per la chiamata a battaglia e la sfida degli alfieri, con il primo combattimento alle 21.15. In questa maniera – conclude Antonio Veronese – il Gioco scorre via molto meglio e la presenza di tanta gente sui lungarni è la migliore testimonianza».
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