Il dolore
A Porta a Mare i giardini sono terra di nessuno
Spaccio e incuria nel parco di via Moro. Passi in avanti per rotatoria e “isola” pedonale. Degrado nel sottopasso
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PISA. Qualcosa è stato fatto (o almeno impostato). Qualcosa è stato discusso, ma non ancora affrontato. Su qualcos’altro niente si è mosso, e proprio non va bene. “Caffè Tirreno” ha ripreso il suo cammino, come promesso. A circa sei mesi dal suo avvio, è ripartito da dove aveva cominciato, ovvero da Porta a Mare. E così andrà avanti. Avevamo fatto cinque nodi al fazzoletto relativamente ad altrettanti problemi tra i più segnalati dai cittadini del quartiere. Dove siamo tornati per verificare quanto gli enti di competenza avevano fatto nel frattempo. E per misurare quale sia il livello di attenzione, oltre che la capacità di risposta, nei confronti degli abitanti.
Una sorta di pagella che riassumiamo nella grafica centrale, dove le “faccine” verdi non raggiungono la maggioranza. Ecco il primo verdetto: si può (deve) fare di più.
Anche perché nel frattempo altre segnalazioni emergono e le raccontiamo a parte. Porta a Mare, il quartiere ricostruito dopo la guerra, sta cambiando ancora. Dopo la realizzazione dei nuovi edifici in via Ponte a Piglieri e l’apertura del supermercato Coop, il baricentro si è spostato su quel versante. Nuovo cemento che però i residenti vorrebbero vedere accompagnato da altre “infrastrutture”: di socialità, solidarietà, aggregazione. Il quartiere è ora caratterizzato da due grandi cantieri: uno per la costruzione del nuovo ponte sull’Incile, in via Livornese, opera finale prima dell’apertura del tratto di canale che collega Arno e Navicelli; l’altro, subito dopo il ponte dell’Impero, è quello per la rotatoria che consentirà di eliminare i semafori all’incrocio tra Aurelia, lungarno Leopardi e via Fossa Ducaria. Un “tappo” che porta tanto traffico nel quartiere, un carico insostenibile sia in direzione Viareggio (soprattutto) che verso Livorno. «Speriamo, ma qualche dubbio che possa risolvere davvero il problema resta», dicono i residenti.
Abbiamo girato per il quartiere in compagnia delle nostre “sentinelle” Pietro Paolo Lupi, Kety Ghelardi e Giuliano Taddei. Lungo il percorso si sono uniti altri cittadini, come Francesco Farnesi, per aggiungere il loro contributo.
Ma vediamo quei cinque nodi a che punto sono. Fiduciosi, sulla parola, si può essere per la realizzazione della rotatoria tra via Nino Pisano, via Sardo e via Fazio e anche per le strisce pedonali definitive (ora ci sono ancora quelle gialle) e la costruzione di una “isola” di attraversamento in sicurezza sull’Aurelia non lontano dal Bar Livorno. «L’assessore Serfogli ha promesso che saranno realizzati a breve, prima dell’inizio delle scuole», dicono i residenti. Un impegno che l’assessore ha ribadito anche in occasione di una conferenza stampa sui lavori di riasfaltatura in via Bonanno.
E veniamo alle note dolenti. In via Moro i marciapiedi restano sconnessi. Soprattutto quello davanti all’ingresso della Posta è rotto e pericoloso. Da mesi si parla, da parte dell’amministrazione comunale, di un intervento complessivo già in programma: è qualcosa, ma occorre finalmente passare alla concretezza.
Sulla sicurezza (e degrado) invece i problemi restano insoluti. Il sottopasso tra via Moro e via Ponte a Piglieri è un luogo per il quale era stata richiesta la videosorveglianza ed un’illuminazione maggiore, «ma problemi tecnici sembrano aver bloccato tutto», si lamentano i residenti. Intanto viene segnalata la presenza di escrementi (umani ed animali) che provocano cattivi odori. E degrado.
L’altro punto sul quale niente è stato fatto è la sistemazione del parco giochi in via Moro, un luogo dove i problemi si intrecciano. «E dove non basta certo la sostituzione di un cestino, com’è stato fatto, per pensare di aver risolto qualcosa», attaccano i residenti della zona. La questione principale nei giardini è la presenza di strutture che sono rifugio ideale per lo spaccio di droga e nascondiglio per sbandati. «L’altro giorno - dicono i cittadini - c’erano alcune siringhe sul prato». Il parco giochi ha la vecchia struttura in muratura assai più bassa rispetto al piano stradale e questa la pone al riparo di ogni sguardo, anche se le abitazioni della strada sono a pochissimi metri. A ridosso del muro che separa dalla Saint-Gobain c’è quello che è stato il garage del direttore dello stabilimento o, meglio, quello che ne resta. Una casupola che ben si presta a nascondere ogni traffico illecito. L’ingresso era stato chiuso con un cancello di ferro che però è stato forzato in modo da farlo rimanere aperto. Lo spazio di via Moro è peraltro oggetto di scarsa manutenzione sia riguardo ai giochi per bambini che si trovano nell’area sia per il verde presente.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una sorta di pagella che riassumiamo nella grafica centrale, dove le “faccine” verdi non raggiungono la maggioranza. Ecco il primo verdetto: si può (deve) fare di più.
Anche perché nel frattempo altre segnalazioni emergono e le raccontiamo a parte. Porta a Mare, il quartiere ricostruito dopo la guerra, sta cambiando ancora. Dopo la realizzazione dei nuovi edifici in via Ponte a Piglieri e l’apertura del supermercato Coop, il baricentro si è spostato su quel versante. Nuovo cemento che però i residenti vorrebbero vedere accompagnato da altre “infrastrutture”: di socialità, solidarietà, aggregazione. Il quartiere è ora caratterizzato da due grandi cantieri: uno per la costruzione del nuovo ponte sull’Incile, in via Livornese, opera finale prima dell’apertura del tratto di canale che collega Arno e Navicelli; l’altro, subito dopo il ponte dell’Impero, è quello per la rotatoria che consentirà di eliminare i semafori all’incrocio tra Aurelia, lungarno Leopardi e via Fossa Ducaria. Un “tappo” che porta tanto traffico nel quartiere, un carico insostenibile sia in direzione Viareggio (soprattutto) che verso Livorno. «Speriamo, ma qualche dubbio che possa risolvere davvero il problema resta», dicono i residenti.
Abbiamo girato per il quartiere in compagnia delle nostre “sentinelle” Pietro Paolo Lupi, Kety Ghelardi e Giuliano Taddei. Lungo il percorso si sono uniti altri cittadini, come Francesco Farnesi, per aggiungere il loro contributo.
Ma vediamo quei cinque nodi a che punto sono. Fiduciosi, sulla parola, si può essere per la realizzazione della rotatoria tra via Nino Pisano, via Sardo e via Fazio e anche per le strisce pedonali definitive (ora ci sono ancora quelle gialle) e la costruzione di una “isola” di attraversamento in sicurezza sull’Aurelia non lontano dal Bar Livorno. «L’assessore Serfogli ha promesso che saranno realizzati a breve, prima dell’inizio delle scuole», dicono i residenti. Un impegno che l’assessore ha ribadito anche in occasione di una conferenza stampa sui lavori di riasfaltatura in via Bonanno.
E veniamo alle note dolenti. In via Moro i marciapiedi restano sconnessi. Soprattutto quello davanti all’ingresso della Posta è rotto e pericoloso. Da mesi si parla, da parte dell’amministrazione comunale, di un intervento complessivo già in programma: è qualcosa, ma occorre finalmente passare alla concretezza.
Sulla sicurezza (e degrado) invece i problemi restano insoluti. Il sottopasso tra via Moro e via Ponte a Piglieri è un luogo per il quale era stata richiesta la videosorveglianza ed un’illuminazione maggiore, «ma problemi tecnici sembrano aver bloccato tutto», si lamentano i residenti. Intanto viene segnalata la presenza di escrementi (umani ed animali) che provocano cattivi odori. E degrado.
L’altro punto sul quale niente è stato fatto è la sistemazione del parco giochi in via Moro, un luogo dove i problemi si intrecciano. «E dove non basta certo la sostituzione di un cestino, com’è stato fatto, per pensare di aver risolto qualcosa», attaccano i residenti della zona. La questione principale nei giardini è la presenza di strutture che sono rifugio ideale per lo spaccio di droga e nascondiglio per sbandati. «L’altro giorno - dicono i cittadini - c’erano alcune siringhe sul prato». Il parco giochi ha la vecchia struttura in muratura assai più bassa rispetto al piano stradale e questa la pone al riparo di ogni sguardo, anche se le abitazioni della strada sono a pochissimi metri. A ridosso del muro che separa dalla Saint-Gobain c’è quello che è stato il garage del direttore dello stabilimento o, meglio, quello che ne resta. Una casupola che ben si presta a nascondere ogni traffico illecito. L’ingresso era stato chiuso con un cancello di ferro che però è stato forzato in modo da farlo rimanere aperto. Lo spazio di via Moro è peraltro oggetto di scarsa manutenzione sia riguardo ai giochi per bambini che si trovano nell’area sia per il verde presente.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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