Attenzione
Le carte di Fiameni alla Serantini
La biblioteca pisana si arricchisce di una preziosa raccolta di documenti e libri
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PISA. La biblioteca Franco Serantini è impegnata quest’anno in vari progetti culturali dedicati al 50°anniversario degli anni della contestazione studentesca, tra i quali un convegno nazionale dedicato alla figura di Luciano Della Mea (1924-2003) che si terrà nella nostra città il 29 settembre presso la Gipsoteca dell’Università.
Oltre ad aver avviato la digitalizzazione di molti materiali archivistici dedicati agli anni Sessanta e conservati nelle proprie collezioni (http: //bfscollezionidigitali. org) e in alcuni progetti editoriali di cui si ricorda la recente pubblicazione di Massimiliano Bacchiet dedicata alla storia sociale e politica di Riglione, la biblioteca sta provvedendo alla catalogazione di alcune importanti donazioni ricevute negli ultimi sei mesi: quella della scrittrice Mirella Scriboni recentemente scomparsa, l’archivio delle carte di Eleonora Bennati – una ricca raccolta di documenti riguardanti la storia politica e sociale della nostra città – e infine la straordinaria collezione di materiali del cremonese Gianfranco Fiameni (1935-2016).
Questa donazione, giunta in città in questi giorni, è un fiore all’occhiello per il già ricco patrimonio della Biblioteca F. Serantini, dal momento che si tratta di documenti di alto valore storico/culturale riguardanti la storia politica e sociale dell’Italia nei decenni successivi al Secondo conflitto mondiale fino a tutti gli anni Settanta. Gianfranco Fiameni, insegnante e poi docente presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano, è stato un animatore culturale di notevole spessore intellettuale.
Nell’archivio è conservato numeroso materiale originale sui movimenti politici e della contestazione degli anni Sessanta e una gran massa di corrispondenza, anche internazionale, tra i diversi gruppi che animarono il dibattito politico e culturale dell’epoca. Le carte d’archivio, inoltre, sono accompagnate da una ricca collezione di libri, oltre un migliaio, di argomento politico, storico, artistico e letterario.
Purtroppo la Biblioteca ancora oggi non ha una propria sede e sopravvive grazie alla disponibilità dell’Università di Pisa che ospita l’ingente patrimonio storico/documentario – oltre 50mila volumi –, presso il proprio archivio generale a Montacchiello.
Antonio Scuglia
Oltre ad aver avviato la digitalizzazione di molti materiali archivistici dedicati agli anni Sessanta e conservati nelle proprie collezioni (http: //bfscollezionidigitali. org) e in alcuni progetti editoriali di cui si ricorda la recente pubblicazione di Massimiliano Bacchiet dedicata alla storia sociale e politica di Riglione, la biblioteca sta provvedendo alla catalogazione di alcune importanti donazioni ricevute negli ultimi sei mesi: quella della scrittrice Mirella Scriboni recentemente scomparsa, l’archivio delle carte di Eleonora Bennati – una ricca raccolta di documenti riguardanti la storia politica e sociale della nostra città – e infine la straordinaria collezione di materiali del cremonese Gianfranco Fiameni (1935-2016).
Questa donazione, giunta in città in questi giorni, è un fiore all’occhiello per il già ricco patrimonio della Biblioteca F. Serantini, dal momento che si tratta di documenti di alto valore storico/culturale riguardanti la storia politica e sociale dell’Italia nei decenni successivi al Secondo conflitto mondiale fino a tutti gli anni Settanta. Gianfranco Fiameni, insegnante e poi docente presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano, è stato un animatore culturale di notevole spessore intellettuale.
Nell’archivio è conservato numeroso materiale originale sui movimenti politici e della contestazione degli anni Sessanta e una gran massa di corrispondenza, anche internazionale, tra i diversi gruppi che animarono il dibattito politico e culturale dell’epoca. Le carte d’archivio, inoltre, sono accompagnate da una ricca collezione di libri, oltre un migliaio, di argomento politico, storico, artistico e letterario.
Purtroppo la Biblioteca ancora oggi non ha una propria sede e sopravvive grazie alla disponibilità dell’Università di Pisa che ospita l’ingente patrimonio storico/documentario – oltre 50mila volumi –, presso il proprio archivio generale a Montacchiello.
Antonio Scuglia
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