Il Tirreno

Pisa

La penna di Campeggi per rivivere i sogni del grande cinema 

La penna di Campeggi per rivivere i sogni del grande cinema 

In corso negli spazi di Palazzo Blu la mostra dell’artista  «Il disegno? Una passione alla quale non posso rinunciare»

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PISA. In Italia e negli Stati Uniti è considerato tra i più importanti artisti grafici nella storia del cinema. Lui, punto di riferimento per tantissimi anni di importantissime case di produzione americane, come la Metro-Goldwyn-Mayer. Dalla sua penna sono nate 3 mila locandine cinematografiche, dando un volto al cinema a stelle e strisce nell’epoca d’oro. Erano gli anni che vanno dal 1946 al 1969, quando ancora andare al cinema ed ammirare i divi di Hollywood anche solo su di una pellicola rappresentava un sogno per tantissimi italiani. E Silvano Campeggi, “Nano” per tutti, classe 1923, toscano doc, quei miti li ha conosciuti di persona e ritratti per le più importanti case di produzione di oltreoceano. “Ben Hur”, “Via col vento”, “Vacanze Romane”, “Cantando sotto la pioggia”, Grace Kelly, Audrey Hepburn, Clarke Gable e James Dean sono soltanto alcuni dei film e dei mitici attori che il grande “Nano” ha immortalato con la sua penna nelle sue locandine. Un grandissimo artista e pittore nello stesso tempo, grande cartellonista di tutti i tempi, al quale Palazzo Blu dedica proprio in questi giorni una importante mostra dal titolo “Disegnare i sogni. Il cinema di Silvano Campeggi (1946-1969)” . Una iniziativa, visitabile fino ad ottobre, promossa dalla Fondazione Palazzo Blu col patrocinio della Scuola Normale e del Comune di Pisa e curata da Giorgio Bacci, grazie ad una ricca documentazione iconografica (tra cui numerosi bozzetti originali e foto di scena) per un totale di cento opere, con unico e solo obbiettivo: restituire al visitatore la complessità e la varietà degli interventi grafici di Nano Campeggi e consentendo ad un ampio pubblico di ammirare le locandine e i manifesti cinematografici prodotti da quello che Gian Piero Brunetta definì il «primo artefice sentimentale della storia del cinema». A lui, infatti, si devono i volti delle principali star di Hollywood, ritratti dal vero nelle loro pose sceniche. Una bella mostra nata su iniziativa di Giorgio Bacci, ricercatore di storia dell’arte contemporanea presso la Scuola Normale, che grazie alla sua passione ha voluto rendere omaggio a questo illustre ambasciatore del cinema nel mondo e soprattutto alla sua arte e creatività. Molte, infatti, le immagini create da “Nano” per i film più famosi che hanno assunto un valore iconico, come i quattro cavalli bianchi su sfondo rosso di “Ben Hur” o i cartelloni più famosi che hanno fatto conoscere al grande pubblico film come “Casablanca”, “Cantando sotto la pioggia”, “Colazione da Tiffany”, “Un americano a Parigi”, solo per citarne alcuni. Creature che Nano Campeggi ama coccolare, come è avvenuto il 1 giugno scorso in occasione dell’inaugurazione della mostra pisana, presente insieme alle moglie. «Disegno sogni e cerco di immedesimarmi nelle vite degli altri – commentò Campeggi, fiero delle sue opere – E ancora oggi la voglia di disegnare non mi è venuta meno. Una passione alla quale non posso rinunciare». E come non dargli torto. «In circa venti anni, intensissimi, di attività, – ha spiegato Giorgio Bacci – Campeggi ha cambiato il modo di vedere il cinema e la pubblicità connessa, si è smarcato da stili e accenti ancora legati all’editoria popolare otto-novecentesca e, ha traghettato l’immagine mediale nell’epoca contemporanea, riuscendo a coniugare un’eccezionale abilità artistica con i nuovi tempi, accelerati, di lettura delle immagini, costruendo l’immaginario visivo e culturale di intere generazioni».

Roberta Galli

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