Ora “piove” anche nel blocco operatorio
Nuove perdite dai tubi dell’impianto di condizionamento. L’Aoup: «Stiamo risolvendo il problema»
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PISA. Questa volta, la bacinella per la perdita d’acqua, è al blocco chirurgico al primo piano dell’edificio 10 dell’ospedale di Cisanello. Si è appena chiusa la falla dall’impianto di condizionamento al piano terra del cardiotoracio che se ne apre un’altra. Il Tirreno, grazie ad una segnalazione dell’Anaao, aveva già denunciato i disagi al cardiotoracico per le continue rotture dei tubi dell’impianto di condizionamento e ieri, sempre l’Anaao ha segnalato l’ennesima perdita d’acqua e liquidi dell’impianto.
«La sanità fa acqua da tutte le parti per mancanza di fondi e scarsa attenzione alla cosa pubblica» commenta con amarezza Gerardo Anastasio del sindacato dei medici. Quando Anastasio chiede più attenzione e rispetto “per la cosa pubblica” si riferisce al fatto che quell’impianto di condizionamento ha meno di 15 anni. «Come è possibile che si sia ridotto ad un colabrodo? Chi controlla la qualità delle forniture, degli impianti nella fase di assegnazione di un appalto?» . E veniamo ai disagi per pazienti e personale sanitario. I tubi dell’impianto di condizionamento perdono acqua nel controsoffito; urgono la bacinella, le lenzuola tutte attorno (onde evitare scivoloni del personale e di pazienti), e devono essere chiamati sia i tecnici interni che una ditta esterna. «Colando l’acqua, qualcuno ci mette una bacinella sotto, a volte lo fa una ditta esterna che viene a riparare la falla, altre volte il personale. La bacinella si riempie e scattano gli asciugamani attorno che si inzuppano. Allora ci vogliono dei paletti che a quadrilatero recintino la zona “umida”» dichiara Anastasio. Una volta riparato il tubo però, si pone la questione di chi debba togliere la bacinella con i relativi paletti. Insomma è tutto un arrangiarsi, un chiamare ditte esterne, tecnici interni, o persone di buona volontà che si assumano la “responsabilità” di togliere una bacinella.
«Le perdite d’acqua sono continue ed i corridoi vengono cantierati per andare a scovare la perdita costringendo noi ed i pazienti a gincane assurde» dice Anastasio.
L’Azienda ospedaliera universitaria pisana replica chiarendo alcuni punti. «Le perdite d’acqua dal controsoffitto dell’edificio 10, a Cisanello, sono dovute ai lavori di sostituzione delle tubature che sono iniziati trenta giorni fa e termineranno a fine luglio» si legge in una nota. «I lavori erano diventati improcrastinabili perché l’Edificio 10 – continua l’Aoup – è stato inaugurato nel 2000 e le tubature ospedaliere, peraltro garantite 10 anni, sono sottoposte a sollecitazioni ben diverse da quelle che subiscono gli impianti delle normali abitazioni» . La nota dell’Aoup si conclude con questa precisazione: «La direzione medica e gli uffici tecnici, per non causare un disagio eccessivo alle attività sanitarie, hanno deciso di non sostituire tutte assieme le tubazioni, ma di procedere per blocchi. I disagi segnalati dalla vostra testata, si sono verificati proprio in corrispondenza dei cosiddetti “punti di confine” e cioè in quelle giunture tra nuove e vecchie tubature» . (c. v.)
«La sanità fa acqua da tutte le parti per mancanza di fondi e scarsa attenzione alla cosa pubblica» commenta con amarezza Gerardo Anastasio del sindacato dei medici. Quando Anastasio chiede più attenzione e rispetto “per la cosa pubblica” si riferisce al fatto che quell’impianto di condizionamento ha meno di 15 anni. «Come è possibile che si sia ridotto ad un colabrodo? Chi controlla la qualità delle forniture, degli impianti nella fase di assegnazione di un appalto?» . E veniamo ai disagi per pazienti e personale sanitario. I tubi dell’impianto di condizionamento perdono acqua nel controsoffito; urgono la bacinella, le lenzuola tutte attorno (onde evitare scivoloni del personale e di pazienti), e devono essere chiamati sia i tecnici interni che una ditta esterna. «Colando l’acqua, qualcuno ci mette una bacinella sotto, a volte lo fa una ditta esterna che viene a riparare la falla, altre volte il personale. La bacinella si riempie e scattano gli asciugamani attorno che si inzuppano. Allora ci vogliono dei paletti che a quadrilatero recintino la zona “umida”» dichiara Anastasio. Una volta riparato il tubo però, si pone la questione di chi debba togliere la bacinella con i relativi paletti. Insomma è tutto un arrangiarsi, un chiamare ditte esterne, tecnici interni, o persone di buona volontà che si assumano la “responsabilità” di togliere una bacinella.
«Le perdite d’acqua sono continue ed i corridoi vengono cantierati per andare a scovare la perdita costringendo noi ed i pazienti a gincane assurde» dice Anastasio.
L’Azienda ospedaliera universitaria pisana replica chiarendo alcuni punti. «Le perdite d’acqua dal controsoffitto dell’edificio 10, a Cisanello, sono dovute ai lavori di sostituzione delle tubature che sono iniziati trenta giorni fa e termineranno a fine luglio» si legge in una nota. «I lavori erano diventati improcrastinabili perché l’Edificio 10 – continua l’Aoup – è stato inaugurato nel 2000 e le tubature ospedaliere, peraltro garantite 10 anni, sono sottoposte a sollecitazioni ben diverse da quelle che subiscono gli impianti delle normali abitazioni» . La nota dell’Aoup si conclude con questa precisazione: «La direzione medica e gli uffici tecnici, per non causare un disagio eccessivo alle attività sanitarie, hanno deciso di non sostituire tutte assieme le tubazioni, ma di procedere per blocchi. I disagi segnalati dalla vostra testata, si sono verificati proprio in corrispondenza dei cosiddetti “punti di confine” e cioè in quelle giunture tra nuove e vecchie tubature» . (c. v.)
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