Lutto
anniversario
«Chiediamo di sapere la verità»
La famiglia di Lanotte cerca testimoni dello schianto mortale
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PISA. «Chi sa o ha visto qualcosa ci aiuti. Vogliamo solo sapere qualcosa in più».
Ad un anno esatto dalla scomparsa di Giuseppe Lanotte, morto all’età di 30 anni sul viale D'Annunzio, all'altezza della località “Tre Buche”, dove la Hornet dell’appuntato in servizio all’aeroporto Galilei, è finita contro il guard-rail che delimita la carreggiata da uno strapiombo con una vegetazione fitta, la famiglia torna a lanciare un appello agli eventuali testimoni che hanno assistito all’incidente.
Lanotte, nato a Terlizzi (Bari), stava rientrando dal mare quando ha perso il controllo della moto da strada e, nell’imboccare la curva in direzione di Pisa, si è schiantato contro la barriera.
Un urto violento e dall’esito fatale. La famiglia non ha però mai messo la parola fine su una ricostruzione che secondo la sorella, il padre e la madre dell’appuntato è stata chiusa un po’ troppo frettolosamente. Non credono alla distrazione. «Era sempre molto attento e grande esperto di motori», ripete la sorella Raffaella che, a distanza di un anno, lancia un nuovo appello. «Dell’incidente sappiamo poco e niente - dice nel giorno del primo anniversario della scomparsa del fratello -. Pensiamo che ci sia stato qualcosa che ha turbato la guida e per questo rinnoviamo l’appello a chi ha visto o a chi sa quello che è realmente accaduto a darci qualche informazione. Vogliamo solo capire come e cosa ha determinato la morte di Giuseppe».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ad un anno esatto dalla scomparsa di Giuseppe Lanotte, morto all’età di 30 anni sul viale D'Annunzio, all'altezza della località “Tre Buche”, dove la Hornet dell’appuntato in servizio all’aeroporto Galilei, è finita contro il guard-rail che delimita la carreggiata da uno strapiombo con una vegetazione fitta, la famiglia torna a lanciare un appello agli eventuali testimoni che hanno assistito all’incidente.
Lanotte, nato a Terlizzi (Bari), stava rientrando dal mare quando ha perso il controllo della moto da strada e, nell’imboccare la curva in direzione di Pisa, si è schiantato contro la barriera.
Un urto violento e dall’esito fatale. La famiglia non ha però mai messo la parola fine su una ricostruzione che secondo la sorella, il padre e la madre dell’appuntato è stata chiusa un po’ troppo frettolosamente. Non credono alla distrazione. «Era sempre molto attento e grande esperto di motori», ripete la sorella Raffaella che, a distanza di un anno, lancia un nuovo appello. «Dell’incidente sappiamo poco e niente - dice nel giorno del primo anniversario della scomparsa del fratello -. Pensiamo che ci sia stato qualcosa che ha turbato la guida e per questo rinnoviamo l’appello a chi ha visto o a chi sa quello che è realmente accaduto a darci qualche informazione. Vogliamo solo capire come e cosa ha determinato la morte di Giuseppe».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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