Sicurezza
Ai Bagni di Nerone spuntano nuovi resti di epoca romana
PISA. Sono trascorsi appena tre giorni dall’inizio degli scavi alle Terme di Nerone, in largo del Parlascio, ma la situazione si fa già interessante. La campagna di ricerche intrapresa da Comune,...
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PISA. Sono trascorsi appena tre giorni dall’inizio degli scavi alle Terme di Nerone, in largo del Parlascio, ma la situazione si fa già interessante. La campagna di ricerche intrapresa da Comune, Università e Sovrintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Pisa inizia a dare i suoi frutti con i primi ritrovamenti portati alla luce dal team di studenti, docenti e archeologi impegnati nelle due aree di scavo: quella più centrale in cui sorgono i resti visibili dell’impianto termale noto come Terme di Nerone e quella a ridosso del tratto di mura compreso tra l’antica Porta del Parlascio e l’odierna Porta a Lucca.
A parlare delle prime scoperte è il professor Fabio Fabiani, direttore scientifico degli scavi. «Nell’area - dice il docente di Metodologia e tecnica dello scavo - è riaffiorato un muro di epoca romana che va ad aggiungere un nuovo tassello alla planimetria di un ambiente al momento esposto solo parzialmente». Nei paraggi è stata poi individuata anche la trincea dello scavo effettuato presumibilmente verso la fine degli anni Quaranta, tra 1947 e 1949, fossa che gli studenti stanno svuotando con particolare meticolosità alla ricerca di quei reperti allora trascurati perché appartenenti ad epoche successive a quella romana. Tra gli obiettivi c’è infatti anche il recupero della storia del monumento in epoca medievale, moderna e contemporanea. Per quanto riguarda l’area archeologica a ridosso delle mura medievali, al suo interno sono stati rintracciati strati di terreno che testimoniano la sistemazione ad orto della zona dalla seconda metà del Cinquecento all’Ottocento (datazione resa possibile dal rinvenimento di reperti ceramici al suo interno), così come i muri che delimitavano questi orti. «Da qui in poi - spiega Fabiani - cominciano ad affiorare degli strati riferibili ad attività di cantiere, ricchi di frammenti di tegole, coppi o chiodi misti a carboni, anche questi collocabili intorno alla metà del Cinquecento e plausibilmente riconducibili ai lavori di chiusura della vecchia porta del Parlascio per l’apertura dell’odierna porta cittadina».
Alla funzione di ricerca e di didattica per gli oltre 40 studenti impegnati negli scavi, la campagna affianca anche quella non meno importante di valorizzazione della zona interessata dal progetto, che se in questa prima fase si concentra solamente a ridosso delle Terme, a detta dell’assessore Andrea Serfogli dovrebbe estendersi negli anni fino a San Zeno, con la cessione da parte dell’Università dell’area dismessa retrostante i dipartimenti di Igiene e Fisiologia e Biochimica. «Così prevede infatti lo strumento urbanistico - spiega infatti Serfogli - e sebbene i tempi sembrino piuttosto lunghi, proveremo ad accelerarli per realizzare un parco dalle connotazioni archeologiche».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A parlare delle prime scoperte è il professor Fabio Fabiani, direttore scientifico degli scavi. «Nell’area - dice il docente di Metodologia e tecnica dello scavo - è riaffiorato un muro di epoca romana che va ad aggiungere un nuovo tassello alla planimetria di un ambiente al momento esposto solo parzialmente». Nei paraggi è stata poi individuata anche la trincea dello scavo effettuato presumibilmente verso la fine degli anni Quaranta, tra 1947 e 1949, fossa che gli studenti stanno svuotando con particolare meticolosità alla ricerca di quei reperti allora trascurati perché appartenenti ad epoche successive a quella romana. Tra gli obiettivi c’è infatti anche il recupero della storia del monumento in epoca medievale, moderna e contemporanea. Per quanto riguarda l’area archeologica a ridosso delle mura medievali, al suo interno sono stati rintracciati strati di terreno che testimoniano la sistemazione ad orto della zona dalla seconda metà del Cinquecento all’Ottocento (datazione resa possibile dal rinvenimento di reperti ceramici al suo interno), così come i muri che delimitavano questi orti. «Da qui in poi - spiega Fabiani - cominciano ad affiorare degli strati riferibili ad attività di cantiere, ricchi di frammenti di tegole, coppi o chiodi misti a carboni, anche questi collocabili intorno alla metà del Cinquecento e plausibilmente riconducibili ai lavori di chiusura della vecchia porta del Parlascio per l’apertura dell’odierna porta cittadina».
Alla funzione di ricerca e di didattica per gli oltre 40 studenti impegnati negli scavi, la campagna affianca anche quella non meno importante di valorizzazione della zona interessata dal progetto, che se in questa prima fase si concentra solamente a ridosso delle Terme, a detta dell’assessore Andrea Serfogli dovrebbe estendersi negli anni fino a San Zeno, con la cessione da parte dell’Università dell’area dismessa retrostante i dipartimenti di Igiene e Fisiologia e Biochimica. «Così prevede infatti lo strumento urbanistico - spiega infatti Serfogli - e sebbene i tempi sembrino piuttosto lunghi, proveremo ad accelerarli per realizzare un parco dalle connotazioni archeologiche».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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