Sicurezza
stop ai femminicidi
A Pisa la Carovana anti violenza
Appuntamento sabato mattina insieme alla Casa della donna
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PISA. Sabato la Carovana contro la violenza sulle donne arriverà a Pisa. Nata nel 2016 in Val di Cecina su iniziativa dell’associazione Le Amiche di Mafalda per ricordare Sandra Fillini uccisa dal marito a Castelnuovo Valdicecina, quest’anno la Carovana si amplia coinvolgendo altre associazioni della provincia pisana: oltre alla Casa della donna, l’associazione Eunice di Pontedera e l’associazione Nuovo Maschile.
La Carovana contro la violenza, partita il 28 maggio da Montecerboli per raggiungere Pomarance, venerdì sarà a Pontedera, dove con una camminata lungo l’argine dell’Arno raggiungerà Ponsacco e quindi si concluderà a Pisa sabato. L’appuntamento è alle 10 davanti alla sede del pronto soccorso dell’Ospedale di Cisanello: qui l’associazione Casa della donna ricorderà Vania Vannucchi e tutte le donne uccise a Pisa e provincia per mano di un uomo. Vania abitava a Lucca ma lavorava all’ospedale di Pisa, dove si era fatta trasferire per sfuggire proprio alle persecuzioni dell’uomo che il 2 agosto 2016 la uccisa bruciandola viva.
«Per tutte noi ricordare Vania e le altre donne uccise sul nostro territorio – spiega Carla Pochini presidente della Casa della donna – non è solo un atto di giustizia: è nella loro memoria e in quella delle donne che sono sopravvissute alla violenza che troviamo la forza del nostro impegno». «Tutte le volte che accade un femminicidio – dichiara Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro antiviolenzapisano – pare un evento imprevedibile ed invece così non è così».
La Carovana contro la violenza, partita il 28 maggio da Montecerboli per raggiungere Pomarance, venerdì sarà a Pontedera, dove con una camminata lungo l’argine dell’Arno raggiungerà Ponsacco e quindi si concluderà a Pisa sabato. L’appuntamento è alle 10 davanti alla sede del pronto soccorso dell’Ospedale di Cisanello: qui l’associazione Casa della donna ricorderà Vania Vannucchi e tutte le donne uccise a Pisa e provincia per mano di un uomo. Vania abitava a Lucca ma lavorava all’ospedale di Pisa, dove si era fatta trasferire per sfuggire proprio alle persecuzioni dell’uomo che il 2 agosto 2016 la uccisa bruciandola viva.
«Per tutte noi ricordare Vania e le altre donne uccise sul nostro territorio – spiega Carla Pochini presidente della Casa della donna – non è solo un atto di giustizia: è nella loro memoria e in quella delle donne che sono sopravvissute alla violenza che troviamo la forza del nostro impegno». «Tutte le volte che accade un femminicidio – dichiara Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro antiviolenzapisano – pare un evento imprevedibile ed invece così non è così».
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