Il Tirreno

Pisa

Università, maxi piano da cento assunzioni 

di Francesco Loi
Università, maxi piano da cento assunzioni 

Il rettore Mancarella: il bilancio solido ci permette un’iniziativa di espansione mantenendo l’attenzione sul fronte tasse alla fascia studentesca medio-bassa

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PISA. «Una manovra espansiva», così la definisce il rettore Paolo Mancarella. L’Università di Pisa è più che soddisfatta dei suoi numeri di bilancio, con un utile di esercizio di 11,6 milioni di euro (secondo il consuntivo approvato dal cda ad aprile) e un totale attivo di 746 milioni, di cui quasi 400 di patrimonio immobiliare. E allora l’Ateneo si lancia verso il futuro attraverso una serie di azioni. Subito, un piano di assunzioni, circa un centinaio, cui si abbina una settantina di promozioni. Accanto, un piano edilizio che rivoluziona pezzi di città (ne scriviamo a parte).

Mancarella, affiancato dalla prorettrice al bilancio Ada Carlesi e dal direttore generale Riccardo Grasso, ha fatto il punto della situazione ad un anno dalla sua elezione. In una sequenza di slide sfilano i numeri che fanno dell’Ateneo pisano, sottolinea il rettore, «la più grande azienda della costa toscana», oltre che che «un gigante nel panorama cittadino».

La manovra dell’Università, l’espansione annunciata da Mancarella, è fatta di grandi numeri («non scontati») e comprende anche un «piano tasse articolato in modo da tutelare le fasce di studenti con possibilità medio-basse». Il cardine è però il piano di assunzioni che riguarda sia personale docente che tecnico-amministrativo. Anzi, in questo secondo caso una trentina di nuovi assunti sono già entrati in servizio da alcuni giorni. Per i posti da docente è atteso invece un bando nelle prossime settimane, mentre il totale delle assunzioni si concretizzerà in modo definitivo entro l’anno prossimo.

A questo centinaio di ingressi nell’Ateneo deve aggiungersi l’assunzione di almeno 20 nuovi ricercatori junior, ma anche incentivi per i docenti (attraverso un fondo premialità), il sostegno alla ricerca di base e alla progettualità (complessivamente per circa 5,5 milioni di euro), l’attivazione di ulteriori 28 borse di dottorato. Mancarella si sofferma poi sull’introduzione della figura dello studente a tempo parziale, che spiega così: «È in pratica un contratto tra l’Ateneo e lo studente, con il quale si stabilisce la possibilità di un percorso formativo articolato in un numero di anni superiore a quello della durata normale del corso di iscrizione. Un’opportunità che viene incontro alle esigenze di quelle tipologie di studenti che non possono seguire l’intensità delle lezioni e delle sessioni di esame, come nel caso dei lavoratori o degli sportivi di un certo livello». Nella manovra anche fondi per il potenziamento dei lavoratori e l’acquisto di nuove apparecchiature informatiche.

Queste scelte avranno un impatto economico complessivo sul bilancio di circa 35 milioni di euro nel triennio che porta al 2019. A tutto ciò si aggiungono le spese di investimento per beni mobili ed immobili. «L’Università si conferma un motore di sviluppo economico con effetti sulla città e sul territorio», dice Mancarella, mostrando altre cifre: 1 euro di spesa dell’Ateneo attiva su Pisa 1,71 euro di produzione e 1,12 euro di Pil.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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