Il Tirreno

Pisa

“Sostieni San Paolo” chiude con un assegno di ben centomila euro 

di Enza Chiappone
“Sostieni San Paolo” chiude con un assegno di ben centomila euro 

Bilancio super per l’iniziativa di mecenatismo popolare intrapresa dall’Unicoop Firenze, 5.500 i donatori

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PISA. Il 7 ottobre 2016, a sei mesi dal lancio della campagna “Sostieni San Paolo” intrapresa da Unicoop Firenze per contribuire al restauro della chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno, centinaia di persone provenienti da tutta la Toscana avevano stretto in un grande abbraccio simbolico il gioiellino architettonico in stile romanico attestato per la prima volta intorno all’anno mille. Ieri, a chiusura dell’iniziativa di mecenatismo popolare che ha coinvolto cittadini, istituzioni e associazioni nel recupero di un bene di inestimabile bellezza, quest’abbraccio si è trasformato in qualcosa di più concreto. In una sala dell’Arcivescovado, alla presenza del sindaco e di tutti quei soggetti che in un modo o nell’altro stanno contribuendo alla rinascita del cosiddetto Duomo vecchio di Pisa, ferito dalle guerre e dallo scorrere del tempo, Unicoop Firenze ha consegnato a monsignor Giovanni Paolo Benotto i 100mila euro raccolti in poco più di un anno grazie al contributo di ben 5.500 donatori. Un risultato di cui vanno molto fieri il responsabile delle relazioni esterne di Unicoop Firenze, Claudio Vanni, e la presidente della sezione soci Coop di Pisa, Barbara Cappelletti, coloro i quali hanno coordinato le diverse iniziative che tanto online quanto sul territorio hanno permesso di raggiungere la quota consegnata ieri all’arcivescovo. «Siamo contenti della grande partecipazione registrata in questi mesi, che dà il senso del rapporto che lega Pisa e il resto del mondo», ha infatti detto Claudio Vanni commentando la grande percentuale di stranieri riscontrata tra i sostenitori dell’iniziativa. Oltre a pisani e toscani, infatti, a rispondere alla chiamata della cooperativa sono stati soprattutto brasiliani, messicani e argentini, e, in Europa, svizzeri e austriaci hanno effettuato il maggior numero di accessi ad Eppela, la piattaforma che ha gestito il crowdfunding online. Per quanto riguarda invece l’hinterland in cui sorge l’edificio religioso, fondamentale per la riuscita della campagna è stato l’impegno profuso dalle sezioni soci Coop del territorio pisano, che tramite incontri, cene, presentazioni di libri e visite guidate hanno permesso ai cittadini di conoscere meglio un monumento cittadino troppo spesso dimenticato. «È stata un’esperienza estremamente positiva – ha commentato monsignor Benotto ricevendo il contributo che permetterà all’arcidiocesi di attutire i grandi costi che il restauro di San Paolo comporta – sono grato ad Unicoop per il sentimento di condivisione che è riuscita ad instaurare attorno alla chiesa, la quale, se tutto va bene, riaprirà le sue porte nella primavera dell’anno prossimo».

Perfettamente in linea con i tempi, a detta dell’ingegnere Claudio Barandoni, sarebbero infatti i lavori di restauro dell’edificio, gli interventi che, iniziati lo scorso anno, permetteranno di mettere in sicurezza la struttura e congelarne l’inclinazione verso l’Arno anche in caso di terremoti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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