Il Tirreno

Pisa

Antonio Logli vince la causa con il Comune

di Pietro Barghigiani
Antonio Logli
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Antonio Logli

Il giudice impone una terza selezione, invalidate le prime due. Illegittimo il passaggio alla Geste, l’ente deve pagargli 8mila euro

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PISA. Vince in Tribunale, Antonio Logli. È il fronte della giustizia civile quello che dà maggiori soddisfazioni all’elettricista della Geste condannato in primo grado a 20 anni per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie, Roberta Ragusa.

Logli da anni ha un contenzioso aperto con il Comune di San Giuliano Terme. Lui vuole tornare nei ranghi municipali e lasciare quelli della società in house. Il mezzo per rientrare negli organici è quello della selezione interna che, in passato, è stata vinta da un collega. Un esito sempre contestato da Antonio.

Nell’ultima causa di lavoro avviata da Logli, il giudice del lavoro Franco Piragine ha condannato il Comune a ripetere per la terza volta la selezione (già fatta nel 2008 e nel 2014) ritenendo anche illegittimo il trasferimento del dipendente nel 2010 alla Geste. Non ha accolto, però, la richiesta di prendere subito il posto del collega rimandando a un’altra valutazione l’eventuale assegnazione del ruolo. Il giudice ha, inoltre, condannato il Comune a pagare 8mila euro a Logli che chiedeva 113mila euro di danni.

Il marito di Roberta Ragusa non vuole fare il vigile urbano con divisa e pistola. Lo ha già fatto in passato. La sua ambizione professionale è quella di impiegato amministrativo. Dietro a una scrivania e davanti a un computer. In particolare il posto a cui punta consisterebbe nel gestire, attraverso i sistemi informatici, le multe e altre mansioni riferite alla segnaletica stradale.

All’epoca della prima selezione, siamo nel 2008, gli fu preferito un collega che Logli ha citato a giudizio insieme con il datore di lavoro di entrambi. Scorrendo i curricula dei due “contendenti” per il giudice è evidente la superiorità di esperienza e capacità dell’elettricista della Geste.

Scrive Piragine: «Il dirigente avrebbe dovuto verificare le attitudini del Logli in materia informatica, funzionalmente all’utilizzo del software, e quindi compararle con quelle di... (nome dell’altro dipendente, ndr). Peraltro, i dati da inserire nel computer afferiscono a verbali di sanzioni per violazioni del codice della strada - decurtazione punti patente, ed il ricorrente certamente ben conosce l’argomento, avendo conseguito per due volte l'idoneità per agente di polizia municipale, ed essendo istruttore di teoria ed insegnante abilitato di scuola guida, nonché consulente abilitato per la sicurezza stradale».

Già i giudici della Corte d’Appello avevano dichiarato la nullità della procedura di selezione del 2008 per omissione della valutazione comparativa dei concorrenti. E anche per quella del 2014 la contestazione mossa dal Tribunale di Pisa è sostanzialmente analoga. La conseguenza, quindi, è quella di dichiarare l’illegittimità della procedura di selezione svolta nel 2014 con l’ordine al Comune di ripeterla, «effettuando un colloquio con i candidati, ed operando successivamente una valutazione comparativa dei titoli professionali, culturali e formativi dei candidati medesimi». Logli vince in Tribunale la sua battaglia per un posto al comando dei vigili urbani e ottiene anche il rimborso delle spese legali.

 

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