Sicurezza
Rapina, nuovo sopralluogo per le impronte
Isolate dal Ris quelle estranee a Ferretti. La Lega Nord: «Siamo con l’orefice, va rivista la legittima difesa»
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PISA. Nuovo sopralluogo ieri pomeriggio della scientifica dei carabinieri e del Ris nella gioielleria Ferretti. Obiettivo degli investigatori: selezionare le impronte digitali repertate nelle precedenti visite. E per evitare di scambiare i campioni ieri mattina Daniele Ferretti si è presentato in caserma per farsi prendere le impronte. In questo modo è stato possibile isolare le tracce dattiloscopiche diverse da quelle del titolare dell’oreficeria. Un passaggio tecnico per dare una base alle ricerche attraverso le banche dati delle forze dell’ordine. Con la speranza, quasi certezza, che i due complici in fuga abbiano precedenti penali e siano schedati. Si indaga soprattutto in zona, in ambienti che negli ultimi mesi Simone Bernardi, il bandito ucciso da Ferretti nel corso della rapina, avrebbe frequentato ricadendo in tentazione dopo le attività di recupero in carcere dal quale era uscito definitivamente a marzo.
Intanto ieri pomeriggio la Lega Nord si è schierata a fianco del commerciante.
«L’Italia è un far west, ma allo sceriffo non è possibile fare il suo mestiere». Dopo il tentativo di rapina alla gioielleria Ferretti finita con l’uccisione del rapinatore, la Lega Nord si schiera al fianco dell’orefice e chiede una riforma sulla legittima difesa. «Affinché - sottolinea il partito del Carroccio - chi è vittima di rapine o furti abbia la possibilità di difendersi». Come anticipato dal Tirreno, alla conferenza stampa indetta dalla Lega Nord non ha partecipato il gioielliere indagato per omicidio volontario. «Alla prossima però ci sarà», specifica Manuel Vescovi, segretario toscano della Lega Nord. È venuta meno anche la partecipazione di Confesercenti e della sindaca di Cascina Susanna Ceccardi.
«Durante il tentativo di rapina una persona è morta e questo è un dispiacere per tutti, ma in quel negozio c’era un’altra persona che aveva subito già altri tre attacchi e si è difesa», prosegue Vescovi che indica nella legge sulla legittima difesa e nella riforma del diritto penale le priorità per il Paese. «Nel far west c’era la certezza della pena, in Italia no - conclude Francesco Pellati, presidente della Lega Nord Toscana -. A Ferretti esprimiamo la nostra vicinanza, che non è solo politica, ma soprattutto umana».(p.b., d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Intanto ieri pomeriggio la Lega Nord si è schierata a fianco del commerciante.
«L’Italia è un far west, ma allo sceriffo non è possibile fare il suo mestiere». Dopo il tentativo di rapina alla gioielleria Ferretti finita con l’uccisione del rapinatore, la Lega Nord si schiera al fianco dell’orefice e chiede una riforma sulla legittima difesa. «Affinché - sottolinea il partito del Carroccio - chi è vittima di rapine o furti abbia la possibilità di difendersi». Come anticipato dal Tirreno, alla conferenza stampa indetta dalla Lega Nord non ha partecipato il gioielliere indagato per omicidio volontario. «Alla prossima però ci sarà», specifica Manuel Vescovi, segretario toscano della Lega Nord. È venuta meno anche la partecipazione di Confesercenti e della sindaca di Cascina Susanna Ceccardi.
«Durante il tentativo di rapina una persona è morta e questo è un dispiacere per tutti, ma in quel negozio c’era un’altra persona che aveva subito già altri tre attacchi e si è difesa», prosegue Vescovi che indica nella legge sulla legittima difesa e nella riforma del diritto penale le priorità per il Paese. «Nel far west c’era la certezza della pena, in Italia no - conclude Francesco Pellati, presidente della Lega Nord Toscana -. A Ferretti esprimiamo la nostra vicinanza, che non è solo politica, ma soprattutto umana».(p.b., d.r.)
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