Sicurezza
La musica disturba uccelli e roditori: multato ristorante
L’accusa: «Molestie al riposo notturno della fauna». La sanzione del Parco impugnata davanti al giudice
TIRRENIA. Si banchetta in spiaggia con musica e luci che diventano lampi di felicità nel pieno dell’estate. Ma il roditore che vive dall’altra parte della strada, nella pineta, non prende sonno. E anche il rapace notturno viene disturbato dalla musica e da quei raggi che fendono come lame il buio del bosco. L’uomo si diverte, gli animali selvatici restano svegli. Scenario e protagonisti sono raccontati dall’Ente Parco a parziale giustificazione della multa inflitta a uno stabilimento balneare e a un ristorante a Tirrenia “colpevoli” di aver arrecato molestie sonore e visive alla fauna presente tra Tombolo e Coltano. Un conto di 472 euro per aver allestito la serata con musica e luci in assenza di autorizzazione.
A corredo della trasgressione viene ricordato, appunto, il disturbo nei confronti di chi vive nel parco, dai volatili agli animali che restano a terra e scavano tane dove nascondersi. Una sanzione che le titolari delle due attività commerciali non ritengono giusto pagare. E così la sanzione è stata impugnata davanti al Tribunale civile e, rappresentate dall’avvocato Concetta Gugliotta, le imprenditrici sostengono con determinazione l’illegittimità del provvedimento alla base del quale non ci sono esiti fonometrici o strumentali per dire se e quanto i decibel hanno disturbato e in che modo gli animali. Secondo la difesa non sarebbe neanche chiara la fonte dell’inquinamento acustico dal momento che anche in altri stabilimenti vicini ci sono ristoranti che fanno musica.
Un contenzioso che ripete le annose conflittualità tra chi svolge attività commerciali nell’area del parco e l’ente impegnato a vigilare contro gli eccessi a tutela del patrimonio vegetale e animale. Una convivenza che si regge su equilibri precari con esigenze non sempre coincidenti. La storia risale all’estate 2014. Il sopralluogo, in anonimato, delle guardie del parco viene effettuato intorno alle 00,30. Il personale filma l’area del ristorante all’interno dello stabilimento balneare, a ridosso delle dune di sabbia, e nella relazione di servizio scrive che la musica è talmente alta «che non permetteva la normale conversazione tra due individui che camminano fianco a fianco». Secondo le titolari non c’è una rilevazione fonometrica dell’Arpat o di altri enti che accerti il superamento dei limiti di legge. C’è poi l’aspetto del disturbo all’habitat naturale con riferimento agli animali turbati da luci e musica. Infastiditi, secondo il parco, dal rumore che, al contrario, allietava la serata degli umani. Ad avviso dell’Ente proprio quell’attività «produce disturbo e molestie ad animali selvatici del posto, ai loro nidi, tane e dormitori, non potendo gli stessi condurre la normale esistenza naturale (riposto notturno della fauna omeoterma ed ectoterma, attività dei predatori e dei rapaci notturni, nidificazione) incidendo sulle specie animali endemiche».
La guerra dei decibel che disturbano il sonno degli animali si è trasformata in una causa legale. Toccherà ora a un giudice stabilire se il ristorante nello stabilimento balneare quella sera per far divertire i clienti fece restare svegli gli inquilini del bosco.
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