Il Tirreno

Pisa

LA STORIA

Florian e quella morte senza colpevoli al Duomo

Pietro Barghigiani
Il corpo di Florian Gregor Schmidt in Piazza dei Miracoli e in alto lo studente
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Il corpo di Florian Gregor Schmidt in Piazza dei Miracoli e in alto lo studente

Prosciolta la giovane accusata di aver passato il metadone letale allo studente. Il 19enne fu trovato senza vita alle 7 del mattino sul prato di Piazza dei Miracoli

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PISA. Il colpevole, ammesso che ci sia, per ora non finirà sotto processo. L’unica imputata per la morte di Florian Gregor Schmidt, lo studente di 19 anni trovato senza vita alle 7 dell’otto marzo dello scorso anno in Piazza dei Miracoli, ha incassato ieri mattina una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste dal gup, Giulio Cesare Cipolletta. Un verdetto di proscioglimento per il reato di morte per conseguenza di altro delitto. La giovane era accusata dalla Procura di aver passato la dose di metadone, poi rivelatasi fatale per lo studente dell’istituto Russoli. Il legale della 22enne, l’avvocato Francesca Zuccoli, ha dimostrato con una dettaglia indagine difensiva (sostanziale anche il contributo del tossicologo, prof Mario Giusiani) che i due si sono visti l’ultima volta alle 17 del 7 marzo in piazza Manin. Dall’autopsia era emerso che Florian, residente a Montescudaio, aveva assunto la sostanza con cui si intossicò fino al decesso almeno 4-5 ore prima di quando fu trovato il corpo sul prato sotto il leone nel lato ovest del manto erboso. Una differenza di orario che è stata sufficiente a concludere l’udienza con un proscioglimento. La 22enne è stata, comunque, rinviata a giudizio per la cessione del metadone a Florian.

Per questo fronte il legale chiederà la messa alla prova. Un passaggio della sostanza stupefacente che, per i tempi ricostruiti nelle ultime ore di vita di Schmidt, non è stato ritenuto ricollegabile all’assunzione dagli effetti mortali. Per il giudice la giovane va processata perché ha passato la sostanza stupefacente, ma deve essere prosciolta perché non è provato che proprio quella dose di metadone sia stata letale a Florian. La 22enne confermò ai carabinieri di aver passato il pomeriggio con la vittima, ma di non essere stata con lui al momento del malore concluso in tragedia. I due si erano lasciati da ore quando il 19enne, dopo aver vagato per tutta la notte, si era steso sul prato della piazza più famosa del mondo. E qui, intorno alle 7, venne trovato da una signora a passeggio con il cane a ridosso della mura alla cui sommità si staglia la statua del leoncino. Gli investigatori dell'Arma per mesi hanno scavato nella vita dello studente, spirito libero e curioso della vita. L'imputata, consumatrice abituale di sostanze stupefacenti, aveva ammesso di aver passato una minima quantità di metadone a Florian in crisi di astinenza. Poi lo lasciò in piazza Manin, ignara di quello che avrebbe fatto fino a quando non venne trovato morto sul prato di Piazza dei Miracoli.

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