Lutto
Striscioni sotto le mura per rilanciare la vertenza bancarelle
La protesta andata in scena sul prato di piazza dei Miracoli Intanto la categoria denuncia un nuovo tentativo di furto
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PISA. Hanno scelto la festa dei 140 anni del Tirreno per accendere nuovamente i riflettori sulla loro vicenda.
I bancarellai di piazza Manin, in occasione della passeggiata sulle mura organizzata dal Tirreno in collaborazione con il Comune per le celebrazioni della ricorrenza, fiduciosi nella presenza del sindaco, Marco Filippeschi, che in effetti non ha fatto mancare la propria presenza all’inziativa, hanno sistemato due striscioni sul prato proprio sotto il camminamento in quota della mura.
«Il sindaco ha fatto due passi dall’alto – hanno detto Michele Puschi e Gianmarco Boni – e quindi ha potuto vedere bene lo stato di degrado del nostro accampamento di piazza Manin. Poi con questi striscioni gli abbiamo voluto ricordare alcune promesse non mantenute. Innanzitutto – dicono ancora i rappresentanti degli ambulanti del Duomo – cosa ci disse nel 2013 poco dopo il nostro sfratto. E cioè che non sarebbe stato modificato il piano del commercio fino a quando non veniva risolta la questione bancarelle. E per l’attuale piano del commercio i banchi devono stare in piazza dei Miracoli. Ma noi in piazza non ci siamo nonostante i lavori siano finiti da tempo».
I “guai” dei bancarellai pisani sono però anche altri. Anche in questo caso non nuovi. Nella notte tra mercoledì e giovedì si è infatti verificato un nuovo tentativo di furto in un banco con un lungo taglio fatto nella tenda. «Non solo non lavoriamo in piazza Manin – concludono Puschi e Boni – ma dobbiamo rimediare a furti e atti vandalici. Ormai non ce la facciamo più ad andare avanti».
Sul fronte politico, in questi giorni è partita la concertazione obbligatoria tra Comune e associazioni di categoria proprio per il nuovo piano del commercio su aree pubbliche. L’argomento delle bancarelle del Duomo sarà affrontato, probabilmente, nell’ultima riunione fissata per fine mese. In quell’occasione il Comune potrebbe presentare il suo piano di ricollocazione, tenendo presente le richieste pressanti dei bancarellai di andare nell’area del Santa Chiara divisa da un muro da piazza dei Miracoli.
I bancarellai di piazza Manin, in occasione della passeggiata sulle mura organizzata dal Tirreno in collaborazione con il Comune per le celebrazioni della ricorrenza, fiduciosi nella presenza del sindaco, Marco Filippeschi, che in effetti non ha fatto mancare la propria presenza all’inziativa, hanno sistemato due striscioni sul prato proprio sotto il camminamento in quota della mura.
«Il sindaco ha fatto due passi dall’alto – hanno detto Michele Puschi e Gianmarco Boni – e quindi ha potuto vedere bene lo stato di degrado del nostro accampamento di piazza Manin. Poi con questi striscioni gli abbiamo voluto ricordare alcune promesse non mantenute. Innanzitutto – dicono ancora i rappresentanti degli ambulanti del Duomo – cosa ci disse nel 2013 poco dopo il nostro sfratto. E cioè che non sarebbe stato modificato il piano del commercio fino a quando non veniva risolta la questione bancarelle. E per l’attuale piano del commercio i banchi devono stare in piazza dei Miracoli. Ma noi in piazza non ci siamo nonostante i lavori siano finiti da tempo».
I “guai” dei bancarellai pisani sono però anche altri. Anche in questo caso non nuovi. Nella notte tra mercoledì e giovedì si è infatti verificato un nuovo tentativo di furto in un banco con un lungo taglio fatto nella tenda. «Non solo non lavoriamo in piazza Manin – concludono Puschi e Boni – ma dobbiamo rimediare a furti e atti vandalici. Ormai non ce la facciamo più ad andare avanti».
Sul fronte politico, in questi giorni è partita la concertazione obbligatoria tra Comune e associazioni di categoria proprio per il nuovo piano del commercio su aree pubbliche. L’argomento delle bancarelle del Duomo sarà affrontato, probabilmente, nell’ultima riunione fissata per fine mese. In quell’occasione il Comune potrebbe presentare il suo piano di ricollocazione, tenendo presente le richieste pressanti dei bancarellai di andare nell’area del Santa Chiara divisa da un muro da piazza dei Miracoli.
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