Il dolore
l’esperta
«Sostegno psicologico per Ferretti»
Il parere della neurologa e criminologa Giovanna Bellini
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PISA. È una vicenda da trattare e da commentare con equilibrio e grande senso di responsabilità, evitando di farsi prendere dai “rimescolamenti di pancia”. Tra chi riesce a farlo è la dottoressa Giovanna Bellini, neurologa in servizio all'ospedale di Livorno e criminologa dopo aver conseguito il master universitario di secondo livello in Scienze Forensi a La Sapienza di Roma.
«In città – afferma Bellini – è nota la storia del Ferretti, persona tranquilla, in passato già rapinato e ferito gravemente da un rapinatore sempre nel proprio negozio. Non commento nello specifico il terribile fatto di martedì sera, perché non si può scendere nei particolari, sia semplicemente perché allo stesso modo non si può fare una diagnosi di una certa malattia se non si è mai visto il paziente né i suoi esami, sia soprattutto perché le indagini sono in corso, e al momento le uniche carte disponibili sono le notizie riportate dai giornali, che fotografano una verità “da media”. Inoltre, non intendo alimentare i paladini di un fronte politico o l’altro che sfruttano certe notizie, talora enfatizzandone alcuni aspetti piuttosto che elidendone altri a proprio mero vantaggio di parte, ma spesso, a mio avviso, con poca responsabilità sociale».
«Tornando ad un fatto come questo in una piccola città come Pisa, poco avvezza a sparatorie, c'è il rischio – aggiunge Bellini – da una parte che il singolo clamoroso caso assuma dimensioni enormi come impatto sul senso di insicurezza nel cittadino, dall'altra che proprio questo senso di insicurezza si tramuti nell’opinione pubblica in una deriva a domino difficilmente controllabile, con intolleranze anche in altri ambiti».
Veniamo al gioielliere Ferretti. Ecco cosa dice la neurologa e criminologa pisana: «Per quanto riguarda il nostro concittadino, suo malgrado coinvolto in una ennesima situazione di pericolo durante lo svolgimento del proprio lavoro di commerciante, non posso far altro che augurare che la sua posizione venga ufficialmente e tecnicamente chiarita, visto che per quello che ho appreso i fatti sembrano lasciare pochi dubbi. Nell’immediato reputo che lui e sua moglie debbano anzitutto essere sostenuti psicologicamente sia per il trauma subìto che per la pressione a cui saranno inevitabilmente sottoposti dai media e varie forze politiche. Argomenti e dati rispetto al senso di insicurezza e alla legittimità nella difesa personale sono delicati e facilmente manipolabili proprio perché inerenti alla nostre paure più profonde, viscerali, relative all’autoconservazione di noi stessi e dei nostri cari, e proprio per questa loro importanza sociale vanno affrontati con fermezza ma onestà intellettuale, anche per rispetto ai vari Ferretti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«In città – afferma Bellini – è nota la storia del Ferretti, persona tranquilla, in passato già rapinato e ferito gravemente da un rapinatore sempre nel proprio negozio. Non commento nello specifico il terribile fatto di martedì sera, perché non si può scendere nei particolari, sia semplicemente perché allo stesso modo non si può fare una diagnosi di una certa malattia se non si è mai visto il paziente né i suoi esami, sia soprattutto perché le indagini sono in corso, e al momento le uniche carte disponibili sono le notizie riportate dai giornali, che fotografano una verità “da media”. Inoltre, non intendo alimentare i paladini di un fronte politico o l’altro che sfruttano certe notizie, talora enfatizzandone alcuni aspetti piuttosto che elidendone altri a proprio mero vantaggio di parte, ma spesso, a mio avviso, con poca responsabilità sociale».
«Tornando ad un fatto come questo in una piccola città come Pisa, poco avvezza a sparatorie, c'è il rischio – aggiunge Bellini – da una parte che il singolo clamoroso caso assuma dimensioni enormi come impatto sul senso di insicurezza nel cittadino, dall'altra che proprio questo senso di insicurezza si tramuti nell’opinione pubblica in una deriva a domino difficilmente controllabile, con intolleranze anche in altri ambiti».
Veniamo al gioielliere Ferretti. Ecco cosa dice la neurologa e criminologa pisana: «Per quanto riguarda il nostro concittadino, suo malgrado coinvolto in una ennesima situazione di pericolo durante lo svolgimento del proprio lavoro di commerciante, non posso far altro che augurare che la sua posizione venga ufficialmente e tecnicamente chiarita, visto che per quello che ho appreso i fatti sembrano lasciare pochi dubbi. Nell’immediato reputo che lui e sua moglie debbano anzitutto essere sostenuti psicologicamente sia per il trauma subìto che per la pressione a cui saranno inevitabilmente sottoposti dai media e varie forze politiche. Argomenti e dati rispetto al senso di insicurezza e alla legittimità nella difesa personale sono delicati e facilmente manipolabili proprio perché inerenti alla nostre paure più profonde, viscerali, relative all’autoconservazione di noi stessi e dei nostri cari, e proprio per questa loro importanza sociale vanno affrontati con fermezza ma onestà intellettuale, anche per rispetto ai vari Ferretti».
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