Gioco
Firmato a Pisa il contratto delle Fabbricerie italiane
di Enza Chiappone
L’accordo nazionale è stato siglato nella sede dell’Opera della Primaziale Pacini: «L’intesa è il simbolo di come andrebbe gestita la società italiana»
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PISA. È stato firmato martedì scorso il contratto nazionale di lavoro applicato alle fabbricerie italiane. A siglarlo, presso gli uffici dell’Opera della Primaziale Pisana, l’Associazione delle Fabbricerie Italiane, che da Milano a Monreale riunisce ben quindici enti impegnati nella gestione sul territorio degli edifici sacri e dei loro beni, e i rappresentanti nazionali di Fp-Cgil, Cisl-Fps e Uil-Fpl. Il nuovo accordo rappresenta una svolta fondamentale nell’ambito dei beni culturali in quanto, a differenza di quelli ministeriale e di Federculture (unici altri esempi di contratti nazionali nel settore), è stato appositamente pensato per enti che, pur avendo lo stesso fine, si differenziano per peculiarità ed esigenze. «Da quando abbiamo creato l’Associazione delle Fabbricerie Italiane (Afi), abbiamo insistito tanto per arrivare ad una forma contrattuale unica che permettesse di uscire dal marasma dei tanti regimi contrattuali applicati precedentemente dalle singole fabbricerie», dice il presidente dell’Opera della Primaziale e dell’Afi, Pierfrancesco Pacini definendo il nuovo accordo «il simbolo di come andrebbe gestita la società italiana, con due parti in causa che perseguono l’obiettivo comune di agevolare e nobilitare il lavoro». «Il percorso di negoziazione è iniziato diversi anni fa - continua Pacini - ed ha permesso il raggiungimento di notevoli risultati, come la sottoscrizione del primo contratto nazionale per il lavoro per il quadriennio 2008-2011, rinnovato fino al triennio 2015-2017. In tutti questi anni è stato interesse costante delle parti ribadire la centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e adeguare ai cambiamenti legislativi quelle forme di lavoro flessibili che scaturiscono dai servizi che le fabbricerie offrono ai territori». Il nuovo contratto dà una risposta alle esigenze che caratterizzano la vita degli enti responsabili dei beni sacri, da quelli relativi alla gestione dei luoghi di culto e dei loro monumenti a quelli riguardanti la competenza professionale del personale, costituito da oltre un migliaio di addetti. «L’accordo è un grande risultato - commenta Gabriella Di Girolamo della Cisl-Fps -. Aprendo una nuova esperienza di welfare, potrà dare ai lavoratori delle risposte più concrete». Dello stesso avviso Daniele Ilari della Uil-Fpl, che vede nel contratto «una grande opportunità di valorizzazione del mondo dell’arte e della cultura rappresentato dall’Afi». Al giudizio positivo dei colleghi si unisce Alessandro Purificato della Fp-Cgil, che plaude alla «semplificazione introdotta dal contratto» e alle «diverse migliorie di natura economica e sociale introduce».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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