Sicurezza
«Un presidio maggiore del territorio è l’unica risposta»
PISA. «Il sindaco, pur affermando di condividere le valutazioni preoccupate sulla crescita della micro-criminalità, non vuole dare fiato ad un eccessivo allarmismo. “I dati ufficiali - ha...
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PISA. «Il sindaco, pur affermando di condividere le valutazioni preoccupate sulla crescita della micro-criminalità, non vuole dare fiato ad un eccessivo allarmismo. “I dati ufficiali - ha sottolineato - dicono che l’aumento della criminalità a Pisa non è superiore a quello delle città italiane paragonabili alla nostra. Però è indiscutibile che anche a Pisa la percezione del fenomeno e la crescita del senso di insicurezza siano fortemente saliti, fino a toccare punte di allarme come in occasione della sanguinosa rapina al gioielliere Daniele Ferretti”. Il sindaco ha indicato la necessità di incrementare la presenza delle forze dell’ordine nelle zone più critiche della città per lo spaccio della droga, come piazza delle Vettovaglie, via delle Belle Torri, l’area della stazione, le Piagge. La lotta dovrà essere estesa anche all’altra piaga principale, e cioè quella dei furti negli appartamenti». Cronaca del Tirreno del settembre 1999, ma potrebbe essere riproposta pari pari oggi. Sono trascorsi diciotto anni di distanza e da un episodio all’altro che ha visto protagonista, suo malgrado, il gioielliere Ferretti lo scenario sembra non essere cambiato.
Insicurezza reale o solo percezione di insicurezza? Escalation della criminalità o episodi che accadono purtroppo un po’ ovunque? E poi: Pisa che chiede rinforzi, perché gli organici di polizia sono sottodimensionati rispetto alle esigenze di una città che raddoppia ogni giorno la sua vera popolazione.
Il sindaco di allora, estate 1999, quando il gioielliere venne accoltellato nel negozio di via Battelli, era Paolo Fontanelli, oggi deputato di Articolo Uno-Mdp. «Sono parole, quelle di diciotto anni fa, ancora valide», dice. Dopo quell’episodio chiese al ministro dell’Intero, che era Rosa Russo Jervolino, di partecipare ad una riunione straordinaria del comitato per la sicurezza. «Il governo - disse il ministro - non sottovaluta la situazione, anche se indubbiamente a Pisa le cose vanno molto meglio rispetto a tante altre zone della penisola». Non si contano le lettere inviate dal sindaco Filippeschi al ministro Alfano per chiedere un allargamento degli organici delle forze dell’ordine, appello rinnovato anche quando ministro è diventato Minniti.
«La prevenzione si fa con una maggiore presenza sul territorio, questo è indubbio - dice Fontanelli -. Leggo dalle statistiche di prefettura e carabinieri che certi reati non sono in aumento. Però la percezione di insicurezza è in crescita, la società civile si sente più vulnerabile. E l’unica risposta possibile è un incremento di presenza delle forze dell’ordine».
Sul caso specifico di Daniele Ferretti, deputato parla di «un’esasperazione in più dovuta ai precedenti. La legittima difesa è presene nel codice italiano». Fontanelli ribadisce di essere contrario alle affermazioni di Matteo Salvini («non siamo nel Far West») e su questo aggiunge: «Occorre stare attenti perché non passi l’idea che ognuno si difende da sé. Un atteggiamento del genere indebolisce il clima sociale e le responsabilità che invece ha lo Stato nelle funzioni di difesa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Insicurezza reale o solo percezione di insicurezza? Escalation della criminalità o episodi che accadono purtroppo un po’ ovunque? E poi: Pisa che chiede rinforzi, perché gli organici di polizia sono sottodimensionati rispetto alle esigenze di una città che raddoppia ogni giorno la sua vera popolazione.
Il sindaco di allora, estate 1999, quando il gioielliere venne accoltellato nel negozio di via Battelli, era Paolo Fontanelli, oggi deputato di Articolo Uno-Mdp. «Sono parole, quelle di diciotto anni fa, ancora valide», dice. Dopo quell’episodio chiese al ministro dell’Intero, che era Rosa Russo Jervolino, di partecipare ad una riunione straordinaria del comitato per la sicurezza. «Il governo - disse il ministro - non sottovaluta la situazione, anche se indubbiamente a Pisa le cose vanno molto meglio rispetto a tante altre zone della penisola». Non si contano le lettere inviate dal sindaco Filippeschi al ministro Alfano per chiedere un allargamento degli organici delle forze dell’ordine, appello rinnovato anche quando ministro è diventato Minniti.
«La prevenzione si fa con una maggiore presenza sul territorio, questo è indubbio - dice Fontanelli -. Leggo dalle statistiche di prefettura e carabinieri che certi reati non sono in aumento. Però la percezione di insicurezza è in crescita, la società civile si sente più vulnerabile. E l’unica risposta possibile è un incremento di presenza delle forze dell’ordine».
Sul caso specifico di Daniele Ferretti, deputato parla di «un’esasperazione in più dovuta ai precedenti. La legittima difesa è presene nel codice italiano». Fontanelli ribadisce di essere contrario alle affermazioni di Matteo Salvini («non siamo nel Far West») e su questo aggiunge: «Occorre stare attenti perché non passi l’idea che ognuno si difende da sé. Un atteggiamento del genere indebolisce il clima sociale e le responsabilità che invece ha lo Stato nelle funzioni di difesa».
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