Il Tirreno

Pisa

La gente ha paura «Organizziamoci» 

di Francesco Loi
La gente ha paura «Organizziamoci» 

Raccolta di firme del comitato di quartiere Pratale-Don Bosco

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PISA. «Temevamo che qualcosa potesse succedere, è da un po’ che le cose non vanno in questa zona». Il quartiere di Pratale è scosso dopo la rapina alla gioielleria di via Battelli finita nel sangue. La solidarietà nei confronti di Daniele Ferretti si mescola alla preoccupazione. «Ci sono due persone in fuga, chiudiamoci in casa», si consigliava via social già martedì sera dopo il fattaccio. Un tam tam di paura. Ma non è da ora che questa sensazione si è impadronita del quartiere Pratale-Don Bosco. «È da un anno e mezzo che la percezione di insicurezza è cresciuta. Prima non era così. Forse da altre parti certe persone sono state “disturbate” e sono arrivate qui dove tutto era più tranquillo, e di sera anche troppo», dice Andrea Maltagliati, residente della zona, una delle “sentinelle” di “Caffè Tirreno”. «Qualche giorno fa hanno rotto il vetro del mio furgoncino perché dentro avevo lasciato la busta della spesa», racconta. Un episodio non paragonabile a quello di Ferretti, ma significativo per un quartiere non abituato alla delinquenza.

«E pensare che in linea d’aria la questura dista poche centinaia di metri, ma anche la caserma della polizia stradale è vicina, accanto al carcere Don Bosco», sottolinea una signora. «Le esigenze sono ben altre», interviene Francesco Malasoma, altra “sentinella”. «Vediamo che nell’area del Ctp 5 sarà distaccato un presidio dei carabinieri, ma alle Piagge. Il territorio della circoscrizione - aggiunge - è troppo grande, quella di Pratale-Don Bosco è una realtà ben diversa da Cisanello o le Piagge. La sede del Ctp 5 è in largo Petrarca, a Don Bosco. Anche lì servirebbe un presidio: sappiamo che è difficile ottenerlo, ma episodi tragici come questi è evidente che richiedano uno sforzo ed un’attenzione particolari».

Il comitato di quartiere si è organizzato abbastanza di recente e proprio i temi della sicurezza sono stati la molla principale. Un gruppo Whatsapp è già attivo. E da un paio di mesi è in corso una raccolta di firme per arrivare all’attivazione dello “sguardo di vicinato” via chat, collegato direttamente con la polizia. Infatti il comitato ha intenzione di presentare nelle mani del questore le firme raccolte. Uno scambio di idee in questo senso è avvenuto anche ieri durante la festa per i 140 anni del Tirreno. Un incontro tra “sentinelle”, tra cui una di Riglione, Maurizio Lombardi, che è anche il referente della questura per lo “sguardo di vicinato” di Riglione e Oratoio. «Un’iniziativa che abbiamo deciso di prendere dopo anni di furti nelle abitazioni - spiega -. Siamo una settantina di persone. Ognuno rappresenta uno sguardo nella propria strada e segnala le situazioni sospette. Noi siamo l’interfaccia diretta dei cittadini con la questura». Un’esperienza ai primi passi che sembra promettere bene. Anche il comitato Pratale-Don Bosco vuole imboccare la stessa strada. «Dobbiamo prendere qualche iniziativa per sostenere Ferretti e per il quartiere», preannuncia Guido Cervelli, un’altra “sentinella”. Si ipotizza una fiaccolata. Da tempo peraltro il comitato vuole organizzare, d’intesa con il Ctp 5, una riunione nella sede di largo Petrarca sulla sicurezza. Con la presenza di questore, prefetto e sindaco. Già la prossima riunione sul bilancio partecipato potrebbe essere un’occasione di confronto.

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