Il Tirreno

Pisa

«I banditi a bordo della mia auto»  

di Danilo Renzullo
«I banditi a bordo della mia auto»  

Il veicolo probabilmente usato dai malviventi è stato rubato tra domenica e lunedì vicino all’ex Draga 

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PISA. «È vero, l’auto è stata ritrovata e questa la posso considerare una nota positiva, ma è stata usata in una circostanza orribile in cui un uomo è stato ucciso e una famiglia distrutta».

Potrebbe essere l’auto usata dai banditi per arrivare in via Battelli la chiave di volta per le indagini che gli inquirenti stanno portando avanti per ricostruire l’esatta dinamica della rapina e gli spostamenti effettuati dai banditi prima di raggiungere il luogo della tanta rapina. Impronte digitali, oggetti e probabilmente documenti. I rapinatori avrebbe potuto lasciare nell’auto tutto quello non necessario all’irruzione armata nella gioielleria e nascondere nel mezzo documenti o altri materiali che avrebbero potuto far risalire facilmente alla propria identità. L’auto - quasi sicuramente quella usata dai malviventi per giungere nei pressi della gioielleria Ferretti - è stata sequestrata nella serata di martedì, a poche ore di distanza dalla rapina finita in tragedia. I carabinieri hanno infatti notato nel parcheggio lungo il Fosso del Mulino, accuratamente posteggiata, una Fiat Panda di colore grigio metallizzato. Dall’analisi della targa, l’auto è risultata rubata. La sua sparizione è stata denunciata il giorno precedente alla stazione dei militari di Marina di Pisa da Camilla Baldi, giovane studentessa dell’Università di Pisa originaria di un paese in provincia di Asti che, seppur molto marginalmente, potrebbe trasformarsi nell’ennesima “vittima” della rapina. «Domenica sera ho parcheggiato l’auto su lungarno Guadalongo - racconta -. Lunedì sono andata nei pressi dell’ex Draga per recuperarla e andare a lavorare a Marina e, in un misto di stupore ed amarezza, mi sono resa conto che non c’era più. Ho chiamato i vigili urbani pensando ad un sequestro amministrativo per qualche infrazione commessa e invece no. Ho quindi denunciato la scomparsa ai carabinieri».

Le speranze di recuperare l’auto sono riaffiorate nella tarda serata di martedì, quando dalle foto pubblicate online dai giornali la studentessa ha riconosciuto la sua macchina. «Nelle foto, la targa era stata oscurata - prosegue la studentessa piemontese -, ma ho riconosciuto degli oggetti lasciati al suo interno». Gli accertamenti sul veicolo potrebbero risultare decisivi, anche per l’individuazione dei due banditi che si sono dati alla fuga. Il furto dell’auto nella notte tra domenica e lunedì e il tentativo di colpo andato in scena il giorno successivo potrebbe far pensare ad un’azione pianificata da giorni. E a banditi presenti già da tempo in città o comunque a conoscenza di posti e luoghi dove poter entrare in possesso di un mezzo. «L’auto è stata probabilmente in una vicenda gravissima, conclusasi con una persona morta e una famiglia distrutta - conclude Baldi -. Non ho chiamato i carabinieri per avere informazioni, perché in questo caso è giusto rispettare i tempi delle indagini e chi le sta portando avanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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