Lutto
Commercianti infuriati con l’ordinanza anti tavolini
Per la Luminara dovranno rimuovere tutti gli arredi esterni lungo le vie di fuga «Comunicazione tardiva» denunciano. A rischio gli incassi della giornata di festa
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PISA. La burrasca di San Ranieri si abbatte sui commercianti del centro storico ancor prima della Luminaria.
Per questioni di sicurezza e per garantire vie di fuga in caso di attentati terroristici, tavoli, sedie, ombrelloni ed in alcuni casi pedane, devono essere rimossi dai porticati e dalla sede stradale di Borgo Stretto, Borgo Largo, via Oberdan, e Corso Italia solo per citare alcune vie del centro. Tutti gli esercenti colpiti da questa ordinanza sono pronti ad adire le vie legali a causa del provvedimento comunicato in maniera alquanto tardiva e cioè a soli due giorni dalla notte di San Ranieri.
L’indicazione data dal prefetto Attilio Visconti risale ad una riunione del comitato per la sicurezza del 6 giugno. Tale indicazione viene recepita con ordinanza sindacale, il 10 giugno. La comunicazione ai diretti interessati avviene il 14 giugno ma come da noi riscontrato, la consegna brevi manu ad alcuni esercizi commerciali non era ancora avvenuta alle 14. Tutto a macchia di leopardo. Gli addetti alla consegna di questo provvedimento, stando alle testimonianze dei commercianti, non rispondevano a nessuna delle loro domande di chiarimento, trincerandosi dietro ad un semplice «siamo solo incaricati della consegna».
«Abbiamo ordinato come ogni anno un grande quantitativo di cibo e bevande e li abbiamo pagati. Senza tavoli e sedie perderemo almeno la metà dell’incasso a favore di quei bar dove la gente può sedersi» dicono i commercianti. «Se vi siete mossi tardi, sta a voi rimuovere le pedane e prenderle in custodia chiamando apposite ditte» dice un esercente di via Cavour. Di fatto, gli esercenti si sono ritrovati a dover togliere fioriere, sedie, tavoli, ombrelloni dall’oggi al domani. «E dove li mettiamo? » sbottano. Se mettono tutto dentro il negozio, per forza di cose devono chiudere. L’ordinanza non è chiara sul fatto se sia consentito tenere i banchetti con birre, panini e quant’altro davanti al locale. Si scrive solo che devono essere rimossi tutti gli arredi oggetto di autorizzazione di occupazione di suolo pubblico. «Come vedo un abusivo che vende merce qui in Borgo faccio causa al Comune» dice un commerciante. Facendo i conti della serva gli esercenti nella sola serata della Luminaria, incassano quasi quanto in mese. «Si tirava il fiato per pagare le due successive mensilità di occupazione di suolo pubblico»: dicono. «Se questi provvedimenti sono stati presi dopo i fatti di Nizza, Londra e Torino, tutti si sono mossi con una lentezza inusitata ed i danni si conteggiano e si pagano, e tanto vale non farla la Luminaria» concludono amaramente i commercianti.
Sul tema arriva la proposta di Confcommercio che ha scritto a Sindaco di Pisa e Sepi. «Chiediamo di riconsiderare l’orario della prescrizione che vieta l’utilizzo dei tavolini – spiega il direttore Federico Pieragnoli – utilizzo che nel provvedimento è vietato sin dalle ore 15. Si tratta di una penalizzazione troppo pesante. Non chiediamo la luna: si tratta di posticipare la rimozione degli arredi a partire dalle 21, nel momento in cui effettivamente l’afflusso di gente inizia a diventare estremamente significativo».
Carlo Venturini
Per questioni di sicurezza e per garantire vie di fuga in caso di attentati terroristici, tavoli, sedie, ombrelloni ed in alcuni casi pedane, devono essere rimossi dai porticati e dalla sede stradale di Borgo Stretto, Borgo Largo, via Oberdan, e Corso Italia solo per citare alcune vie del centro. Tutti gli esercenti colpiti da questa ordinanza sono pronti ad adire le vie legali a causa del provvedimento comunicato in maniera alquanto tardiva e cioè a soli due giorni dalla notte di San Ranieri.
L’indicazione data dal prefetto Attilio Visconti risale ad una riunione del comitato per la sicurezza del 6 giugno. Tale indicazione viene recepita con ordinanza sindacale, il 10 giugno. La comunicazione ai diretti interessati avviene il 14 giugno ma come da noi riscontrato, la consegna brevi manu ad alcuni esercizi commerciali non era ancora avvenuta alle 14. Tutto a macchia di leopardo. Gli addetti alla consegna di questo provvedimento, stando alle testimonianze dei commercianti, non rispondevano a nessuna delle loro domande di chiarimento, trincerandosi dietro ad un semplice «siamo solo incaricati della consegna».
«Abbiamo ordinato come ogni anno un grande quantitativo di cibo e bevande e li abbiamo pagati. Senza tavoli e sedie perderemo almeno la metà dell’incasso a favore di quei bar dove la gente può sedersi» dicono i commercianti. «Se vi siete mossi tardi, sta a voi rimuovere le pedane e prenderle in custodia chiamando apposite ditte» dice un esercente di via Cavour. Di fatto, gli esercenti si sono ritrovati a dover togliere fioriere, sedie, tavoli, ombrelloni dall’oggi al domani. «E dove li mettiamo? » sbottano. Se mettono tutto dentro il negozio, per forza di cose devono chiudere. L’ordinanza non è chiara sul fatto se sia consentito tenere i banchetti con birre, panini e quant’altro davanti al locale. Si scrive solo che devono essere rimossi tutti gli arredi oggetto di autorizzazione di occupazione di suolo pubblico. «Come vedo un abusivo che vende merce qui in Borgo faccio causa al Comune» dice un commerciante. Facendo i conti della serva gli esercenti nella sola serata della Luminaria, incassano quasi quanto in mese. «Si tirava il fiato per pagare le due successive mensilità di occupazione di suolo pubblico»: dicono. «Se questi provvedimenti sono stati presi dopo i fatti di Nizza, Londra e Torino, tutti si sono mossi con una lentezza inusitata ed i danni si conteggiano e si pagano, e tanto vale non farla la Luminaria» concludono amaramente i commercianti.
Sul tema arriva la proposta di Confcommercio che ha scritto a Sindaco di Pisa e Sepi. «Chiediamo di riconsiderare l’orario della prescrizione che vieta l’utilizzo dei tavolini – spiega il direttore Federico Pieragnoli – utilizzo che nel provvedimento è vietato sin dalle ore 15. Si tratta di una penalizzazione troppo pesante. Non chiediamo la luna: si tratta di posticipare la rimozione degli arredi a partire dalle 21, nel momento in cui effettivamente l’afflusso di gente inizia a diventare estremamente significativo».
Carlo Venturini
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