Proteste
Prescrizione, chiuso il processo all’ex assessore
Marco Betti era accusato di aver favorito indebitamente finanziamenti pubblici a società private
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PISA. Il processo all’ex assessore regionale Marco Betti, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta sulla “malagestione” dei rifiuti, non si farà. Nel frattempo – lo scandalo Cermec e ErreErre di Massa, che aveva travolto politici e imprenditori è della fine 2010 inizio 2011 – è intervenuta la prescrizione del reato (inizialmente era stata contestata anche l’associazione a delinquere con quasi venti persone indagate).
Ieri così è stata scritta una brutta pagina che riguarda il sistema giudiziario. Perché alle parti coinvolte era abbastanza chiaro che la competenza territoriale sarebbe stata del tribunale di Pisa e non di quello di Massa, anche se l’inchiesta era partita dalla Procura di quella città. Un’ordinanza del Gup del tribunale di Massa già nel gennaio del 2013 aveva ravvisato la necessità di “trasferire” il processo a Pisa.
In quell’occasione il giudice aveva stralciato la posizione dell’ex assessore regionale Betti e dell’ingegnere pisano Carlo Grassi proprio per la questione della competenza territoriale.
L’ex assessore, che si è sempre difeso respingendo le accuse e dicendosi pronto a dimostrare la sua estraneità ai fatti anche in sede di dibattimento, era accusato di avere indebitamente favorito l’erogazione di finanziamenti pubblici a favore di Cermec ed ErreErre, ottenendo come ricompensa l’assunzione del figlio in Delca spa (la società di Domenico Del Carlo, uno dei principali imputati di questa inchiesta, che aveva sede a Vicopisano). Reati che si sarebbero consumati nella sede di Delca e, quindi, di competenza del tribunale di Pisa.
Per tutto questo tempo, cioè dal gennaio 2013 il fascicolo deve avere viaggiato ad una velocità molto lenta, per responsabilità che evidentemente sono da ricercare in più settori. Il rinvio a giudizio di Betti è stato deciso dal Gip del Tribunale di Pisa Elsa Iadaresta a novembre scorso.
Il processo, che doveva iniziare ieri mattina, è stato aperto e chiuso per intervenuta prescrizione del reato. Ovviamente non c’è stata alcuna sorpresa da parte di Betti che ne era a conoscenza.
La vicenda è quindi stata liquidata in cinque minuti. Betti non ha nascosto di avere vissuto questi anni con grande amarezza e sentendosi messo sotto accusa senza una reale motivazione. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ieri così è stata scritta una brutta pagina che riguarda il sistema giudiziario. Perché alle parti coinvolte era abbastanza chiaro che la competenza territoriale sarebbe stata del tribunale di Pisa e non di quello di Massa, anche se l’inchiesta era partita dalla Procura di quella città. Un’ordinanza del Gup del tribunale di Massa già nel gennaio del 2013 aveva ravvisato la necessità di “trasferire” il processo a Pisa.
In quell’occasione il giudice aveva stralciato la posizione dell’ex assessore regionale Betti e dell’ingegnere pisano Carlo Grassi proprio per la questione della competenza territoriale.
L’ex assessore, che si è sempre difeso respingendo le accuse e dicendosi pronto a dimostrare la sua estraneità ai fatti anche in sede di dibattimento, era accusato di avere indebitamente favorito l’erogazione di finanziamenti pubblici a favore di Cermec ed ErreErre, ottenendo come ricompensa l’assunzione del figlio in Delca spa (la società di Domenico Del Carlo, uno dei principali imputati di questa inchiesta, che aveva sede a Vicopisano). Reati che si sarebbero consumati nella sede di Delca e, quindi, di competenza del tribunale di Pisa.
Per tutto questo tempo, cioè dal gennaio 2013 il fascicolo deve avere viaggiato ad una velocità molto lenta, per responsabilità che evidentemente sono da ricercare in più settori. Il rinvio a giudizio di Betti è stato deciso dal Gip del Tribunale di Pisa Elsa Iadaresta a novembre scorso.
Il processo, che doveva iniziare ieri mattina, è stato aperto e chiuso per intervenuta prescrizione del reato. Ovviamente non c’è stata alcuna sorpresa da parte di Betti che ne era a conoscenza.
La vicenda è quindi stata liquidata in cinque minuti. Betti non ha nascosto di avere vissuto questi anni con grande amarezza e sentendosi messo sotto accusa senza una reale motivazione. (s. c.)
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