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Le femministe in lotta si riprendono la Limonaia

Le femministe in lotta si riprendono la Limonaia

PISA. Dopo la “riapertura” dell’ex centro di prima accoglienza di via Garibaldi, è la volta della Limonaia. Ieri, un gruppo di femministe, ha violato i sigilli apposti sullo stabile di vicolo del...

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PISA. Dopo la “riapertura” dell’ex centro di prima accoglienza di via Garibaldi, è la volta della Limonaia. Ieri, un gruppo di femministe, ha violato i sigilli apposti sullo stabile di vicolo del Ruschi dopo lo sgombero dello scorso 3 maggio. «Uno sgombero violento motivato anche da una perizia di inagibilità dello spazio che non risulta agli atti giudiziari», contestano gli occupanti che hanno ripreso “possesso” della struttura di proprietà dell’ex Provincia. «La Limonaia è di nuovo Zona Rosa: uno spazio safe e femminista - sottolineano le occupanti -. In questo mese in cui ci siamo trovate fuori dalla Limonaia non ci siamo fermate. Abbiamo continuato a tenere attivi i nostri sportelli antiviolenza e di informazione medica, abbiamo supportato le donne della Mala Servanen Jin nella loro rioccupazione di uno spazio abitativo e femminista (l’ex centro di via Garibaldi, ndr). Oggi (ieri per chi legge, ndr) anche noi torniamo a casa. Il nostro percorso parte dalla volontà di decidere sui nostri corpi e sulle nostre vite e quindi anche su uno spazio che abbiamo riqualificato e reso vivo».

Dopo l’occupazione è partita la richiesta di incontro con l’amministrazione provinciale e con quella comunale per aprire «un dialogo costruttivo» sulla Limonaia e sugli altri spazi inseriti nel piano di alienazione dell’ex ente di piazza Vittorio Emanuele. «Al Comune chiediamo invece un confronto con queste esperienze cittadine, perché - prosegue il gruppo di occupanti - non è più possibile trattare il movimento femminista come una questione di ordine pubblico».

Con una nota, l’amministrazione comunale e quella provinciale rispondono con una chiusura alle richieste delle occupanti. «Non sono previste, né si possono prevedere, “trattative” del Comune e della Provincia con chi fa azioni fuori dalla legalità che sono perseguibili e perseguite d’ufficio dall’autorità giudiziaria e che, date le condizioni degli immobili illegalmente occupati, possono produrre anche un rischio per l'incolumità delle persone che vi fanno accesso. Comune e Provincia - proseguono i due enti - continueranno a sviluppare i percorsi già deliberati e intrapresi per fare i recuperi e la messa a norma degli immobili per destinarli a iniziative di utilità collettiva, in modo diretto o indiretto, assegnandoli con i procedimenti pubblici previsti dalla legge».

Questo pomeriggio il movimento sfilerà accanto alle altre decine di associazioni, collettivi e sigle sociali cittadine che si ritroveranno alle 16.30 in piazza Mazzini per un corteo che raggiungerà piazza XX Settembre per rivendicare «risposte alle tante vertenze sociali aperte». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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