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Pisa

Campo Progressista: primarie inevitabili 

Campo Progressista: primarie inevitabili 

«Rapporto con la città da ricostruire, serve un cambio di passo Basta con sindaci pre-individuati e con gli assessori a vita»

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PISA. «A Pisa coalizione solo su programmi condivisi e primarie per il sindaco». Si stringe il cerchio sui candidati Pd a sindaco, ma anche tra i (possibili) alleati. A muovere le acque è Campo Progressista, che lancia messaggi diretti a Pd e attuali forze di maggioranza («basta assessori a vita») ed a sinistra («no a partiti del rancore»), mentre a Roma l’1 luglio Giuliano Pisapia presenterà il nuovo centrosinistra: «Non un accrocchio tra partitini già esistenti, ma un progetto politico di governo in discontinuità con gli ultimi dieci anni».

Il movimento di Pisapia può contare già sull’adesione del vicesindaco di Vecchiano Lorenzo Del Zoppo, degli ex coordinatori di Sel Francesco Cecchetti, Luca Panicucci e Paolo Fornai, dell’ex assessore Dario Danti e del presidente dell’associazione “Pisa e il Mondo”, Massimiliano Bacchiet. «Costruire il centrosinistra anche nel nostro territorio - si legge in una nota - significa anzitutto prendere coscienza di una difficoltà reale di rapporto tra l’attuale amministrazione comunale e la città. Manca un’attenzione nei confronti dei quartieri, a cominciare da molte questioni del programma di mandato ancora disattese. Un’asfaltatura non fa primavera».

Per Campo Progressista «serve un cambiamento radicale, vogliamo evitare che si ripetano vecchie logiche: no a sindaci pre-individuati altrove. Servono le primarie di coalizione, a maggior ragione oggi che l’attuale sindaco non potrà più ricandidarsi. Servirà discontinuità anche nella composizione della futura giunta: basta con gli assessori a vita. Tutto questo lo diciamo non per fare testimonianza, ma per andare al governo della città allargando il campo con progetti civici e di partecipazione dei cittadini, perché non servono partiti camuffati da liste civiche e nemmeno liste civiche àncora di salvataggio di chi non vuole mai uscire di scena. Se il cambio di passo che proponiamo non si realizzerà la consegna della città alla destra o ai populisti ci appare inevitabile».

Per questo motivo, «Campo Progressista crede che la vera alleanza politica vada fatta con i cittadini, evitando di costruire una coalizione che si risolva solo nella formula PdR, che si può leggere sia come Partito di Renzi, ma anche come Partito del Rancore. Stesso rischio che vediamo prefigurarsi a livello nazionale con una polarizzazione tra un Pd che con la legge proporzionale guarda giocoforza alle “larghe intese” con Forza Italia e una lista che punta alla riunione di tutto ciò che esiste a sinistra del Pd solo con il collante dell’antirenzismo». (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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