Il dolore
protagonisti/2
«Tra noi grande armonia e grinta da vendere»
PISA. Lavora tutto il giorno alla Coop e la sera, per ben tre giorni alla settimana, si allena con gli amici nella palestra del San Francesco, squadra di cui fa parte da ormai quattro anni. Dei ritmi...
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PISA. Lavora tutto il giorno alla Coop e la sera, per ben tre giorni alla settimana, si allena con gli amici nella palestra del San Francesco, squadra di cui fa parte da ormai quattro anni. Dei ritmi di cui non è proprio felice la fidanzata Marianna, «che ogni tanto si lamenta, ma che al tempo stesso mi supporta». Davide Pugliese, detto Davidino per la sua altezza, trentatreenne di Massa residente a Pisa da diversi anni, si è avvicinato al Gioco del Ponte per caso, spinto dagli amici che lo «pressavano» già da parecchio tempo. «Nel 2011 sono montato sul ponte con i Satiri e, nonostante la squadra fosse stata messa in piedi all’ultimo momento da quelli del San Michele, l’esperienza del carrello mi è piaciuta davvero tanto. Così, l’anno dopo, ho bussato alle porte del San Francesco insieme ai miei amici Jonathan e Samuele, e da quel momento vi sono rimasto». Nella magistratura di Tramontana capitanata allora da Antonio Pucciarelli, Davidino racconta infatti di aver trovato un ambiente accogliente e stimolante, un gruppo di persone affiatato che diventa per lui una sorta di seconda famiglia. «Antonio mi ha insegnato tanto, sia la tecnica che la tenacia, e gliene sarò sempre grato – ha detto riferendosi al suo ex capitano – ma anche se quest’anno non è più alla guida del San Francesco, la squadra è ripartita alla grande. Si è creata infatti una bella armonia perché il nostro è un gruppo composto in prevalenza da ragazzi giovani, con tanta voglia di fare e in cui anche le nuove leve, come Fondelli e Chiavistelli, hanno dimostrato di avere grinta da vendere». Dunque, sebbene racconti che qualcuno là fuori li dia quasi per spacciati, Davide non vede l’ora di salire sul ponte e trasformare in forza tutta la passione che lo anima da quando ha provato per la prima volta il carrello, nella speranza di riprovare anche quest’anno l’ «indescrivibile emozione» sperimentata tanto l’anno scorso quanto in occasione della sua prima vittoria. (e.c.)
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