Il dolore
incendi
«Rischio reale e molto alto: tutti devono collaborare»
CALCI. Sos contro gli incendi. «Bisogna che tutti i cittadini si attivino collaborando per loro stessi e gli altri. Esiste il rischio gravissimo, che non ha precedenti, che gli incendi creino...
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CALCI. Sos contro gli incendi. «Bisogna che tutti i cittadini si attivino collaborando per loro stessi e gli altri. Esiste il rischio gravissimo, che non ha precedenti, che gli incendi creino disastri. Stiamo correndo un gravissimo pericolo».
L’invito, diventato un appello alto e forte, arriva dal Comune di Calci, che sovrintende in primis il territorio del Monte Pisano, teatro in passato di roghi terribili. Prima dell’assemblea pubblica convocata ieri in municipio, il sindaco Massimiliamo Ghimenti, con l’assessore Giovanni Sandroni, d’intesa con Alessio Piccioli, presidente Cai di Pisa, hanno tenuto una conferenza stampa. Fabio Casella, coordinatore “storico” del settore forestale, ha fatto il punto della situazione non nascondendosi dietro cortine fumogene. «Da sei mesi - dice Casella - viviamo un fenomeno di siccità eccezionale. Altri fattori fanno temere complicazioni. Va considerato il mutare delle stagioni. Anche i venti, per esempio, cambiano continuamente direzione. C’è lo spostamento di masse d’aria da un momento all’altro. Il clima è molto cambiato. Non va trascurato il dato di fatto che è cresciuto non di poco il combustibile, cioè la quantità di residuato del sottobosco, il materiale secco che un tempo serviva per riscaldamento e come concime. Non va dimenticato infine che sono di più i frequentatori del bosco, che non sono solo cacciatori e cercatori di funghi».
«Ognuno faccia la sua parte» hanno ripetuto il sindaco e gli altri. Nelle riunioni di frazione già sono state fornite specifiche raccomandazioni. «La protezione civile - è stato sottolineato - è fatta soprattutto dai cittadini, prima ancora delle istituzioni. Quando il fuoco si alza di oltre venti metri, è calamità e sfugge a un controllo ragionevole».
Il fuoco, oltre a distruggere bellezze ambientali e paesaggistiche, provoca dissesti idrogeologici. Un motivo in più per mobilitarsi in un’opera di prevenzione generale. Va ricordato che è in vigore il divieto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali, che rimarrà in vigore fino al 31 agosto, salvo proroghe.
Pierluigi Ara
L’invito, diventato un appello alto e forte, arriva dal Comune di Calci, che sovrintende in primis il territorio del Monte Pisano, teatro in passato di roghi terribili. Prima dell’assemblea pubblica convocata ieri in municipio, il sindaco Massimiliamo Ghimenti, con l’assessore Giovanni Sandroni, d’intesa con Alessio Piccioli, presidente Cai di Pisa, hanno tenuto una conferenza stampa. Fabio Casella, coordinatore “storico” del settore forestale, ha fatto il punto della situazione non nascondendosi dietro cortine fumogene. «Da sei mesi - dice Casella - viviamo un fenomeno di siccità eccezionale. Altri fattori fanno temere complicazioni. Va considerato il mutare delle stagioni. Anche i venti, per esempio, cambiano continuamente direzione. C’è lo spostamento di masse d’aria da un momento all’altro. Il clima è molto cambiato. Non va trascurato il dato di fatto che è cresciuto non di poco il combustibile, cioè la quantità di residuato del sottobosco, il materiale secco che un tempo serviva per riscaldamento e come concime. Non va dimenticato infine che sono di più i frequentatori del bosco, che non sono solo cacciatori e cercatori di funghi».
«Ognuno faccia la sua parte» hanno ripetuto il sindaco e gli altri. Nelle riunioni di frazione già sono state fornite specifiche raccomandazioni. «La protezione civile - è stato sottolineato - è fatta soprattutto dai cittadini, prima ancora delle istituzioni. Quando il fuoco si alza di oltre venti metri, è calamità e sfugge a un controllo ragionevole».
Il fuoco, oltre a distruggere bellezze ambientali e paesaggistiche, provoca dissesti idrogeologici. Un motivo in più per mobilitarsi in un’opera di prevenzione generale. Va ricordato che è in vigore il divieto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali, che rimarrà in vigore fino al 31 agosto, salvo proroghe.
Pierluigi Ara
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