La manifestazione
Quella slide "galeotta" con la ruota
Pisa: imbarazzo tra Comune e Università alla conferenza sugli scavi archeologici
PISA. I Bagni di Nerone rischiano di essere una doccia gelata ed imbarazzante tra Università e Comune. Tutto nasce da una slide galeotta che è stata mostrata in una conferenza stampa a Palazzo Gambacorti davanti all’assessore Andrea Serfogli e al sovrintendente Andrea Muzzi da parte della professoressa Maria Letizia Gualandi, direttrice degli scavi dell’area delle Terme di Nerone in largo del Parlascio. La slide incriminata, mostrata quindi in un’occasione pubblica ed ufficiale, è quella conclusiva della presentazione della campagna di scavi e mostra una Piazza dei Miracoli con sullo sfondo la ruota panoramica ormai delle chimere, più che dei sogni, visto che non si farà più. La slide con il fotoritocco della ruota a ridosso della Torre portava la scritta: “...una cosa è valorizzare, un’altra cosa è trasformare la città in un luna park».
A Palazzo Gambacorti l’accostamento della ipotetica ruota alla trasformazione delle città in un luna park dev’essere evidentemente sfuggita. Poi però è stata davvero poco gradita. «Ma come - si sente dire nei corridoi di Palazzo Gambacorti - il Comune promuove e finanzia con 40mila euro questo scavo archeologico e ci dobbiamo sentire derisi su un progetto, quello della ruota, che nulla ci azzecca con i Bagni di Nerone, progetto che neppure si farà più?».
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Si pensava in un primo momento che quella slide fosse stata uno scherzo, finita lì come bozza malandrina che ha approfittato di un “buco” di Windows per infilarsi dentro una presentazione ufficiale.
Abbiamo intercettato la professoressa Gualandi alla Gipsoteca dell’Ateneo e si è subito mostrata sorpresa della reazione captata e arrivata anche a lei da Palazzo Gambacorti. «La slide voleva essere provocatoria, ma non offensiva o irriguardosa nei confronti della pubblica amministrazione». La docente ci mostra infatti altre slide in cui si elogia l’opportunità e la bontà di altri interventi messi in atto dal Comune, a cominciare dal recupero delle mura e della passeggiata in quota. «Mi dispiace aver creato un qualche imbarazzo, forse non era opportuna quella slide finale, ma era in qualche modo scherzosa e voleva sottolineare che gli archeologi vogliono recuperare e valorizzare il patrimonio di una città senza bloccarne lo sviluppo economico come purtroppo si faceva qualche decennio fa». E subito dopo aggiunge: «C’è così tanto da valorizzare di quanto già esiste che mi sembra del tutto inutile impegnarsi in nuove opere di pseudo modernità che lasciano il tempo che trovano, mentre invece dovremmo concentrarci nell’indagare, ricercare e valorizzare quello che già c’è e che non è ancora venuto alla luce».
Ed infatti Serfogli, tornando agli scavi per i Bagni di Nerone, ribadisce: «Si tratta di un investimento di 40mila euro che servirà sia a scoprire qualcosa di più sulla nostra storia, sia ad avere gli elementi per ragionare sui recuperi previsti nella zona, in particolare la riqualificazione del Bastione del Parlascio che si legherà all’intervento effettuato sulle antiche mura con l’apertura del camminamento in quota e del nuovo parco verde intorno». E su questo punto, le Terme di Nerone rilassano tutti quanti.
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