Attenzione
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«Quando sei lì sai che non puoi mollare»
PISA. Lo chiamano “Red” e capire il perché non è certo difficile. Cristiano Barsotti è infatti un ragazzone di 27 anni dai capelli e la barba rossi, di quel rosso ginger che ricorda da vicino i...
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PISA. Lo chiamano “Red” e capire il perché non è certo difficile. Cristiano Barsotti è infatti un ragazzone di 27 anni dai capelli e la barba rossi, di quel rosso ginger che ricorda da vicino i colori tipici dei vichinghi o delle popolazioni gaeliche. Pisano doc, studente universitario, da cinque anni fa anche lui parte della magistratura del San Francesco, la squadra in cui ha seguito lo zio Cipriano, il cugino Jonathan e l’amico di famiglia Adriano Ciardelli. «Entrare nel San Francesco era un po’ il mio destino – ha raccontato Cristiano durante l’allenamento nella palestra di Pratale – Io e mio cugino siamo infatti cresciuti col modello di mio zio Cipriano, che per anni abbiamo ammirato e incitato dalle tribune al di là delle transenne, e imitato, a casa, spingendo con un cuscino e uno skateboard sotto i piedi, col rischio anche di farci male». Il Gioco del Ponte, dunque, ha sempre fatto parte della sua vita, così come tutte le manifestazioni storiche della città, alle quali ha sempre partecipato con entusiasmo, prima nelle vesti di figurante nei cortei, adesso in quelle di combattente. Da quando, all’età di 22 anni, Red ha deciso che il Gioco voleva iniziare a “farlo”, e non più solo guardarlo, il momento più bello che ricorda è la vittoria del 2013 contro il Sant’Antonio, conquistata dopo 13 minuti e 33 secondi. «Era la seconda volta che montavo sul ponte, ma la prima con il San Francesco, la mia squadra», ha spiegato infatti il giovane combattente, che di quella vittoria ricorda soprattutto l’esultanza finale con gli amici, i compagni e la propria famiglia. «A volte è dura tenere testa agli avversari, soprattutto a quelli più grossi ed esperti di te – ha detto ancora il ventisettenne – ma quando sei lì sopra, con lo sguardo di tutti i pisani rivolto verso di te, sai che non puoi mollare, e continui a lottare per i compagni che hai accanto. D’altronde è un gioco in cui ciò che conta di più è lo spirito di squadra».
(e.c.)
(e.c.)
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