Sicurezza
PROCESSO PER TRUFFA
«Auto pagate, mai consegnate» In tre accusano l’ex brigadiere
PISA. Il processo per la truffa del carabiniere-affarista è iniziato sentendo tre delle circa venti parti civili che si sono costituite per chiedere i danni a Pietro Fileccia, 57 anni, brigadiere...
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PISA. Il processo per la truffa del carabiniere-affarista è iniziato sentendo tre delle circa venti parti civili che si sono costituite per chiedere i danni a Pietro Fileccia, 57 anni, brigadiere dell’Arma congedato da tempo, all’epoca dei fatti in servizio a Camp Darby nei ruoli del Setaf.
Tutti e tre hanno raccontato in aula al giudice Luca Salutini e al pm Aldo Mantovani dei soldi versati per auto e materiale hi-tech proposti dall’ex carabiniere e mai ricevuti. «Abbiamo pagato senza vedere le auto» hanno dichiarato. Tra i più truffati, secondo le querele, carabinieri e poliziotti, oltre ai familiari di colleghi. Un passaparola che all’inizio aveva dato credito a Fileccia che manteneva quello che prometteva. Poi il business si è allargato troppo. E le consegne hanno iniziato a tardare fino a non arrivare proprio.
I pezzi pregiati erano le offerte di acquisto di Suv Audi modello Q5 a un prezzo compreso - a seconda del "cliente" - tra i 15 mila e i 28 mila euro, in pratica la metà del costo di listino. Ma la presunta "truffa del lusso" da parte del carabinieri-affarista all'interno della base militare americana dislocata lungo la strada Aurelia, tra Pisa e Livorno, comprendeva anche orologi Rolex, Cartier e Mont Blanc, moto Bmw, pianoforte Yamaha, elettrodomestici vari, iPhone, e altre autovetture: Chrysler Grand Voyager, Audi A1, Porsche Carrera 911, Bmw X1 e Ford Raptor. Peccato che le vittime del raggiro, nonostante i pagamenti spesso effettuati anche attraverso bonifici bancari e assegni, oltre che attraverso contanti, quegli acquisti non li abbiano mai visti. Secondo l’accusa l’imputato si sarebbe intascato tra il luglio del 2011 e il febbraio del 2014 quasi mezzo milione di euro. Soldi usciti dalle tasche di una ventina di persone residenti tra Livorno, Pisa, Potenza, Verona, Sassari, Viareggio e Rosignano Marittimo. Tra la primavera e l'estate del 2012 agli atti c’è un altro capitolo del maxi raggiro. Stavolta il 57enne si sarebbe appoggiato a un altro collega che a sua volta lo aveva presentato ad amici e conoscenti convinto di proporre un affare. Tra i truffati, in questo caso, l’ennesimo poliziotto al quale l'imputato aveva promesso l'acquisto di una Porsche Carrera e di due Bmw X1 per la cifra complessiva di poco superiore ai 130 mila euro. Ma anche in questo caso della consegna delle vetture nemmeno l'ombra.
Infine, sempre ieri mattina il giudice Salutini ha condannato a due anni per la ricettazione di un Rolex Ahmed Alì Guettouf, algerino, di 45 anni.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tutti e tre hanno raccontato in aula al giudice Luca Salutini e al pm Aldo Mantovani dei soldi versati per auto e materiale hi-tech proposti dall’ex carabiniere e mai ricevuti. «Abbiamo pagato senza vedere le auto» hanno dichiarato. Tra i più truffati, secondo le querele, carabinieri e poliziotti, oltre ai familiari di colleghi. Un passaparola che all’inizio aveva dato credito a Fileccia che manteneva quello che prometteva. Poi il business si è allargato troppo. E le consegne hanno iniziato a tardare fino a non arrivare proprio.
I pezzi pregiati erano le offerte di acquisto di Suv Audi modello Q5 a un prezzo compreso - a seconda del "cliente" - tra i 15 mila e i 28 mila euro, in pratica la metà del costo di listino. Ma la presunta "truffa del lusso" da parte del carabinieri-affarista all'interno della base militare americana dislocata lungo la strada Aurelia, tra Pisa e Livorno, comprendeva anche orologi Rolex, Cartier e Mont Blanc, moto Bmw, pianoforte Yamaha, elettrodomestici vari, iPhone, e altre autovetture: Chrysler Grand Voyager, Audi A1, Porsche Carrera 911, Bmw X1 e Ford Raptor. Peccato che le vittime del raggiro, nonostante i pagamenti spesso effettuati anche attraverso bonifici bancari e assegni, oltre che attraverso contanti, quegli acquisti non li abbiano mai visti. Secondo l’accusa l’imputato si sarebbe intascato tra il luglio del 2011 e il febbraio del 2014 quasi mezzo milione di euro. Soldi usciti dalle tasche di una ventina di persone residenti tra Livorno, Pisa, Potenza, Verona, Sassari, Viareggio e Rosignano Marittimo. Tra la primavera e l'estate del 2012 agli atti c’è un altro capitolo del maxi raggiro. Stavolta il 57enne si sarebbe appoggiato a un altro collega che a sua volta lo aveva presentato ad amici e conoscenti convinto di proporre un affare. Tra i truffati, in questo caso, l’ennesimo poliziotto al quale l'imputato aveva promesso l'acquisto di una Porsche Carrera e di due Bmw X1 per la cifra complessiva di poco superiore ai 130 mila euro. Ma anche in questo caso della consegna delle vetture nemmeno l'ombra.
Infine, sempre ieri mattina il giudice Salutini ha condannato a due anni per la ricettazione di un Rolex Ahmed Alì Guettouf, algerino, di 45 anni.(p.b.)
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