Sicurezza
manifestazione
«In piazza per decidere il futuro della nostra città»
PISA. L’obiettivo è riunire tutte le vertenze sociali cittadine e rivendicare risposte da parte dell’amministrazione e della politica. Sabato prossimo, sfrattati, comitati di quartiere, sindacati di...
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PISA. L’obiettivo è riunire tutte le vertenze sociali cittadine e rivendicare risposte da parte dell’amministrazione e della politica.
Sabato prossimo, sfrattati, comitati di quartiere, sindacati di base, migranti, studenti, lavoratori, disoccupati e femministe si riuniranno in un corteo cittadino per portare in piazza decine di istanze e di rivendicazioni.
“Decide la città” lo slogan che accompagnerà la manifestazione indetta anche per chiedere il dissequestro dell’ex centro di prima accoglienza di via Garibaldi occupato nuovamente la scorsa settimana dopo il recente sgombero e della Limonia, “liberata” dalle occupanti e posta sotto sequestro. «Nei giorni scorsi - sottolineano gli organizzatori -, la maggioranza che governa la città ha criticato “l’abuso di espressione”. È una contraddizione con la quale rispondere con altri abusi finché non saremo ascoltati e presi in considerazione». Il corteo partirà alle 16.30 da piazza Mazzini e, dopo aver attraversato i lungarni, si concluderà in piazza XX Settembre sotto la sede del Comune. Decine le rivendicazioni che i manifestanti porteranno in piazza: dal dissequestro degli immobili occupati, al fenomeno della movida; dal welfare cittadino alla gestione dei beni comuni. «Abbiamo aperto un percorso plurale, pubblico, fatto da tutti coloro che sono esclusi dalle decisioni sulla città e che vogliono ricominciare a contare, a decidere insieme». In piazza scenderanno anche decine di famiglie sfrattate e centinaia di persone a rischio sfratto. «Per queste persone chiediamo soluzioni concrete ed immediate - proseguono i promotori della manifestazione -. L’emergenza abitativa può essere mitigata mettendo a disposizione le centinaia di case sfitte che ci sono nel territorio comunale e, attraverso una sospensione degli sfratti, praticare realmente il passaggio da casa a casa. Quella dell’emergenza abitativa sarà una delle tante vertenze che porteremo in piazza - concludono gli organizzatori -: una delle tante questioni cittadine che vengono ridotte sistematicamente ad un problema di ordine pubblico». (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sabato prossimo, sfrattati, comitati di quartiere, sindacati di base, migranti, studenti, lavoratori, disoccupati e femministe si riuniranno in un corteo cittadino per portare in piazza decine di istanze e di rivendicazioni.
“Decide la città” lo slogan che accompagnerà la manifestazione indetta anche per chiedere il dissequestro dell’ex centro di prima accoglienza di via Garibaldi occupato nuovamente la scorsa settimana dopo il recente sgombero e della Limonia, “liberata” dalle occupanti e posta sotto sequestro. «Nei giorni scorsi - sottolineano gli organizzatori -, la maggioranza che governa la città ha criticato “l’abuso di espressione”. È una contraddizione con la quale rispondere con altri abusi finché non saremo ascoltati e presi in considerazione». Il corteo partirà alle 16.30 da piazza Mazzini e, dopo aver attraversato i lungarni, si concluderà in piazza XX Settembre sotto la sede del Comune. Decine le rivendicazioni che i manifestanti porteranno in piazza: dal dissequestro degli immobili occupati, al fenomeno della movida; dal welfare cittadino alla gestione dei beni comuni. «Abbiamo aperto un percorso plurale, pubblico, fatto da tutti coloro che sono esclusi dalle decisioni sulla città e che vogliono ricominciare a contare, a decidere insieme». In piazza scenderanno anche decine di famiglie sfrattate e centinaia di persone a rischio sfratto. «Per queste persone chiediamo soluzioni concrete ed immediate - proseguono i promotori della manifestazione -. L’emergenza abitativa può essere mitigata mettendo a disposizione le centinaia di case sfitte che ci sono nel territorio comunale e, attraverso una sospensione degli sfratti, praticare realmente il passaggio da casa a casa. Quella dell’emergenza abitativa sarà una delle tante vertenze che porteremo in piazza - concludono gli organizzatori -: una delle tante questioni cittadine che vengono ridotte sistematicamente ad un problema di ordine pubblico». (d.r.)
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