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Pisa

Camera di Commercio, avanza l’ipotesi Viareggio 

Camera di Commercio, avanza l’ipotesi Viareggio 

Il consiglio dell’ente pisano chiamato oggi a votare sulla sede proposta da Lucca nell’ambito dell’accorpamento a tre che comprende anche Massa Carrara

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PISA. Nessun dubbio ormai sull’accorpamento a tre tra le Camere di Commercio di Pisa, Lucca e Massa Carrara. Oggi si scioglierà anche il nodo relativo alla scelta della sede centrale. La proposta lucchese (sostenuta da Massa Carrara) prevede una sede di area “decentrata” a Viareggio e presidenza inizialmente a Pisa (quindi conferma per Valter Tamburini), poi ci sarà la rotazione tra gli esponenti dei tre territori.

La controproposta, con in prima fila l’Unione Industriale Pisana, parte invece dalla difesa della sede centrale in piazza Vittorio Emanuele II, contando sul fatto che Unioncamere, nei casi di mancato accordo territoriale, premia la realtà con il maggior numero di aziende iscritte (Pisa prevale su Lucca per 53mila a 52mila).

Se Lucca e Massa Carrara di fatto si sono già espresse, è evidente che il pallino è in mano a Pisa. Se il consiglio dell’ente camerale (che si riunisce oggi) si schiera per la scelta di Viareggio, la partita è chiusa: Unioncamere riceverà l’indicazione univoca e procederà di conseguenza. In caso contrario, prendendo atto di una mancata intesa complessiva, “incoronerà” Pisa.

Il duello avverrà sulle posizioni note. Cna, Confcommercio, Confesercenti e Coldiretti: meglio la governance della sede legale. Unione Industriale: meglio la sede (che è fissa) della governance (a rotazione). Gli aventi diritto al voto, espressione delle organizzazioni e delle associazioni provinciali, sono 28. Trattandosi di una “semplice” proposta, è sufficiente la maggioranza dei voti dei presenti per essere approvata.

Il “cartello” composto da Cna, Confcommercio, Confesercenti e Coldiretti parte avvantaggiato: secondo indicazioni ed indiscrezioni, dovrebbe avere garantiti fino a 15 voti. Mentre l’Unione Industriale sarebbe a quota 8. Sono invece 5 le organizzazioni che sarebbero incerte o che comunque non parteciperanno al voto. Il numero reale dei presenti alla seduta del consiglio sarà quindi decisivo, ma la proposta del “cartello” ha tutti i favori del pronostico. Cominceranno poi le procedure tra Unioncamere e ministero dell’Economia per l’accorpamento. Durata prevista, un anno circa. Il primo passo, a quel punto, sarà l’insediamento del nuovo consiglio.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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