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Pisa

I bancarellai: subito un rientro a tempo in piazza del Duomo 

I bancarellai: subito un rientro a tempo in piazza del Duomo 

«La situazione in piazza Manin è insostenibile, i recenti furti ci hanno messo in difficoltà. Ma il Comune non dice niente»

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PISA. Rientrare in Piazza dei Miracoli, come previsto dal piano del commercio su aree pubbliche (che il Comune non ha ancora modificato), in attesa di una soluzione definitiva da concordare con gli stessi operatori. Questa la richiesta che i bancarellai del Duomo hanno nuovamente formulato nei confronti di Palazzo Gambacorti. La commissione di mercato (con Michele Puschi, Stefano Perini e Simona Boni) insieme alla Confesercenti (con il responsabile area pisana Simone Romoli ed il coordinatore sindacale Giulio Garzella) e al legale degli ambulanti Stefano Verità, lanciano l’ennesimo appello. «Siamo alla disperazione - spiegano gli ambulanti -, giorno dopo giorno la situazione delle bancarelle di piazza Manin sta peggiorando. I recenti furti sono stati l’ennesimo colpo ai nostri bilanci già da tempo in grave crisi. Tutto questo mentre nessuno si degna di dirci qualcosa sul nostro futuro. Si parla di decisioni imminenti del comitato interistituzionale chiamato a decidere sulla collocazione delle attività, ma in quattro anni che siamo stati trasferiti il Comune non ci ha mai convocati per un incontro».
I rappresentanti degli ambulanti mettono l’accento anche sulla situazione di degrado di piazza Manin. «I banchi sono brutti per chi li vede, ma sono brutti anche per noi che ci lavoriamo - insistono -. Strutture che la Sovrintendenza aveva autorizzato per un periodo temporaneo, per il tempo necessario ai lavori al Museo delle Sinopie. E proprio per questo realizzate non certo per resistere ad anni di intemperie e danneggiamenti. Per non parlare poi - sono sempre i rappresentanti degli ambulanti a parlare - del degrado dell’area, a cominciare da furti e borseggi. Basti pensare che le guide turistiche ci evitano, proprio per non costringere i turisti a vere e proprie aggressioni». Romoli e Garzella provano quindi a tracciare un percorso per uscire dallo stallo. «Anzitutto dobbiamo apprezzare la responsabilità dei bancarellai che nonostante un’esasperazione ora dopo ora crescente, continuano a chiedere un confronto con il Comune. Comune che non può continuare a delegare a enti terzi, a cominciare dalla Sovrintendenza, il futuro di 44 famiglie. Chiediamo quindi un immediato tavolo al quale partecipino anche le associazioni di categoria, nel quale venga presentato una volta per tutte il progetto che Palazzo Gambacorti ha in mente per il futuro delle bancarelle. E che arrivi finalmente una risposta alla nostra proposta di collocazione nell’area del Santa Chiara come da progetto già approvato nel lontano 1997».
All’avvocato Verità il compito di presentare le richieste dei bancarellai: «Anzitutto il rientro in Piazza dei Miracoli come previsto dall’attuale piano del commercio. In una piazza che, forse in pochi sanno, ha meno vincoli di piazza Manin. Rientro ovviamente temporaneo in attesa di una soluzione definitiva condivisa, con strutture mobili, di minori dimensioni, con tipologia di merce da concordare: aspetti che spetta al Comune definire. In tal senso abbiamo inviato una diffida nel marzo scorso con la quale intimiamo l’amministrazione comunale ad indicare entro 90 giorni il tipo di banchi. Ovviamente nessuno ha risposto. Ci aspettiamo quindi una convocazione urgente».
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